Energia in ascesa: oltre 220 miliardi di capitalizzazione in Borsa con un balzo del 25,3%

Energia in ascesa: oltre 220 miliardi di capitalizzazione in Borsa con un balzo del 25,3%

Energia in ascesa: oltre 220 miliardi di capitalizzazione in Borsa con un balzo del 25,3%

Giada Liguori

Gennaio 14, 2026

Milano, 14 gennaio 2026 – Le società dell’energia quotate a Piazza Affari hanno chiuso il 2025 con una crescita solida, anche se non abbastanza per tenere il ritmo con il resto del mercato. L’ultima indagine CoMar, uscita oggi, racconta di 18 aziende – da Enel a Eni, passando per Snam e Terna – che insieme hanno raggiunto una capitalizzazione complessiva di 220,2 miliardi di euro al primo gennaio 2026. Questo vale il 20,94% dell’intero listino. È un balzo di oltre 44 miliardi rispetto all’anno prima, ma ancora sotto la media della Borsa italiana.

Energia in Borsa: cresce, ma non abbastanza

Nel dettaglio, il settore ha guadagnato il 25,3% rispetto ai 175,8 miliardi di inizio 2025. Un bel risultato, senza dubbio. Però l’intero mercato azionario nazionale è cresciuto di più, con un balzo del 29,7%: la capitalizzazione complessiva è passata da 810,6 a 1.051 miliardi di euro. “Il settore energia resta centrale a Piazza Affari, anche se non è quello che ha corso di più”, ha commentato Massimo Rossi, presidente dell’Osservatorio Finanziario che ha partecipato all’indagine.

Enel ed Eni: la coppia di testa della capitalizzazione

Tra le singole aziende, Enel domina ancora con una capitalizzazione di 90,2 miliardi di euro, pari all’8,5% del listino. Dietro c’è Eni con 50,7 miliardi (4,8%). Più staccate le altre: al terzo posto troviamo Snam con 19 miliardi (1,8%) e poi Terna con 18,8 miliardi (1,7%). Il resto della pattuglia – da Italgas (9,6 miliardi) a A2A (7,2), passando per Hera (5,9), Saipem (4,8) e Acea (4,7) – pesa meno dell’1% del totale.

Italgas e Gas Plus corrono più forte

Guardando alle performance in Borsa, il quadro è vario. In evidenza spiccano Italgas, che ha più che raddoppiato il suo valore (+120,1%), e Gas Plus, salita del 109,3%. Bene anche Iren (+33,1%), Snam (+32,2%), Ecosuntek (+31,8%) e Edison R. (+31,6%). “Il settore ha beneficiato della ripresa degli investimenti e di un’attenzione maggiore agli asset strategici”, ha osservato Rossi.

Altre società: qualche passo avanti, ma con prudenza

Incrementi più modesti per Enel (+28,9%), Ascopiave (+20%), Terna (+18,8%), Acea (+18,3%) ed Eni (+18,1%). Seguono Hera, Alerion, Acinque, Erg, A2A e Saipem con variazioni meno marcate. Chi chiude la classifica sono società come Alerion, Ascopiave (segmento Star), Acinque, Gas Plus ed Edison R., oltre alle quotate sull’Egm Ecosuntek ed Eviso.

Il settore cambia, tra energia tradizionale e rinnovabili

La terza edizione dell’indagine CoMar mostra un settore in piena trasformazione. Le aziende analizzate operano nell’elettricità, nel gas, ma anche nei carburanti e nel petrolio. “La transizione energetica sta cambiando gli equilibri tra le società”, spiega Rossi. “Chi punta su reti e innovazione viene premiato dal mercato”. Non a caso, le migliori performance arrivano da chi lavora nella distribuzione e nelle infrastrutture.

2026: l’anno delle scelte decisive

Guardando avanti, gli esperti si aspettano un’ulteriore concentrazione del settore. La sfida più grande resta quella della sostenibilità, sia economica che ambientale. “Il 2026 sarà l’anno in cui capiremo chi saprà sfruttare le opportunità della decarbonizzazione e della digitalizzazione”, ha confidato un gestore milanese intervistato da alanews.it. Nel frattempo, Piazza Affari tiene gli occhi puntati sulle mosse delle grandi utility e delle nuove realtà che stanno emergendo.

In breve: il settore energia resta un pilastro della Borsa italiana. Ma la vera partita della crescita si giocherà nei prossimi mesi.