Bari, 13 gennaio 2026 – Domani mattina, alle 11, l’Università Lum “Giuseppe Degennaro” di Casamassima apre le porte con un open day dedicato al tema del disagio psicologico giovanile. Saranno presenti Giorgio Perinetti e Michele Pennetti, co-autori del libro “Quello che non ho visto arrivare. Emanuela, l’anoressia e ciò che resta di bello”. L’incontro, aperto a studenti e docenti, fa parte delle iniziative dell’Ateneo per sensibilizzare la comunità accademica su un problema che negli ultimi anni è diventato sempre più urgente.
Disagio psicologico tra i giovani: un confronto aperto
Domani non si parlerà solo di un libro, spiegano dall’Università Lum. L’idea è offrire uno spazio dove studenti e operatori possano confrontarsi sulle difficoltà che spesso restano nascoste dietro i banchi o tra le mura di casa. “Parlare di anoressia e di disagio psicologico significa rompere un silenzio che fa male”, dice il professor Leonardo Fazio, responsabile del servizio “Lum Ascolta”, che aprirà l’incontro dopo i saluti del rettore Antonello Garzoni.
Pennetti e Perinetti, autori del libro che dà il titolo all’evento, racconteranno la loro esperienza personale e professionale. La storia di Emanuela – una vicenda vera, fatta di dolore ma anche di ricerca di senso – diventa il punto di partenza per riflettere su cosa rimane e quali risorse si possono attivare anche nei momenti più difficili.
“Lum Ascolta”: il nuovo sportello per gli studenti
Durante l’evento sarà presentato ufficialmente il servizio “Lum Ascolta”, attivo da qualche mese presso l’Ateneo. Si tratta di uno sportello di ascolto psicologico pensato per gli studenti, per offrire un supporto concreto a chi vive momenti di disagio o sente semplicemente il bisogno di parlare con un professionista. “Abbiamo voluto mettere al centro la persona, non solo lo studente”, confida Fazio. “Spesso chi attraversa periodi difficili non trova il coraggio di chiedere aiuto. Il nostro compito è far capire che qui qualcuno è pronto ad ascoltare”.
Secondo i dati del Ministero della Salute, negli ultimi cinque anni i disturbi alimentari tra gli adolescenti sono aumentati del 30%. Un dato che preoccupa anche le università, chiamate a ripensare i propri servizi con maggiore attenzione al benessere psicologico.
Lo studente al centro, l’università come comunità
L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio, che vede la Lum impegnata nella promozione della salute mentale e nella prevenzione del disagio. “Non basta offrire solo una formazione tecnica o specialistica”, ricorda il rettore Garzoni in una recente intervista. “Dobbiamo prenderci cura delle persone nella loro interezza. Solo così si costruisce una comunità universitaria davvero solida”.
Durante l’incontro si raccoglieranno domande e testimonianze dal pubblico. Gli organizzatori puntano a una partecipazione numerosa: nelle edizioni precedenti, eventi simili hanno visto oltre cento studenti, molti dei quali hanno poi deciso di rivolgersi allo sportello psicologico.
Un libro per raccontare e capire
“Quello che non ho visto arrivare” – uscito lo scorso autunno – ha suscitato interesse sia nel mondo accademico sia tra le associazioni che si occupano di salute mentale. Il libro narra la storia di Emanuela attraverso le voci dei due autori, mescolando ricordi personali e riflessioni sul senso della perdita e della resilienza. “Non volevamo scrivere un manuale”, spiega Pennetti durante una presentazione a Roma. “Volevamo raccontare cosa resta dopo una tempesta”.
L’evento di domani è un’occasione per mettere insieme mondi diversi: quello della letteratura, della psicologia e degli studenti. Un dialogo aperto, senza frasi fatte, per provare a capire come affrontare il disagio e come costruire, anche partendo dalle ferite, nuove possibilità.
La partecipazione è libera fino a esaurimento posti. Appuntamento nell’aula magna dell’Università Lum, alle ore 11.
