Debito pubblico in calo: Bankitalia registra un abbassamento a 3.125 miliardi a novembre

Debito pubblico in calo: Bankitalia registra un abbassamento a 3.125 miliardi a novembre

Debito pubblico in calo: Bankitalia registra un abbassamento a 3.125 miliardi a novembre

Giada Liguori

Gennaio 15, 2026

Roma, 15 gennaio 2026 – Il debito pubblico italiano ha mostrato un piccolo calo a novembre 2025, scendendo di 6,8 miliardi rispetto a ottobre e arrivando a 3.124,9 miliardi di euro. A comunicarlo è stata questa mattina Bankitalia, che ha diffuso i dati aggiornati sulla situazione finanziaria del Paese. Dietro a questa diminuzione c’è soprattutto la riduzione delle disponibilità liquide del Tesoro, scese di 12,8 miliardi a quota 64,4 miliardi.

Perché il debito è calato?

La Banca d’Italia spiega che il calo del debito è frutto di diversi fattori tecnici. Oltre al calo della cassa del Tesoro, hanno giocato un ruolo gli effetti degli scarti e premi all’emissione e al rimborso, la rivalutazione dei titoli legati all’inflazione e le variazioni dei tassi di cambio. Questi ultimi hanno pesato per circa 0,1 miliardi. Sul fronte opposto, però, il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche, che si è attestato a 6,1 miliardi, ha attenuato la riduzione complessiva.

Dal Ministero dell’Economia arriva una spiegazione chiara: “La gestione prudente delle risorse e l’attenzione ai flussi di cassa hanno aiutato a contenere l’aumento del debito, nonostante le pressioni sulle spese correnti e sugli investimenti pubblici”.

Chi detiene il debito? La Banca d’Italia e gli investitori esteri

Altro punto da segnalare è la composizione del debito. A novembre, la quota del debito in mano alla Banca d’Italia è scesa ancora, passando dal 18,8% al 18,6%. Una tendenza che va avanti da mesi, legata al graduale ritiro dell’istituto centrale dagli acquisti netti di titoli di Stato, dopo la fine dei programmi straordinari della BCE.

Per quanto riguarda gli investitori esteri, i dati più recenti, aggiornati a ottobre 2025, mostrano che la percentuale del debito detenuta dai non residenti è salita al 34,1%, rispetto al 33,9% del mese prima. Un aumento lieve ma costante, che secondo alcuni analisti ascoltati da alanews.it segnala “un rinnovato interesse degli operatori internazionali per i titoli italiani, anche grazie alla stabilità politica degli ultimi mesi”.

Famiglie e imprese italiane sempre più presenti

Non solo istituzioni e investitori stranieri. Cresce anche la quota di debito detenuta dagli “altri residenti”, cioè soprattutto famiglie e imprese non finanziarie. A ottobre questa fetta ha raggiunto il 14,5%, in rialzo rispetto al 14,2% di settembre. Un segnale chiaro di una maggiore partecipazione dei risparmiatori italiani nel finanziamento del debito pubblico, attraverso l’acquisto diretto di titoli.

“Negli ultimi mesi abbiamo visto un interesse crescente verso i BTP da parte dei piccoli risparmiatori”, ha spiegato un funzionario del Tesoro. “Le emissioni dedicate e i rendimenti più alti rispetto al passato hanno allargato la platea degli investitori domestici”.

Come reagiscono i mercati e cosa aspettarsi

La leggera diminuzione del debito è stata accolta con prudenza dagli operatori finanziari. Tra gli analisti di Piazza Affari, le prime reazioni raccolte in mattinata confermano una tendenza alla stabilizzazione dei conti pubblici, anche se il quadro macroeconomico resta incerto. “Il livello del debito resta molto alto – ha detto un gestore obbligazionario milanese – ma il fatto che non ci siano stati scossoni è già una buona notizia per i mercati”.

Resta da capire come andrà nei prossimi mesi, soprattutto in vista delle decisioni della BCE sui tassi e delle prossime aste di titoli di Stato. Per ora, fanno sapere da Bankitalia, “la gestione attenta delle finanze pubbliche resta una priorità per garantire la sostenibilità del debito nel medio periodo”.