Bari, 14 gennaio 2026 – Un boato potente e un lampo improvviso hanno acceso la serata del 10 gennaio sopra Bari, lasciando chiunque a chiedersi cosa fosse successo. Ma, a quanto pare, non si è trattato di un bolide. A dirlo sono i dati della rete Prisma, che da dieci anni controlla i cieli italiani per scovare meteore luminose. Nelle ultime ore è arrivata la conferma dagli esperti dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf): niente meteora, niente bolide. Hanno escluso questa ipotesi dopo aver passato al setaccio le immagini delle telecamere di sorveglianza astronomica più vicine a Bari.
Nessun bolide sopra Bari: parla l’Inaf
“Le nostre telecamere a Castellana Grotte e Lecce, le più vicine all’area interessata, non hanno registrato nessun bolide dopo le 18,” ha spiegato Dario Barghini, ricercatore dell’Inaf di Torino e referente della rete Prisma. “Un evento così non passa inosservato.” La rete Prisma, con decine di postazioni sparse in tutta Italia, è fatta proprio per scoprire questi fenomeni luminosi e calcolare dove potrebbero cadere eventuali frammenti. Ma questa volta, nessuna traccia.
La notizia ha lasciato perplessi molti baresi che quella sera avevano visto il bagliore e sentito il colpo secco. Qualcuno aveva subito pensato a una meteora o a un piccolo asteroide, ma i dati scientifici non confermano. “Le prime ipotesi,” spiegano dall’Inaf, “puntano a qualche fenomeno atmosferico o a un’altra causa, ma di certo non a un bolide.”
Un vero bolide invece sulla costa laziale: i dati dell’11 gennaio
Situazione diversa la sera dopo, domenica 11 gennaio. Intorno alle 22, cinque telecamere della rete Prisma – ad Amelia, Napoli, Roma, San Sepolcro e Teramo – hanno catturato il passaggio di un vero bolide sopra la costa laziale. “Grazie alla triangolazione delle immagini abbiamo potuto seguire con precisione la traiettoria,” ha detto ancora Barghini. L’oggetto ha solcato il cielo verso nord-ovest, a metà strada tra le isole di Ponza e Ventotene e la costa tra Gaeta e Terracina.
Secondo i dati, il corpo celeste è entrato nell’atmosfera a circa 90 chilometri di quota, viaggiando a una velocità stimata intorno ai 27 chilometri al secondo. “Dopo circa due secondi e mezzo si è spento poco sopra i 40 chilometri,” ha aggiunto Barghini, sottolineando come si veda chiaramente la decelerazione nei tracciati delle telecamere.
Un’orbita particolare e perché servono le segnalazioni
L’orbita del bolide è risultata piuttosto insolita: “Al perielio si avvicinava a Mercurio,” ha spiegato il ricercatore, “mentre all’afelio superava la fascia degli asteroidi, arrivando quasi all’orbita di Giove.” Un percorso lungo e irregolare, che mostra quanto diversi siano gli oggetti che ogni tanto entrano nell’atmosfera terrestre.
Barghini ha voluto sottolineare l’importanza delle segnalazioni da parte dei cittadini: “Anche i falsi allarmi, come quello del 10 gennaio a Bari, per noi sono preziosi.” Ogni dettaglio – orario, luogo, descrizione – aiuta a migliorare il monitoraggio e a capire meglio cosa succede sopra le nostre teste.
I cieli d’Italia sempre sotto controllo
La rete Prisma, attiva dal 2016 e guidata dall’Inaf, è oggi uno degli strumenti più avanzati in Italia per studiare le meteore. Le sue telecamere lavorano ogni notte, pronte a catturare ogni luce anomala che attraversa il cielo. E se il mistero del bagliore sopra Bari resta per ora senza una risposta chiara, la collaborazione tra scienziati e cittadini rimane fondamentale per tenere d’occhio il cielo e svelare i suoi segreti.
