Venezia, 15 gennaio 2026 – Questa mattina a Spinea è stato arrestato il presunto complice di Riccardo Salvagno, il vigile urbano di 40 anni che ha ammesso di aver ucciso Sergiu Tarna, il giovane moldavo trovato morto il 31 dicembre in un campo a Malcontenta di Mira. I carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Venezia hanno fermato un uomo di 38 anni, già noto alle forze dell’ordine, considerato coinvolto insieme a Salvagno nel sequestro e nell’omicidio del ragazzo.
Arresto chiave, indizi pesanti per il 38enne
Gli investigatori parlano di un “quadro indiziario solido e grave” che punta dritto al 38enne. Secondo loro, l’uomo ha avuto un ruolo diretto sia nel rapimento sia nell’omicidio di Tarna. La notte tra il 30 e il 31 dicembre, il giovane era appena uscito da un bar nella zona di Venezia-Chirignago quando è stato avvicinato dai due sospetti. Minacciato con una pistola, sarebbe stato costretto a salire su un’auto. Da quel momento, nessuno lo ha più visto vivo.
Il luogo del delitto: un sopralluogo e poi l’esecuzione
Le indagini hanno ricostruito con precisione i movimenti dei due nelle ore prima del delitto. Il 38enne, dicono fonti investigative, avrebbe partecipato a un sopralluogo nel campo agricolo di Malcontenta di Mira, dove poi, poche ore dopo, Sergiu Tarna è stato ucciso con un colpo alla tempia. L’omicidio è avvenuto in un punto isolato, lontano da testimoni, nelle prime ore del 31 dicembre. Sul posto, i carabinieri hanno trovato tracce che confermano la presenza di più persone e diversi elementi che confermano la ricostruzione fatta.
Movente ancora un mistero
Non è ancora chiaro il movente dell’omicidio. Gli inquirenti mantengono il riserbo sulle ipotesi in corso, ma non escludono che dietro ci possano essere questioni personali o legate a ambienti criminali frequentati sia dalla vittima che dagli arrestati. “Stiamo seguendo diverse piste”, ha detto una fonte vicina all’inchiesta, “ma al momento nessuna viene scartata”. Intanto, si stanno analizzando i tabulati telefonici e le immagini delle telecamere di sorveglianza per ricostruire ogni spostamento.
La confessione di Salvagno e la reazione della città
Riccardo Salvagno, agente della polizia locale, aveva ammesso l’omicidio pochi giorni dopo il ritrovamento del corpo. Una confessione che ha scosso la comunità e gli stessi colleghi. “Non ce lo aspettavamo, era sempre stato una persona riservata”, ha raccontato un collega, che ha voluto restare anonimo. Ora, l’arresto del complice ha riaperto il dibattito sulla sicurezza e sulla presenza di criminali anche tra chi indossa una divisa.
La Procura pronta a nuovi sviluppi
Il 38enne è ora in carcere a Santa Maria Maggiore di Venezia, in attesa dell’interrogatorio di garanzia davanti al giudice. La Procura sta esaminando la posizione di entrambi e non esclude nuovi arresti o sviluppi nelle prossime settimane. “L’inchiesta va avanti senza sosta”, ha detto il procuratore capo, “vogliamo fare chiarezza su ogni dettaglio”.
Nel frattempo, la famiglia di Sergiu Tarna, arrivata dalla Moldavia pochi giorni fa, chiede giustizia. I genitori si sono detti “distrutti dal dolore”. La comunità moldava del Veneziano si è stretta attorno ai familiari: ieri sera, in una chiesa di Mestre, si è tenuta una veglia silenziosa. Nessuno riesce ancora a spiegarsi come sia potuto succedere tutto questo, proprio in una notte di fine anno, tra le tranquille strade della provincia veneta.
