Biglietti omaggio al Goteborg Film Festival per i coraggiosi che affrontano il test della verità

Biglietti omaggio al Goteborg Film Festival per i coraggiosi che affrontano il test della verità

Biglietti omaggio al Goteborg Film Festival per i coraggiosi che affrontano il test della verità

Giada Liguori

Gennaio 14, 2026

Göteborg, 14 gennaio 2026 – Al centro della 49ª edizione del Göteborg Film Festival, in programma dal 23 gennaio al 1 febbraio, c’è un tema che tocca cinema e società: la rappresentazione e la manipolazione della verità. Il festival svedese lancia un esperimento senza precedenti: i visitatori potranno sottoporsi a un test della verità con poligrafo. Chi dimostrerà di essere sincero riceverà un biglietto gratuito per una proiezione. L’iniziativa, chiamata “Truth Tickets”, trasforma la sincerità in una vera e propria moneta, spiegano gli organizzatori sul sito ufficiale dell’evento.

Truth Tickets: la verità che apre le porte

Nel cuore di Göteborg, tra le sale storiche del festival, è stata allestita una stanza per gli interrogatori. Qui, sotto la guida dello specialista Orjan Hesjedal, i partecipanti rispondono a una serie di domande per circa dieci minuti. Il poligrafo registra ogni cambiamento fisiologico, mentre Hesjedal valuta le risposte. “Chi supera il test riceve un biglietto della verità; chi non ce la fa, resta a mani vuote”, si legge nelle istruzioni online. Quel biglietto dà accesso alle proiezioni, secondo la disponibilità dei posti.

La prenotazione si fa direttamente sul sito del festival, con diversi orari disponibili durante i giorni della manifestazione. Questo esperimento non sostituisce i normali biglietti, ma si affianca a loro, offrendo un modo alternativo e provocatorio per entrare in sala.

Un esperimento che mette alla prova il pubblico

“Viviamo in un’epoca in cui l’idea stessa di verità è sempre più fragile”, spiega Pia Lundberg, direttrice artistica del Göteborg Film Festival. “I confini tra realtà e finzione si confondono spesso: nei telegiornali, sui social e nella politica”. Da qui nasce l’idea di un’iniziativa che coinvolge direttamente il pubblico, invitandolo a riflettere sul valore della sincerità in un mondo dove l’autenticità è sempre più sfumata.

Secondo Lundberg, il cinema di oggi deve fare i conti con questa ambiguità. “Tra storie di crimini veri, autofiction e metacinema – aggiunge – il confine tra realtà e finzione è continuamente messo in discussione”. L’arrivo dell’intelligenza artificiale nel campo audiovisivo, inoltre, apre nuove domande sull’autenticità di immagini e racconti.

Quattro film per scoprire cos’è la verità

Il tema della verità si riflette anche nella selezione dei film, che la affrontano da angolazioni diverse. Spicca “La voce di Hind Rajab” di Kaouther Ben Hania, che intreccia documentario e fiction per raccontare una storia vera. C’è poi la satira politica “No comment” di Petter Naess, che prende in giro la manipolazione dell’informazione. “La scomparsa di Josef Mengele” di Kirill Serebrennikov affronta il mito e la leggenda attorno a una figura storica controversa. Infine, “Re-Creation” di Jim Sheridan riflette sul legame tra memoria personale e ricostruzione cinematografica.

Questi titoli fanno parte del programma ufficiale, ma rappresentano il cuore tematico dell’edizione 2026. Gli organizzatori sottolineano come il cinema sia uno strumento potente per esplorare – e a volte mettere in discussione – ciò che consideriamo vero.

Una sfida che parla al pubblico

“Con i Truth Tickets – si legge sul sito del festival – trasformiamo la verità in una moneta democratica, accessibile a tutti. Ma siete pronti a pagarne il prezzo?”. La domanda non è solo un gioco di parole: chi accetta di partecipare mette in gioco la propria sincerità davanti a uno sconosciuto e a una macchina.

L’idea ha già acceso la curiosità di appassionati e addetti ai lavori. C’è chi vede in questo esperimento una riflessione necessaria sui tempi che viviamo; altri invece nutrono dubbi sull’affidabilità del poligrafo come strumento per misurare la verità. Ma in un clima di dibattito sempre acceso, come quello che accompagna ogni edizione del Göteborg Film Festival, questa provocazione sembra destinata a lasciare il segno.

Come ha confessato una volontaria poco dopo l’annuncio: “Qui non si tratta solo di vedere un film gratis. Si tratta di capire quanto siamo disposti a metterci in gioco per qualcosa in cui crediamo davvero”.