Rimborsi lampo per le ferie non godute: la svolta di Consulcesi

Rimborsi lampo per le ferie non godute: la svolta di Consulcesi

Rimborsi lampo per le ferie non godute: la svolta di Consulcesi

Matteo Rigamonti

Gennaio 14, 2026

Roma, 14 gennaio 2026 – I casi per il riconoscimento delle ferie non godute nel pubblico impiego stanno cambiando passo. Negli ultimi mesi del 2025, soprattutto tra i dipendenti della Pubblica amministrazione e del settore sanitario, si è visto un netto calo dei tempi per chiudere le controversie. I dati di fine anno parlano chiaro: si chiudono accordi prima del previsto e si pagano indennizzi subito, con un impatto concreto sulle tempistiche e sul modo in cui si risolvono queste vertenze.

Ferie non godute, i tribunali accelerano: meno attese e più accordi

A fine dicembre, due casi seguiti da Consulcesi & Partners nei tribunali di Roma e Piacenza si sono conclusi con accordi transattivi. Complessivamente, sono stati riconosciuti oltre 55.000 euro di indennizzi e quasi 8.000 euro per spese legali. A Roma, la causa è durata poco più di sette mesi, con un rimborso intorno ai 37.000 euro. “Questi casi dimostrano che il contenzioso sulle ferie non godute ha ormai raggiunto una fase di piena maturità”, commenta Bruno Borin, responsabile del team legale di Consulcesi & Partners, che ha assistito i lavoratori attraverso lo sportello online www.ferienongodute.it.

Borin spiega che, grazie a una giurisprudenza ormai solida e alle difficoltà organizzative nelle amministrazioni pubbliche, gli enti preferiscono chiudere in fretta le controversie. “Le amministrazioni vogliono evitare giudizi con esiti già noti”, dice l’avvocato, sottolineando come la prevedibilità delle sentenze spinga verso accordi stragiudiziali.

Un fenomeno in crescita: i numeri confermano il cambiamento

Nel 2025 sono state emesse circa 2.090 sentenze sui casi di ferie non godute, con un orientamento quasi sempre a favore dei lavoratori pubblici. Questo ha inciso direttamente sulla velocità con cui si chiudono le cause e sull’aumento delle soluzioni fuori dal tribunale. Solo nell’ultimo anno, Consulcesi & Partners ha seguito decine di casi risolti positivamente, tra giudizi e accordi, per un totale di oltre 383.000 euro liquidati a medici, infermieri e altri dipendenti pubblici.

I casi chiusi a fine anno mostrano bene questo cambiamento: dalla sentenza al pagamento passano spesso solo pochi mesi. Un’accelerazione che riguarda soprattutto il settore sanitario, dove il lavoro spesso impedisce di prendere le ferie.

La regola che cambia tutto: tocca all’Amministrazione dimostrare

La svolta nasce da un principio ormai chiaro: è l’Amministrazione che deve dimostrare di aver concesso le ferie al dipendente. Se manca una prova concreta – come documenti scritti o comunicazioni ufficiali – il lavoratore ha diritto all’indennità economica quando termina il rapporto di lavoro.

Questo principio sta trasformando il contenzioso sulle ferie non godute da battaglia legale a questione di gestione interna. “Le regole sono chiare”, ribadisce Borin, “e le amministrazioni stanno capendo che la loro disorganizzazione non può pesare sul lavoratore”.

Sanitari e dipendenti pubblici: cosa cambia davvero

L’impatto si vede soprattutto sui sanitari, spesso impossibilitati a prendersi le ferie per via dei turni e delle emergenze. Le prime analisi mostrano che la maggior parte dei ricorsi arriva da medici e infermieri che, finito il lavoro, ottengono l’indennizzo senza dover passare anni in tribunale.

Il trend sembra destinato a continuare anche nel 2026. Gli esperti legali parlano di una procedura ormai “prevedibile”, dove la rapidità di chiusura è un vantaggio sia per i lavoratori sia per le amministrazioni. Forse, solo così si potrà affrontare il tema delle ferie non godute come un problema di organizzazione e non più come una questione giudiziaria.