Eurogruppo: la scelta del nuovo vicepresidente Bce in arrivo lunedì

Eurogruppo: la scelta del nuovo vicepresidente Bce in arrivo lunedì

Eurogruppo: la scelta del nuovo vicepresidente Bce in arrivo lunedì

Giada Liguori

Gennaio 15, 2026

Bruxelles, 15 gennaio 2026 – Lunedì prossimo, a Bruxelles, i ministri delle Finanze dell’area euro si riuniranno per scegliere il prossimo vicepresidente della Banca centrale europea. Il mandato di Luis de Guindos, che ora ricopre il ruolo di numero due a Francoforte, scade a fine maggio. Sul tavolo dell’Eurogruppo ci sono sei candidati, e la partita si preannuncia complicata, tra equilibri politici e tecnici da rispettare.

Sei nomi in corsa per un posto chiave alla BCE

In lizza ci sono Mário Centeno (Portogallo), Mārtiņš Kazāks (Lettonia), Madis Müller (Estonia), Olli Rehn (Finlandia), Rimantas Šadžius (Lituania) e Boris Vujčić (Croazia). Una lista ampia, che vuole rappresentare le diverse anime dell’Eurozona. Come sempre, l’Eurogruppo non voterà ufficialmente. Il suo compito sarà trovare un accordo politico, da cui poi il Consiglio trarrà una raccomandazione formale da portare al Consiglio europeo.

Per andare avanti serve una maggioranza qualificata rafforzata: almeno il 72% degli Stati dell’area euro, cioè 16 su 21. Solo dopo questo passaggio, il Consiglio potrà inviare la raccomandazione al Consiglio europeo, che avrà l’ultima parola, dopo aver ascoltato la BCE e il Parlamento europeo.

I favoriti del Parlamento europeo

Nei giorni scorsi, la commissione per gli Affari economici e monetari (Econ) del Parlamento europeo ha incontrato informalmente tutti i sei candidati. Da questi incontri sono usciti due nomi in particolare: Kazāks e Centeno. La commissione si è detta favorevole a entrambi, anche se, come ha chiarito il presidente della Econ, si tratta di un parere non vincolante e fuori dalla procedura ufficiale.

Kazāks, governatore della banca centrale lettone, è visto dagli eurodeputati come un profilo “fortemente orientato alla politica monetaria”, capace di garantire continuità e attenzione all’inflazione. Centeno, invece, ha una doppia esperienza: è governatore della banca centrale portoghese ed è stato ministro delle Finanze. Un membro della commissione ha spiegato che “ha mostrato capacità di bilanciare rigore e crescita”.

Esperienza e equilibrio geografico al centro della scelta

Tra i candidati c’è anche Olli Rehn, governatore della banca centrale finlandese ed ex commissario europeo. Fonti diplomatiche a Bruxelles lo indicano come “il profilo più solido dal punto di vista tecnico”, grazie alla sua lunga esperienza nelle istituzioni europee e nella gestione delle crisi. “Conosce i meccanismi europei come pochi altri”, ha detto un funzionario del Consiglio.

Non va poi sottovalutata la candidatura di Boris Vujčić, governatore della banca centrale croata. Potrebbe raccogliere voti soprattutto per un bilanciamento geografico all’interno dell’Eurozona, che negli ultimi anni ha visto aumentare il peso dei Paesi dell’Est e del Sud Europa. “L’allargamento della zona euro richiede nuove sensibilità”, ha ammesso un diplomatico croato.

Tempi stretti, ma possibili rinvii

L’Eurogruppo punta a chiudere la partita già lunedì. Ma alcune fonti interne non escludono un rinvio a febbraio se non si dovesse raggiungere subito una maggioranza chiara. In ogni caso, un eventuale slittamento non creerebbe problemi immediati: il mandato di de Guindos scade solo a fine maggio, e i tempi per la nomina sono ancora lunghi.

Il percorso prevede che, una volta trovato l’accordo tra i ministri, il Consiglio adotti formalmente la raccomandazione da inviare al Consiglio europeo. Quest’ultimo dovrà poi sentire la BCE e il Parlamento europeo, prima di dare il via libera definitivo.

Un momento decisivo per la BCE e l’Europa

La scelta del nuovo vicepresidente della BCE arriva in un momento delicato per l’economia europea, ancora alle prese con un’inflazione alta e crescenti pressioni sui tassi d’interesse. Il nuovo numero due dovrà affiancare la presidente Christine Lagarde in una fase piena di scelte difficili. “Serve un equilibrio tra stabilità finanziaria e sostegno alla crescita”, ha ricordato un portavoce della Commissione europea.

Nel frattempo, le diplomazie europee lavorano a ritmo serrato per mettere insieme competenze tecniche, rappresentanza geografica e equilibri politici. Solo allora – forse già lunedì – si saprà chi prenderà il posto di Luis de Guindos.