Milano, 14 gennaio 2026 – Cassa Depositi e Prestiti e Intesa Sanpaolo hanno stretto oggi un nuovo accordo da 1 miliardo di euro per aiutare le micro, piccole e medie imprese italiane ad avere più facile accesso al credito e a crescere. La firma è arrivata poco dopo le 11 nella sede milanese di Intesa Sanpaolo. L’obiettivo è sostenere l’economia reale e lo sviluppo dei territori, proprio in un momento in cui molte aziende devono fare i conti con mercati che cambiano rapidamente.
Un miliardo per le imprese: cosa prevede l’accordo
Il nuovo fondo, spiegano fonti vicine all’operazione, sarà usato dalla banca per concedere prestiti fino a 25 milioni di euro, con durata massima di 18 anni, a Pmi e Mid-Cap italiane. I finanziamenti serviranno sia per investimenti già avviati sia per nuovi progetti, con un occhio di riguardo alle filiere produttive più importanti del Paese. “L’idea – ha detto un portavoce di Intesa Sanpaolo – è mettere a disposizione delle imprese strumenti concreti per crescere, innovare o consolidarsi”.
Le risorse potranno coprire spese per immobilizzazioni materiali e immateriali, come l’acquisto di macchinari, brevetti o software, ma anche per il capitale circolante, cioè la liquidità necessaria per gestire l’attività quotidiana. Un aspetto importante, soprattutto per chi sta affrontando investimenti complessi o una fase di cambiamento tecnologico.
Una collaborazione ormai consolidata
Non è la prima volta che Cdp e Intesa Sanpaolo lavorano insieme. Dal 2021 hanno già messo sul tavolo circa 5 miliardi di euro per sostenere oltre 6 mila aziende in tutta Italia. “Abbiamo visto da vicino le difficoltà, ma anche la forza di adattamento delle nostre imprese”, ha ricordato un dirigente di Cdp durante la presentazione. “Questa nuova iniziativa vuole rispondere in modo concreto alle richieste arrivate negli ultimi mesi”.
I dati mostrano che gli accordi precedenti hanno aiutato molte aziende a superare momenti difficili, investire in nuovi impianti e crescere all’estero. In diversi casi, i finanziamenti sono stati decisivi per digitalizzare i processi produttivi o per passare a modelli più sostenibili.
Un sostegno prezioso per il tessuto imprenditoriale
Il momento non è semplice. Negli ultimi mesi, settori come la meccanica, l’agroalimentare e il tessile hanno segnalato difficoltà nell’accesso al credito e nella programmazione degli investimenti. “Il mercato cambia in fretta e le imprese hanno bisogno di strumenti flessibili”, racconta un rappresentante di una piccola azienda lombarda presente all’incontro. “Sapere che ci sono risorse dedicate può fare la differenza tra fermarsi o andare avanti”.
Nella nota diffusa da Cdp e Intesa Sanpaolo si sottolinea proprio questo: la volontà di allargare le possibilità di finanziamento per le aziende, puntando a stimolare anche gli investimenti più complessi. Un messaggio che trova conferma nelle parole del presidente di una confederazione imprenditoriale: “Iniziative come questa sono essenziali per mantenere competitivo il nostro tessuto produttivo”.
Investimenti e ricadute sul territorio
Le prime stime interne parlano di un effetto leva capace di attivare investimenti per oltre il doppio del miliardo stanziato. Le ricadute dovrebbero riguardare soprattutto le aree industriali del Nord e del Centro Italia, ma non mancano richieste anche dal Sud, dove molte Pmi cercano risorse per innovare o aprirsi ai mercati esteri.
Ancora non ci sono dati precisi sulla distribuzione geografica, ma fonti bancarie riferiscono di un interesse diffuso: “Le domande arrivano da realtà diverse, dalla Brianza al Veneto, fino alla Campania e alla Puglia”, confida un funzionario coinvolto nella valutazione dei primi progetti.
Un segnale in un momento delicato
In un periodo segnato da incertezze economiche e da una crescente attenzione alla sostenibilità, l’accordo tra Cassa Depositi e Prestiti e Intesa Sanpaolo rappresenta un segnale tangibile per il sistema produttivo italiano. Le prossime settimane ci diranno se le imprese riusciranno a sfruttare questa opportunità. Intanto, nei corridoi delle sedi milanesi delle due istituzioni si respira un cauto ottimismo. “Non risolveremo tutti i problemi – ammette un dirigente – ma ogni passo nella direzione giusta conta”.
