Taxi in rivolta a Roma: bombe carta e fumogeni davanti a Montecitorio, le testimonianze dalla piazza – Guarda il video

Taxi in rivolta a Roma: bombe carta e fumogeni davanti a Montecitorio, le testimonianze dalla piazza – Guarda il video

Taxi in rivolta a Roma: bombe carta e fumogeni davanti a Montecitorio, le testimonianze dalla piazza – Guarda il video

Matteo Rigamonti

Gennaio 14, 2026

Roma, 13 gennaio 2026 – Davanti a Montecitorio, nel cuore della Capitale, la protesta dei tassisti ha animato la giornata con una lunga e tesa manifestazione iniziata alle 8 del mattino e ancora in corso nel tardo pomeriggio. Migliaia di conducenti hanno incrociato le braccia in tutta Italia, ma è stato il presidio romano – tra bombe carta, fumogeni e cori – a catturare tutta l’attenzione. Il motivo? La protesta contro l’ingresso nel mercato delle piattaforme private online come Uber, accusate di mettere a rischio il settore con metodi considerati sleali.

Montecitorio sotto assedio: bombe carta e fumogeni infiammano la piazza

La giornata è stata segnata da momenti di alta tensione. Davanti a Montecitorio decine di agenti in tenuta antisommossa hanno vigilato sulla protesta. I manifestanti hanno lanciato più volte bombe carta e acceso fumogeni, tingendo di rosso e blu la piazza già gremita. All’inizio i presenti erano circa 500, poi sono saliti a oltre mille nel primo pomeriggio, con punte durante gli interventi al megafono.

Marco, tassista romano, racconta: “Siamo qui per difendere il nostro lavoro. Non vogliamo scontri, ma la situazione è ormai al limite”. Mentre alcuni passanti si fermavano a guardare, i turisti spaesati cercavano di aggirare le transenne. “Non si capisce nulla”, ha detto una signora francese, indicando il fumo che saliva davanti al Parlamento.

La protesta contro le piattaforme: tassisti in rivolta

Il motivo dello sciopero nazionale dei taxi, in programma dalle 8 alle 22, è la nuova normativa che, secondo i sindacati di categoria, favorirebbe le multinazionali del trasporto privato. “Il governo sta aprendo le porte a chi non rispetta le nostre regole”, spiega Antonio, tassista napoletano arrivato in treno all’alba. “Noi paghiamo le tasse e seguiamo le leggi. Loro entrano sul mercato con tariffe variabili e senza garanzie”.

Il corteo principale è partito da Fiumicino in mattinata, raggiungendo il centro storico poco dopo le 11. In altre città italiane si sono svolti sit-in simili, ma la mobilitazione romana è stata la più grande e accesa. Non tutti i sindacati hanno aderito: Uritaxi e il consorzio itTaxi hanno preferito restare fuori.

Salvini convoca i sindacati: apertura al confronto

Nel pieno della protesta, il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha annunciato che domani pomeriggio convocherà tutte le associazioni sindacali al ministero. “Non ho voluto interferire”, ha detto ai giornalisti davanti a Palazzo Chigi. “Ognuno ha il diritto di far sentire la propria voce. Domani ascolterò tutte le sigle dei taxi”.

Salvatore Deidda, presidente della Commissione Trasporti della Camera, ha chiesto calma: “Serve rispetto da entrambe le parti, senza esagerare o usare toni intimidatori”. Le forze dell’ordine hanno mantenuto un cordone costante tra i manifestanti e l’ingresso di Montecitorio.

Scontri verbali e tensioni: Hallissey allontanato tra insulti

Non sono mancati momenti di forte tensione. Nel primo pomeriggio, Matteo Hallissey – presidente di +Europa e Radicali – ha provato a organizzare una contro-manifestazione pacifica contro lo sciopero. La reazione dei tassisti è stata immediata: urla, insulti e spintoni lo hanno costretto ad allontanarsi sotto scorta. “È stata un’aggressione pesante”, ha denunciato lui stesso. “Hanno invaso la piazza per raggiungerci, sputando e dando calci”. Il Codacons ha preso posizione: “Questa lobby vuole regole solo per i suoi interessi”.

Famiglie e lavoro dietro la protesta

“Dietro questa protesta ci sono le nostre famiglie”, confida un tassista di Napoli ai margini del corteo. “Chiediamo solo che vengano rispettate le leggi”. Molti hanno portato cartelli con slogan come “No alle multinazionali” e “Rispetto per chi lavora”. La piazza si è svuotata solo verso sera, quando la pioggia ha cominciato a cadere su Roma.

La giornata si chiude con l’attesa dell’incontro di domani al ministero. Sul tavolo restano le richieste dei tassisti: regole chiare per tutti e tutela del lavoro tradizionale contro la concorrenza delle piattaforme digitali.