Spread Btp-Bund: calo sorprendente a 63 punti all’apertura

Spread Btp-Bund: calo sorprendente a 63 punti all'apertura

Spread Btp-Bund: calo sorprendente a 63 punti all'apertura

Giada Liguori

Gennaio 14, 2026

Milano, 14 gennaio 2026 – Lo spread tra Btp e Bund decennali tedeschi ha aperto la giornata in lieve calo, segnando alle 9.00 63 punti base netti, appena sotto i 63,2 punti della chiusura di venerdì. Un dato che conferma una certa stabilità, in un clima di mercati cauti, e tiene sotto osservazione la tenuta del rapporto tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi.

Spread Btp-Bund: mercato in stand-by, attesa palpabile

Il differenziale tra i decennali italiani e tedeschi – il cosiddetto spread – resta un indicatore chiave della fiducia degli investitori nel debito pubblico italiano. Stamattina, a Piazza Affari, si è fermato a 63 punti base, un livello che non si vedeva da tempo. Segnala una fase di relativa calma nei mercati obbligazionari europei.

Il rendimento del Btp decennale si conferma stabile al 3,47%, mentre il Bund tedesco registra un lieve aumento, passando dal 2,84% al 2,85%. Una variazione minima, che però segue il trend degli ultimi giorni: i titoli tedeschi, considerati il rifugio sicuro per eccellenza, vedono i loro rendimenti salire un po’, mentre quelli italiani restano fermi.

Reazioni sul campo e scenario internazionale

“Il mercato procede con cautela in attesa dei dati economici in arrivo questa settimana”, spiega un analista di una grande banca milanese. Per gli operatori, la stabilità dello spread Btp-Bund dice qualcosa: da un lato c’è fiducia nella tenuta dei conti pubblici italiani, dall’altro non si registrano tensioni particolari in Europa.

Ma non mancano segnali di prudenza. “Basta poco per cambiare la percezione del rischio”, confida un gestore obbligazionario contattato poco dopo l’apertura. L’andamento dei rendimenti è ancora molto legato alle mosse della Banca Centrale Europea e alle prospettive di crescita dell’Eurozona.

Il futuro del debito italiano sotto la lente

Gli esperti vedono il livello attuale dello spread come un elemento “tranquillizzante” per il breve termine. Solo pochi mesi fa, il differenziale aveva superato quota 100 punti base, sollevando preoccupazioni sulla sostenibilità del debito italiano. Oggi, grazie anche a diverse aste di titoli pubblici con buona domanda da parte degli investitori istituzionali, la situazione appare più calma.

Secondo il Ministero dell’Economia, il costo medio del debito dovrebbe rimanere sotto controllo nei prossimi mesi, a meno di shock esterni o cambiamenti improvvisi nelle politiche della BCE. “La vera sfida sarà mantenere questa stabilità nel medio termine”, riconosce un funzionario del Tesoro.

La BCE al centro dell’attenzione

Gli investitori tengono d’occhio le prossime mosse della Banca Centrale Europea. Nei giorni scorsi, la presidente Christine Lagarde ha ribadito l’impegno a tenere sotto controllo l’inflazione e a garantire condizioni finanziarie favorevoli per tutti i Paesi dell’Eurozona. Le aspettative su possibili tagli dei tassi però restano caute.

Nel frattempo, il Tesoro italiano continua a lavorare per gestire il debito e programmare le prossime emissioni. “La domanda per i nostri titoli è ancora forte”, sottolinea una fonte vicina al Ministero dell’Economia. Ma, come ricordano molti analisti, la situazione può cambiare in fretta: basta una crisi geopolitica o un dato economico negativo per mettere di nuovo sotto pressione lo spread.

Uno scenario da tenere d’occhio

Per ora, la fotografia è quella di un mercato tranquillo, almeno sulla carta. Lo spread Btp-Bund a 63 punti base rappresenta un segnale positivo per il governo e gli investitori stranieri. Ma la prudenza è d’obbligo. “Non bisogna abbassare la guardia”, avverte un economista della Bocconi. Solo se la stabilità continuerà nei prossimi mesi si potrà davvero parlare di una nuova fase per il debito italiano.