Bruxelles, 14 gennaio 2026 – Ryanair taglia oltre due milioni di posti nei principali aeroporti del Belgio tra il 2026 e il 2027. La decisione arriva dopo l’aumento delle tasse sui passeggeri deciso dalle autorità belghe. La compagnia low cost ha confermato oggi, con una nota ufficiale, quanto anticipato dal CEO Michael O’Leary lo scorso 9 dicembre, sottolineando le conseguenze che questa nuova politica fiscale porterà al settore.
Ryanair riduce i voli a Charleroi e Zaventem
Nel dettaglio, Ryanair prevede di tagliare 1,1 milioni di posti all’aeroporto di Charleroi nel 2026, e di fare lo stesso anche nel 2027. Colpito anche lo scalo di Zaventem, anche se la compagnia non ha ancora fornito numeri precisi per quest’ultimo. L’annuncio segue la decisione del Consiglio comunale di Charleroi, che ha introdotto una nuova tassa di 3 euro per ogni passeggero in partenza, in vigore da aprile 2026. A questa si aggiunge l’aumento progressivo della tassa nazionale sui passeggeri: dagli attuali 2 euro si passerà a 10 euro nel 2027.
Belgio meno competitivo, secondo Ryanair
Secondo la nota di Ryanair, questi aumenti rendono il Belgio “meno competitivo rispetto ad altri Paesi europei” come Svezia, Italia, Ungheria e Slovacchia, che negli ultimi anni hanno ridotto o eliminato le tasse sull’aviazione per sostenere traffico, turismo e posti di lavoro. “Mentre il rapporto Draghi spingeva l’Europa a essere più competitiva, il governo De Wever sembra voler fare l’opposto, rendendo il Belgio meno attraente”, ha attaccato O’Leary, citando il primo ministro Alexander De Croo e il leader della N-VA Bart De Wever, figure chiave nella politica belga.
Tagli ai voli, colpi al turismo e all’occupazione
La compagnia irlandese avverte che l’aumento delle tasse porterà a meno voli, meno passeggeri e meno turisti, con un impatto diretto sull’occupazione negli aeroporti interessati. “Aumentare le tasse significa meno voli, meno passeggeri e meno turismo, e questo si tradurrà in migliaia di posti di lavoro persi sia a Zaventem che a Charleroi”, ha spiegato O’Leary. Le stime interne indicano che la riduzione del traffico potrebbe pesare molto sull’economia locale, in particolare per chi lavora nei servizi aeroportuali e nell’accoglienza.
Il governo difende l’aumento delle tasse
Il governo federale belga giustifica l’aumento delle tasse come una misura necessaria per finanziare la transizione ecologica e ridurre l’impatto ambientale del trasporto aereo. Fonti vicine al Ministero delle Finanze spiegano che “l’obiettivo è portare il Belgio agli standard europei in termini di sostenibilità”, ammettendo però che la scelta potrebbe influire sul traffico aereo. Al momento, non è prevista alcuna revisione delle nuove tariffe.
Reazioni e cosa aspettarsi
L’annuncio ha scatenato reazioni contrastanti tra operatori turistici e associazioni di categoria. Alcuni imprenditori locali temono un calo dei visitatori stranieri già dalla prossima estate. “Se diminuiscono i voli, anche hotel e ristoranti ne soffriranno”, racconta un albergatore di Charleroi. Altri invece chiedono più investimenti pubblici per limitare i danni.
Nelle prossime settimane si capirà se altre compagnie seguiranno l’esempio di Ryanair o se si aprirà un confronto con le istituzioni. Per ora, la compagnia irlandese ribadisce la sua posizione: “La soluzione è semplice: eliminare queste tasse dannose sull’aviazione”, ha concluso O’Leary.
Il dibattito è ancora aperto, mentre passeggeri e lavoratori attendono risposte concrete sul futuro degli aeroporti principali del Belgio.
