Roma, 14 gennaio 2026 – Ali Asgari, regista iraniano noto per le sue critiche al regime di Teheran, non potrà arrivare oggi in Italia per presentare il suo nuovo film, Divine Comedy, in uscita il 15 gennaio. A confermarlo è stata la casa di distribuzione italiana Teodora Film, che ha spiegato come la cancellazione del volo da Teheran e il blocco delle comunicazioni nel Paese abbiano reso impossibile il viaggio e ogni contatto diretto con il regista.
Iran isolato: voli cancellati e comunicazioni tagliate
Secondo quanto riferito da Teodora Film, la situazione in Iran resta molto tesa: “Il governo degli ayatollah ha bloccato internet e le linee telefoniche”, si legge nella nota diffusa ieri sera. Da giorni Asgari è irraggiungibile. Solo un messaggio, arrivato a uno dei coproduttori italiani, ha rassicurato sulle sue condizioni: “Sta bene”, dicono. Il regista aveva già dovuto rinunciare a viaggi all’estero per ragioni simili. Nel 2023, durante la promozione di “Kafka a Teheran”, le autorità iraniane gli avevano sospeso il passaporto.
Il cinema italiano si schiera con Asgari
Le società dietro Divine Comedy – Teodora Film e Zoe Films – hanno espresso “piena solidarietà ad Ali e al popolo iraniano, che sta pagando un prezzo altissimo in queste settimane di proteste”. In una dichiarazione congiunta, i produttori italiani hanno sottolineato le difficoltà di lavorare con artisti dissidenti: “Siamo vicini a chi rischia ogni giorno per raccontare la verità”, ha detto Giorgio Giampà, coproduttore del film.
Il film arriva in sala, anche senza il regista
Nonostante l’assenza di Asgari, le anteprime e le proiezioni speciali di Divine Comedy previste per questa settimana non saltano. Si parte domani, martedì 13 gennaio, a Bologna: alle 20.30 il Cinema Modernissimo ospiterà la prima proiezione, nell’ambito della retrospettiva dedicata al regista dalla Cineteca di Bologna. In sala ci saranno i coproduttori italiani Giorgio Giampà e Lorenzo Cioffi. Mercoledì 14 gennaio toccherà a Roma: al Nuovo Sacher, alle 20.30, il film sarà introdotto dal regista Nanni Moretti e dall’avvocata italo-iraniana Shervin Haravi, attivista per i diritti umani.
Una storia di censura e coraggio
Divine Comedy, presentato in anteprima mondiale all’ultima Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti, racconta la storia di Bahram, un regista quarantenne i cui film non hanno mai avuto il permesso di essere proiettati in Iran. Dopo l’ennesimo no del Ministero della Cultura, Bahram decide di sfidare la censura. Con la produttrice Sadaf – una donna determinata e schietta – parte per una missione clandestina per far vedere finalmente il suo lavoro al pubblico iraniano. In Vespa, tra burocrazia e rischi personali, cerca di eludere i controlli e portare avanti la sua battaglia per la libertà d’espressione.
Il tour del film: da Bologna a Firenze, con testimonianze preziose
Dopo Bologna e Roma, il tour italiano di Divine Comedy proseguirà giovedì 15 gennaio a Napoli (CasaCinema) e domenica 18 all’Astra di Firenze. In queste tappe sarà presente ancora Shervin Haravi, che racconterà la situazione dei diritti umani in Iran. “È fondamentale non spegnere i riflettori su quello che sta succedendo”, ha detto Haravi ieri pomeriggio in una breve intervista telefonica.
Ali Asgari, il regista sotto controllo
Nato nel 1982, Ali Asgari è uno dei protagonisti del nuovo cinema iraniano. I suoi lavori – spesso realizzati in condizioni quasi clandestine – hanno girato i principali festival internazionali. La sua assenza dall’Italia riporta l’attenzione sulle difficoltà che molti artisti devono affrontare nel loro Paese. Solo così si capisce davvero il prezzo che pagano chi sceglie la strada della dissidenza.
Le proiezioni di Divine Comedy in Italia diventano così non solo un evento cinematografico, ma anche un momento per riflettere sulla libertà artistica e sulle sfide che ancora oggi segnano la vita culturale in Iran.
