Roma, 14 gennaio 2026 – L’Antitrust ha deciso di aprire un’indagine sull’aumento dei prezzi alimentari in Italia, rispondendo alle denunce del Codacons che da mesi parla di rincari fuori controllo. La decisione arriva in un momento critico: secondo i dati dell’associazione dei consumatori, la spesa media per alimentari e bevande analcoliche è cresciuta del 24,9% rispetto al 2021. In termini concreti, significa circa 1.400 euro in più all’anno per una famiglia tipo, cifra che sale a 1.915 euro per chi ha due figli.
Prezzi alimentari alle stelle: l’Antitrust corre ai ripari
Il Codacons, che da tempo chiedeva un intervento, spiega chiaramente le cause: “Prima il caro-energia, poi la guerra in Ucraina hanno fatto schizzare i prezzi al dettaglio nel settore alimentare”. Un effetto a catena che, dicono dall’associazione, non si è fermato neppure dopo la fine delle emergenze più gravi. “Nel 2025 – si legge nella nota diffusa oggi – fare la spesa è costato quasi un quarto in più rispetto al 2021”.
Ma non è tutto: secondo il Codacons, “una volta passate le crisi, i prezzi non sono tornati alla normalità”. Anzi, “cibi e bevande continuano a costare di più, come se ci fosse una vera e propria speculazione a spese dei consumatori”. Per questo hanno chiesto all’Antitrust di fare luce su come si formano i prezzi.
Famiglie in difficoltà: i numeri della spesa che pesa
Le stime del Codacons parlano chiaro: la spesa media annuale per alimentari e bevande analcoliche è salita da circa 5.640 euro nel 2021 a oltre 7.000 euro nel 2025 per una famiglia tipo. Un aumento che si sente in tasca, e non poco. “Ogni volta che faccio la spesa, anche per le stesse cose, spendo sempre di più”, racconta Anna, 42 anni, madre di due figli che abita a Roma Nord.
Il problema è diffuso in tutta Italia, anche se ci sono differenze tra Nord e Sud. Le prime analisi dell’Antitrust segnalano rincari più forti nelle grandi città e nelle aree metropolitane. Ma anche nei piccoli centri, dove l’offerta è più limitata, i prezzi restano alti e non sono tornati ai livelli di prima della crisi.
Caro-energia, guerra e speculazione: le cause dietro i rincari
Gli esperti spiegano che dietro gli aumenti ci sono diversi fattori legati tra loro. Il primo colpo è stato il caro-energia del 2022, seguito dall’impatto della guerra in Ucraina sui mercati internazionali delle materie prime. Prodotti come grano, mais e oli vegetali, fondamentali per l’industria alimentare italiana, sono saliti di prezzo.
“L’inflazione importata ha colpito duro il settore”, spiega un analista della Coldiretti. Ma, sottolinea il Codacons, “dopo la fase più acuta delle crisi ci saremmo aspettati che i prezzi tornassero a scendere”. Invece, i listini sono rimasti alti o addirittura sono saliti ancora.
L’Antitrust entra in campo: cosa vuole scoprire
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha confermato l’apertura dell’indagine. L’obiettivo è “scovare eventuali anomalie nella formazione dei prezzi a danno dei consumatori italiani”, si legge nella nota ufficiale. Nei prossimi mesi saranno raccolti dati da produttori, distributori e associazioni di categoria.
“Vogliamo capire se ci sono state pratiche scorrette o accordi tra imprese”, dice una fonte interna all’Antitrust. I primi risultati sono attesi entro la primavera del 2026. Intanto, le associazioni dei consumatori chiedono misure rapide per proteggere le famiglie più in difficoltà.
Reazioni e cosa aspettarsi
La mossa dell’Antitrust è stata accolta con favore dalle principali associazioni dei consumatori. “Era ora che qualcuno si muovesse”, commenta Carlo Rienzi, presidente del Codacons. Anche Federconsumatori e Adiconsum hanno espresso soddisfazione per l’avvio dell’indagine.
Resta da vedere se l’iniziativa porterà a un reale calo dei prezzi o a sanzioni per chi ha abusato. Nel frattempo, nei supermercati di Roma, Milano e Palermo la sensazione tra i clienti è sempre la stessa: “La spesa pesa sempre di più sul bilancio familiare”. Cercare offerte e promozioni è diventato un vero e proprio obbligo quotidiano.
