Il mistero di Giulio Regeni: un viaggio tra verità e ingiustizie nel nuovo film di Manetti

Il mistero di Giulio Regeni: un viaggio tra verità e ingiustizie nel nuovo film di Manetti

Il mistero di Giulio Regeni: un viaggio tra verità e ingiustizie nel nuovo film di Manetti

Giada Liguori

Gennaio 14, 2026

Roma, 14 gennaio 2026 – Arriverà nelle sale italiane il 2, 3 e 4 febbraio “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, il documentario firmato da Simone Manetti che ripercorre la tragica storia del giovane ricercatore friulano rapito, torturato e ucciso al Cairo tra il 25 gennaio e il 3 febbraio 2016. A dieci anni dalla sua scomparsa, il film dà spazio soprattutto al racconto diretto dei genitori, Claudio Regeni e Paola Deffendi, che per la prima volta hanno deciso di raccontare davanti alla cinepresa il loro dolore e la loro lotta.

La testimonianza dei genitori: un dolore che non si placa

“Non vi dico cosa hanno fatto a quel volto… in quel momento ho pensato: qui si è concentrato tutto il male del mondo. Perché?”. Sono le parole di Paola Deffendi, madre di Giulio, che colpiscono come un pugno nello stomaco nel trailer e danno il titolo al film. Prodotto da Ganesh Produzioni e Fandango, con la collaborazione di Sky e altri partner, il documentario si propone come un tassello importante nella lunga ricerca della verità su una vicenda che ha scosso l’Italia e il mondo.

Il film segue da vicino la battaglia di Claudio e Paola, che in questi anni non hanno mai smesso di chiedere giustizia. “Abbiamo imparato a convivere con il dolore, ma non ci siamo mai fermati”, racconta Claudio Regeni in una delle interviste raccolte da Manetti. Accanto a loro, la voce dell’avvocata Alessandra Ballerini guida lo spettatore attraverso i momenti cruciali di un percorso giudiziario difficile e pieno di ostacoli.

Dentro il processo: le tappe della giustizia italiana

Il regista ha documentato passo dopo passo il processo italiano, partito nel marzo 2024 contro quattro agenti della National Security egiziana. Le udienze, spesso tese e piene di attese, sono raccontate nei dettagli: dalle reazioni dei familiari, ai silenzi in aula, fino agli sguardi tra i presenti. “Abbiamo visto depistaggi, colpi di scena, segreti”, spiega Manetti durante la presentazione del film. La sentenza è prevista entro la fine del 2026, ma la strada per arrivarci resta incerta.

Oltre alle immagini delle aule di tribunale, il documentario ricostruisce i momenti chiave della vicenda: dal ritrovamento del corpo di Giulio sulla strada per Alessandria d’Egitto, alle prime indagini, fino alle pressioni diplomatiche tra Italia ed Egitto. “Non ci fermeremo finché non avremo tutte le risposte”, ribadisce l’avvocata Ballerini, che segue la famiglia Regeni da anni.

Anteprime e riconoscimenti: il film che non passa inosservato

La prima nazionale di “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo” si terrà il 25 gennaio a Fiumicello Villa Vicentina, il paese natale di Giulio, nel giorno del decimo anniversario della sua scomparsa. A seguire, proiezioni speciali: il 26 gennaio all’Anteo Palazzo del Cinema di Milano (con un incontro alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli), il 28 gennaio al Cinema Nuovo Sacher di Roma e il 29 gennaio al Cinema Modernissimo – Cineteca di Bologna. L’uscita nelle sale come evento è prevista per i primi giorni di febbraio.

Il film è stato selezionato tra i progetti del Bio to B – Industry Days 2025 e ha raccolto premi come il Mia Market Bio to B – Doc Award 2025 e il Visioni Incontra Bio to B – Doc Award 2025. Segni chiari dell’interesse che la storia continua a suscitare anche nel mondo del cinema documentario.

Dieci anni dopo: la verità è ancora lontana

A un decennio dalla morte di Giulio Regeni, la domanda di verità resta aperta e irrisolta. Il film di Manetti non offre risposte facili né conclusioni definitive. Preferisce dare voce a chi ha vissuto sulla propria pelle l’attesa e la frustrazione di questa lunga battaglia. “Solo allora forse capiremo davvero cosa è successo”, dice Paola Deffendi in una delle ultime scene. Eppure, tra immagini d’archivio e testimonianze raccolte con discrezione, emerge un dato chiaro: la ricerca della verità non si è mai fermata.

In sala, durante le anteprime, si respira un’atmosfera di attesa silenziosa. C’è chi stringe una foto di Giulio tra le mani, chi ascolta in silenzio le parole dei genitori. La storia di Giulio Regeni continua a interpellare l’Italia. E questo film – con le sue domande ancora aperte – segna un nuovo capitolo di questa lunga vicenda.