Bologna, 14 gennaio 2026 – L’Emilia-Romagna resta protagonista nel panorama agroalimentare italiano, ma cresce l’allarme per i dazi Usa che potrebbero frenare l’export verso uno dei mercati più importanti. Lo ha messo in chiaro questa mattina Alessio Mammi, assessore all’Agricoltura e Agroalimentare della Regione, durante l’apertura della 22ª edizione di Marca by BolognaFiere & Adm, la fiera internazionale dedicata alla Marca del Distributore. Un evento che, negli anni, è diventato un punto di riferimento per il settore della Private Label e per tutto il comparto agroalimentare.
Marca by BolognaFiere, la vetrina della Food Valley
Nel cuore di BolognaFiere, tra stand affollati e incontri di lavoro, Mammi ha sottolineato come la Food Valley emiliano-romagnola sia il motore dell’agroalimentare italiano. “Siamo felici di ospitare questa manifestazione – ha detto – perché il settore cresce anno dopo anno, così come la nostra regione, che conta ben 44 prodotti Dop e Igp”. Un dato che racconta la forza delle filiere locali, capaci di unire tradizione e innovazione.
La fiera, che va avanti tra oggi e domani, attira operatori da tutta Europa e dagli Stati Uniti. “La nostra regione ha filiere ben strutturate: dalla produzione alla trasformazione fino alla vendita”, ha spiegato Mammi. “Qui si fa squadra. ‘Marca’ può diventare un’occasione importante per rafforzare le filiere e la collaborazione tra tutti i protagonisti”.
Export in crescita, ma i dazi Usa spaventano
Dietro i numeri dell’export – che hanno superato i 10 miliardi di euro nel 2025 secondo i dati regionali – c’è però una preoccupazione concreta. “I dazi sono tasse che colpiscono imprese e cittadini, togliendo risorse all’economia reale”, ha avvertito Mammi. L’Emilia-Romagna è la regione italiana che esporta di più, sia nel mondo che negli Stati Uniti d’America. Un primato che ora rischia di essere messo in crisi dalle nuove barriere commerciali imposte da Washington.
Secondo l’assessore, gli effetti dei dazi si faranno sentire soprattutto nei prossimi mesi. “Nel 2025 gli importatori americani hanno riempito i magazzini – ha spiegato – ma il vero impatto lo vedremo in primavera”. Qualche segnale di rallentamento è già arrivato, soprattutto per il vino, uno dei prodotti simbolo dell’export regionale.
Vino sotto pressione: consumi e costi in calo
Il settore del vino, da sempre una colonna portante per l’Emilia-Romagna, attraversa un momento difficile. “Il vino sta vivendo una fase complicata – ha ammesso Mammi – tra il calo dei consumi e l’aumento dei costi di produzione”. Il rischio è che i dazi Usa colpiscano proprio questo comparto, che deve fare i conti con una domanda interna debole e margini sempre più stretti.
“Esportiamo molto vino negli Stati Uniti – ha ricordato l’assessore – e proprio qui i dazi possono fare male”. Una situazione che preoccupa non solo le grandi aziende, ma anche le tante piccole e medie imprese che formano la spina dorsale del tessuto produttivo regionale.
L’appello: serve un cambio di rotta sui dazi
Mammi non nasconde la speranza di un passo indietro nelle decisioni. “Spero che si possa arrivare a un confronto, come è successo con la pasta”, ha confidato. In passato alcune categorie erano state escluse dai dazi dopo trattative tra Italia e Stati Uniti. “Ci auguriamo che lo stesso valga per il vino e altri prodotti”, ha concluso l’assessore.
Nel frattempo, tra i corridoi della fiera, imprenditori e operatori si scambiano idee e dati. C’è chi teme una stagione complicata, chi punta sull’innovazione e sulla ricerca di nuovi mercati. Ma su un punto sono tutti d’accordo: la Food Valley non vuole fermarsi. Neanche davanti alle nuove sfide del commercio internazionale.
