Roma, 14 gennaio 2026 – Questa mattina, a Roma, si è svolto un convegno organizzato dall’Associazione allievi Sna e da Federmanager. Protagonista dell’incontro è stata la direttrice generale dell’Inps, Valeria Vittimberga, che ha messo in luce il legame tra l’articolo 36 della Costituzione, che garantisce la giusta retribuzione, e l’articolo 46, che riguarda la partecipazione dei lavoratori. Un rapporto che, secondo Vittimberga, sta finalmente trovando un’applicazione concreta grazie alle novità normative recenti. Si apre così una nuova fase per la contrattazione collettiva.
Costituzione e lavoro: una svolta concreta
All’incontro, tenutosi nella sede di via XX Settembre, Vittimberga ha spiegato come le nuove norme abbiano dato corpo a principi costituzionali rimasti a lungo sulla carta. “La combinazione tra giusta retribuzione e partecipazione dei lavoratori è fondamentale – ha detto – e può segnare l’inizio di una stagione nuova per la contrattazione, sia a livello nazionale sia aziendale”. L’obiettivo, condiviso dal governo e dalle parti sociali, è rafforzare il ruolo dei lavoratori nelle decisioni delle imprese.
Legge di bilancio: meno tasse e più potere d’acquisto
Nel suo intervento, la direttrice dell’Inps ha ricordato le principali misure della recente legge di bilancio. Tra queste, la riduzione delle tasse per lavoratori e famiglie, con particolare attenzione alla detassazione del lavoro festivo, notturno e straordinario. “Abbiamo previsto anche la detassazione degli aumenti contrattuali e dei buoni pasto”, ha sottolineato Vittimberga, spiegando che questi strumenti servono a sostenere il potere d’acquisto in un momento segnato da inflazione e incertezza economica.
Secondo la direttrice, le nuove norme vogliono rendere il mercato del lavoro italiano più competitivo e più giusto, aiutando chi ha redditi più bassi. “Sono interventi che si vedono direttamente in busta paga – ha spiegato – e che possono contribuire a ridurre le disuguaglianze”.
Retribuzioni e inflazione: cosa dicono i dati Inps
Rispondendo alle domande dei giornalisti, Vittimberga ha affrontato il tema delle retribuzioni, citando i dati dell’ultimo rapporto annuale Inps e di uno studio della direzione centrale studi. “I redditi più alti si sono dimostrati più resistenti – ha ammesso – mentre per quelli medi e bassi i risultati sono meno incoraggianti in termini di retribuzione lorda”.
L’inflazione ha colpito soprattutto chi guadagna meno, ma gli aiuti pubblici hanno in parte attenuato l’impatto. “Gli interventi dello Stato hanno limitato le perdite di potere d’acquisto”, ha aggiunto Vittimberga, “anche se rimangono differenze importanti tra i vari gruppi di lavoratori”.
Retribuzione netta: il vero termometro del potere d’acquisto
Al centro del dibattito c’è la differenza tra retribuzione lorda e retribuzione netta. “Quello che conta davvero per i lavoratori è il netto che arriva in busta paga”, ha chiarito la direttrice dell’Inps. È proprio qui che si vedono gli effetti concreti delle agevolazioni fiscali e delle decontribuzioni introdotte recentemente. Secondo Vittimberga, queste misure possono aumentare in modo significativo il reddito disponibile delle famiglie.
“Non bisogna fermarsi ai numeri lordi”, ha ribadito, “perché è il netto a determinare la qualità della vita e la capacità di spesa”.
Il mercato del lavoro guarda avanti
Il convegno si è chiuso con uno sguardo al futuro del mercato del lavoro italiano, segnato da un inverno demografico che preoccupa istituzioni e imprese. La sfida, secondo gli organizzatori, sarà trovare un equilibrio tra crescita economica e sostenibilità sociale, puntando su politiche attive e su una contrattazione più aperta e inclusiva.
“Solo con un dialogo continuo tra istituzioni, imprese e lavoratori – ha concluso Vittimberga – potremo affrontare i cambiamenti in corso e garantire condizioni dignitose per tutti”. Un auspicio che richiama direttamente i principi costituzionali richiamati all’inizio dell’incontro.
