E-car in Europa: un secondo trimestre da record con 720mila vendite

E-car in Europa: un secondo trimestre da record con 720mila vendite

E-car in Europa: un secondo trimestre da record con 720mila vendite

Giada Liguori

Gennaio 15, 2026

Bruxelles, 15 gennaio 2026 – Nel secondo trimestre del 2025, nell’Unione Europea sono stati venduti 720mila nuovi veicoli elettrici – tra batterie e ibridi plug-in. Lo rivela la relazione trimestrale sui mercati europei dell’elettricità della Commissione europea. Un balzo del 27% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, che segna un vero e proprio record storico per il settore delle auto elettriche nel Vecchio Continente.

Veicoli elettrici, boom in Europa ma la Cina resta lontana

Il report della Commissione europea racconta un mercato in forte crescita: tra aprile e giugno 2025, la quota di mercato delle e-car ha toccato il 23%. Un numero importante, anche se ancora ben lontano dal dato cinese, dove le elettriche rappresentano il 57% delle nuove immatricolazioni. Dall’altra parte dell’Atlantico, invece, la quota si ferma al 10%. “L’Europa sta correndo bene, ma la distanza con Pechino rimane ampia”, ha detto un funzionario della Direzione generale Energia della Commissione durante la conferenza stampa a Bruxelles.

Cina avanti, Stati Uniti in ritardo: il confronto internazionale

La crescita europea è significativa, ma il divario con la Cina resta evidente. Nel paese asiatico, più di una nuova auto su due è elettrica o ibrida plug-in. Negli Stati Uniti invece solo una su dieci. “L’Europa accelera, ma la Cina va molto più veloce”, ha commentato un analista del settore automotive europeo. Questo confronto spinge i governi europei a riflettere su come migliorare incentivi e infrastrutture.

Incentivi e colonnine: cosa spinge e cosa frena la diffusione

Tra i motivi dietro la crescita delle vendite ci sono gli incentivi pubblici ancora attivi in Paesi come Germania e Francia, insieme all’espansione della rete di colonnine di ricarica. Ma non mancano le difficoltà: il prezzo medio delle auto elettriche è ancora più alto rispetto ai modelli tradizionali e ci sono grandi differenze tra i Paesi europei. In Italia, per esempio, la quota di mercato delle e-car è più bassa rispetto a Germania e Paesi Bassi. “Serve un impegno comune per colmare il gap infrastrutturale”, ha sottolineato un portavoce dell’Associazione europea dei costruttori di automobili (ACEA).

Verso un futuro più verde: l’impatto ambientale

L’aumento delle vendite di veicoli elettrici è una buona notizia per gli obiettivi climatici dell’Unione Europea fissati al 2030. La Commissione stima che la crescita del settore possa tagliare le emissioni di CO2 nel trasporto fino al 15% nei prossimi cinque anni. Ma gli esperti avvertono: non basta vendere più auto elettriche, serve anche investire nella produzione di batterie e nel riciclo dei veicoli a fine vita. “Serve una filiera sostenibile, non solo numeri in crescita”, ha spiegato un ricercatore del Politecnico di Milano.

Mercato e industria: entusiasmo e sfide

Le case automobilistiche europee guardano con ottimismo ai dati della Commissione. “Il trend è positivo, ma la concorrenza globale è dura”, ha detto un dirigente Volkswagen a Francoforte. Anche i fornitori di energia si muovono: Enel X ha annunciato nuove stazioni di ricarica rapida in Spagna e Italia entro fine anno. Gli operatori però chiedono politiche chiare e durature per sostenere la domanda.

Auto elettriche: tra opportunità e sfide per l’Europa

L’industria europea delle auto elettriche deve ora affrontare due sfide: consolidare i progressi interni e recuperare terreno rispetto ai giganti asiatici. La Commissione europea prevede che, nei prossimi tre anni, la quota di mercato possa superare il 30%, a patto che incentivi e infrastrutture vengano mantenuti e rafforzati. “Siamo solo all’inizio di una trasformazione profonda”, ha concluso un esperto di mobilità sostenibile. Tra nuovi investimenti e regole da definire, il futuro della mobilità in Europa è ancora tutto da scrivere.