New York, 14 gennaio 2026 – JPMorgan Chase ha chiuso il quarto trimestre del 2025 con un utile netto in calo del 7%, fermandosi a 13 miliardi di dollari. Nel frattempo, i ricavi sono cresciuti del 7%, toccando quota 45,8 miliardi. L’intero anno della più grande banca americana si è chiuso con un utile di 57 miliardi, leggermente sotto i 58,5 miliardi del 2024, mentre i ricavi totali hanno raggiunto 182,4 miliardi. “L’economia americana ha dimostrato una buona tenuta”, ha commentato l’amministratore delegato Jamie Dimon, dopo la diffusione dei dati a Wall Street.
JPMorgan: utile in calo ma ricavi in aumento
Nel dettaglio, nel quarto trimestre gli utili sono scesi da 14 a 13 miliardi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Secondo gli esperti, il calo è legato sia all’aumento dei costi di gestione sia alla pressione sui margini di interesse. Ma i ricavi sono saliti, passando da 42,8 a 45,8 miliardi. Segno che il business della banca – fra investimenti, prestiti e servizi finanziari – resta solido.
Anche il bilancio annuale segue questa linea. Nel 2025, JPMorgan ha incassato 182,4 miliardi, più dei 170 miliardi del biennio precedente. L’utile netto però ha registrato un lieve calo, passando da 58,5 a 57 miliardi. “Abbiamo lavorato in un ambiente difficile, con tassi di interesse alti e mercati molto volatili”, ha spiegato Dimon durante la conference call con gli analisti.
Dimon: l’economia Usa tiene, ma non senza difficoltà
Il capo di JPMorgan non ha nascosto le sfide affrontate nel corso dell’anno. “Nonostante le incertezze geopolitiche e un’inflazione ancora sopra i livelli pre-pandemia, l’economia americana ha tenuto meglio del previsto”, ha sottolineato. Dimon ha aggiunto che la domanda di credito dalle imprese è rimasta “forte”, mentre i consumatori hanno continuato a spendere, aiutando i ricavi della banca.
La banca segnala una leggera crescita nei prestiti commerciali e industriali, mentre il settore dei mutui residenziali ha risentito dell’aumento dei tassi. “I segnali sono contrastanti – ha detto Dimon – ma restiamo cauti sulle prospettive per il 2026”.
Costi più alti e margini sotto pressione
Tra i motivi del calo dell’utile netto ci sono i costi operativi in aumento e la pressione sui margini di interesse. Nel quarto trimestre, le spese sono arrivate a circa 20 miliardi, spinti anche dagli investimenti in tecnologia e sicurezza informatica. “Abbiamo potenziato le infrastrutture digitali per rispondere meglio alle esigenze dei clienti”, ha spiegato il direttore finanziario Jeremy Barnum.
Allo stesso tempo, la concorrenza tra banche e la politica restrittiva della Federal Reserve hanno compresso i margini sui prestiti. “Il quadro resta difficile – ha ammesso Barnum – ma puntiamo a mantenere la leadership anche nel 2026”.
2026: prudenza e investimenti mirati
Guardando avanti, JPMorgan si muove con cautela. Gli analisti prevedono una crescita moderata dei ricavi nei primi sei mesi del 2026, con particolare attenzione ai rischi legati all’inflazione e alle tensioni internazionali. “Siamo pronti a reagire velocemente ai cambiamenti globali”, ha assicurato Dimon.
Il gruppo continuerà a puntare su innovazione digitale e sostenibilità ambientale. “La trasformazione tecnologica resta una priorità”, ha ribadito il CEO. Intanto, gli investitori tengono gli occhi puntati sulle prossime mosse della Federal Reserve e sull’andamento dei mercati statunitensi.
In sintesi, il bilancio di JPMorgan mostra un settore bancario ancora solido, ma chiamato a confrontarsi con nuove sfide. Al momento, la parola d’ordine è prudenza.
