Dramma in Calabria: madre incinta di otto mesi salvata dal marito dopo una terribile prigionia nel bagagliaio

Dramma in Calabria: madre incinta di otto mesi salvata dal marito dopo una terribile prigionia nel bagagliaio

Dramma in Calabria: madre incinta di otto mesi salvata dal marito dopo una terribile prigionia nel bagagliaio

Matteo Rigamonti

Gennaio 15, 2026

Cuneo, 15 gennaio 2026 – Una giovane donna, incinta di otto mesi, è stata rinchiusa nel bagagliaio dell’auto dal marito a Murazzano, un piccolo paese delle Langhe monregalesi, nell’estate di quattro anni fa. La storia è venuta alla luce grazie alla segnalazione della famiglia della vittima, che vive in Calabria e da tempo non aveva più notizie né della figlia né delle nipoti. L’uomo, ora sotto accusa per sequestro di persona e maltrattamenti, era già stato denunciato dopo un intervento dei carabinieri sollecitato dai parenti preoccupati.

La chiamata d’allarme dalla Calabria e il blitz dei carabinieri

Il silenzio improvviso aveva fatto scattare l’allarme tra i genitori della donna, che abitava a Murazzano con il marito e le due figlie. In paese pochi li conoscevano: erano arrivati da poco, senza legami con la comunità. “Non rispondeva più al telefono, non sapevamo che fine avesse fatto”, ha raccontato il padre ai carabinieri. Dopo molte insistenze, i militari hanno deciso di convocare la coppia con una scusa. Era una mattina di luglio quando la donna è arrivata in caserma con il marito. L’uomo è andato su tutte le furie quando, dopo aver ascoltato la testimonianza della moglie, i carabinieri hanno deciso di allontanarla con le bambine da casa, affidandole a un centro antiviolenza.

Un incubo di soprusi e isolamento

La giovane madre ha raccontato ai carabinieri un quadro di violenza domestica continua e soffocante. “Non potevo nemmeno affacciarmi al balcone”, ha detto agli operatori del centro antiviolenza. Il marito le proibiva ogni contatto con l’esterno: per tenerla sotto controllo, infilava stuzzicadenti negli infissi delle finestre, così da capire se qualcuno apriva. Quando doveva uscire per lavoro, la costringeva a seguirlo insieme alle bambine, chiuse in auto per ore. “Era ossessionato dalla gelosia”, ha spiegato un’assistente del centro. “Temeva che potesse parlare con altri uomini. Per questo cambiavano spesso casa: prima in Germania, poi in Lombardia e infine in Piemonte”.

Il sequestro nel bagagliaio e la fuga grazie ai carabinieri

Il racconto della donna è stato confermato da altri dettagli raccolti dagli investigatori. In particolare, il terribile episodio del bagagliaio: incinta all’ottavo mese, il marito l’aveva chiusa nell’auto per impedirle di incontrare il padre, arrivato dalla Calabria per vederla. “Non voleva che avessi contatti con la mia famiglia”, ha confidato la giovane madre agli operatori. Solo l’intervento dei carabinieri ha spezzato quella spirale di violenza. Dopo il colloquio in caserma, mamma e figlie sono state portate in una struttura protetta, dove la donna ha iniziato un percorso di sostegno psicologico e legale.

Il marito isolazionista sotto indagine

L’uomo, idraulico di professione, prendeva solo pochi lavori per non allontanarsi troppo da casa. “Portava sempre con sé moglie e figlie”, hanno raccontato i vicini ai militari. Nessuno aveva mai visto la donna o le bambine uscire dall’auto o dall’appartamento. Secondo gli investigatori, lui aveva messo in piedi un vero e proprio isolamento: continui traslochi, nessun rapporto con i vicini, divieto totale di contatti con la famiglia d’origine.

Quando il silenzio nasconde l’orrore

Questa vicenda di Murazzano riporta al centro dell’attenzione la piaga della violenza sulle donne e le difficoltà di riconoscere i segnali nei piccoli paesi. “Spesso le vittime sono invisibili”, ha detto l’assistente del centro antiviolenza. “Solo la forza dei familiari può rompere il silenzio”. Oggi la giovane madre vive in una località protetta con le figlie. Il processo contro il marito è ancora in corso al tribunale di Cuneo. La comunità, scossa dalla notizia, si chiede come sia stato possibile non accorgersi di niente per così tanto tempo.