Pescara, 14 gennaio 2026 – Per Fater, la sicurezza sul lavoro non è solo una voce di bilancio o un obbligo da rispettare: è una scelta che mette davvero al centro le persone. L’azienda, tra i leader italiani nei prodotti per l’igiene della casa e della persona, ha deciso di puntare su progetti concreti e formazione continua. L’obiettivo? Creare un ambiente di lavoro più sicuro e attento alle esigenze di chi ci lavora. Un percorso che fa parte della strategia “People first”, che da mesi guida tutte le decisioni del gruppo.
Sicurezza: un impegno che si vede
Nei corridoi dello stabilimento di Pescara, dove ogni giorno passano centinaia di lavoratori, la parola sicurezza non è uno slogan vuoto. “Abbiamo scelto di investire davvero sulla prevenzione”, spiega il direttore delle risorse umane, Luca Di Marco, durante un incontro con i sindacati. L’azienda ha introdotto nuovi dispositivi di protezione, aggiornato le procedure interne e intensificato i controlli. “Solo nel 2025 – aggiunge Di Marco – abbiamo organizzato oltre 1.200 ore di formazione, coinvolgendo tutti, dagli operai agli impiegati”.
I numeri parlano chiaro: secondo i dati forniti da Fater, negli ultimi dodici mesi gli infortuni sul lavoro sono calati del 18%. Un risultato importante, ma che l’azienda non considera un traguardo definitivo. “È uno stimolo a fare ancora meglio”, sottolineano.
Formazione e ascolto: il vero motore
La strategia “People first” si basa su due elementi chiave: formazione e ascolto. Ogni mese si tengono incontri tematici, workshop e simulazioni pratiche. “Non ci limitiamo a spiegare le regole – racconta Giulia Ferri, responsabile della sicurezza interna – ma ascoltiamo davvero le difficoltà dei colleghi, raccogliendo idee e segnalazioni”. Così la formazione diventa un dialogo vero, dove anche chi lavora in produzione può proporre miglioramenti.
Un esempio concreto arriva dalla linea di confezionamento: grazie ai suggerimenti degli operatori, sono stati modificati alcuni passaggi critici, riducendo il rischio di incidenti. “La differenza la fa il confronto quotidiano”, confida Ferri. “Solo chi vive la fabbrica ogni giorno può aiutarci a intervenire davvero”.
Progetti innovativi per il benessere
Oltre agli aspetti tecnici della sicurezza sul lavoro, Fater ha lanciato iniziative per il benessere psicofisico dei dipendenti. Tra queste, un servizio di supporto psicologico attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18, e una campagna sui corretti stili di vita. “La prevenzione passa anche dalla salute mentale”, ricorda il medico aziendale, Dottor Paolo Rizzi. Nel 2025, oltre il 40% dei lavoratori ha usato almeno una volta il servizio di consulenza.
Non mancano poi iniziative per le famiglie: a novembre si è svolto un open day dedicato alla sicurezza in casa, con laboratori per bambini e incontri per i genitori. “Vogliamo che la cultura della sicurezza non resti solo dentro i cancelli dell’azienda”, spiega Di Marco.
Un modello da seguire
L’approccio di Fater, spiegano fonti interne, vuole diventare un esempio anche per altre realtà industriali del territorio. L’azienda collabora con enti locali e associazioni di categoria per diffondere buone pratiche e sensibilizzare sulla prevenzione. “Non si tratta solo di rispettare le regole – ribadisce Ferri – ma di costruire un ambiente dove tutti si sentano protetti”.
In un momento in cui la sicurezza sul lavoro resta una sfida per l’industria italiana, l’esperienza di Fater dimostra che investire sulle persone fa davvero la differenza. E forse, come recita lo slogan dell’azienda, mettere davvero “le persone al primo posto” è la strada giusta per crescere insieme.
