Spread Btp-Bund: fluttuazioni sorprendenti all’avvio del mercato

Spread Btp-Bund: fluttuazioni sorprendenti all'avvio del mercato

Spread Btp-Bund: fluttuazioni sorprendenti all'avvio del mercato

Giada Liguori

Gennaio 14, 2026

Milano, 14 gennaio 2026 – Lo spread tra Btp e Bund ha toccato stamattina un nuovo minimo che non si vedeva dal 2008, aprendo a 61,3 punti base per poi salire leggermente a 63,4 punti nel corso della mattinata. Per gli operatori di Piazza Affari, questo segnale riflette una fiducia crescente degli investitori nel debito pubblico italiano, in un’Europa che resta però segnata dall’incertezza e dall’attesa sulle prossime mosse della Banca Centrale Europea.

Spread Btp-Bund ai livelli più bassi dal 2008

Il differenziale tra il Btp decennale italiano e il Bund tedesco, un indicatore seguito con attenzione da mercati e analisti, non scendeva così in basso da quasi diciotto anni. Alle 9:00, secondo Bloomberg, lo spread ha raggiunto 61,3 punti base, per poi stabilizzarsi poco sopra quota 63. Un risultato che ha sorpreso diversi addetti ai lavori. “Non vedevamo uno spread così basso dai tempi della crisi finanziaria”, ha raccontato un gestore obbligazionario di una banca milanese, che ha preferito restare anonimo.

Questo calo arriva in una fase di relativa calma sui mercati obbligazionari europei. Gli investitori sembrano premiare la stabilità politica italiana e le rassicurazioni arrivate da Bruxelles sulla tenuta dei conti pubblici. “La percezione del rischio Italia è molto cambiata rispetto a qualche anno fa”, conferma un analista di Mediobanca. Ma la prudenza non manca: “Basta poco per far ripartire la tensione”, avverte.

Il rendimento del Btp decennale sale leggermente

Parallelamente, il rendimento del Btp decennale si è portato al 3,48%, in rialzo di 2 punti base rispetto alla chiusura di ieri. Secondo gli esperti, questo dato riflette sia l’andamento dei mercati globali sia le aspettative sulle prossime decisioni della BCE sui tassi d’interesse. “Il mercato già prezza una possibile riduzione dei tassi nel corso dell’anno”, spiega un economista di Intesa Sanpaolo.

Il Bund tedesco, punto di riferimento per l’area euro, resta invece su livelli storicamente bassi. Questo aiuta a comprimere ulteriormente lo spread, anche se, come ricordano diversi osservatori, il differenziale resta molto sensibile a turbolenze geopolitiche e a variazioni macroeconomiche a livello globale.

Fiducia in Italia, ma resta prudenza

La discesa dello spread Btp-Bund viene letta come un segno di fiducia verso l’Italia. “Gli investitori internazionali stanno tornando a comprare titoli italiani”, racconta un trader dalla City di Londra. La domanda per i Btp rimane solida, spinta anche dalle ultime aste del Tesoro, che hanno attirato un buon numero di investitori, sia istituzionali sia privati.

Secondo le prime stime del Ministero dell’Economia, la quota di debito pubblico in mano a investitori esteri è tornata a crescere dopo anni di calo. Un segnale che molti interpretano come un miglioramento dell’attrattività del rischio Italia. Ma alcuni analisti mettono in guardia: “Il quadro resta fragile, soprattutto se dovessero tornare tensioni sui mercati globali”, si legge in un report di UniCredit Research diffuso stamattina.

Piazza Affari guarda alla BCE

A Milano, la notizia del nuovo minimo dello spread è stata accolta con un cauto ottimismo. Intorno alle 10:30, l’indice FTSE MIB era in rialzo, sostenuto soprattutto dai titoli bancari come Intesa Sanpaolo e UniCredit. “C’è fiducia, ma tutto dipende dalle mosse della BCE”, commenta un operatore della sala trading di Borsa Italiana.

La prossima riunione della Banca Centrale Europea è fissata per il 25 gennaio. Tutti gli occhi sono puntati sulle parole della presidente Christine Lagarde. “Anche solo un accenno a possibili tagli dei tassi potrebbe spingere ancora di più la domanda di titoli italiani”, osserva un gestore romano.

Una tregua, ma la partita non è chiusa

In breve, il nuovo minimo dello spread tra Btp e Bund racconta una storia di fiducia, ma anche di attesa. I mercati restano sospesi tra ottimismo e prudenza, con lo sguardo fisso sulle mosse della BCE e sulle evoluzioni dell’economia globale. Per ora, l’Italia si gode una tregua sui mercati obbligazionari, ma la partita resta aperta.