Milano, 15 gennaio 2026 – I 101 principali produttori di preziosi in Italia hanno chiuso il 2024 con un fatturato complessivo di 8,9 miliardi di euro, in crescita del 6,1% rispetto al 2023 e del 10,1% sul 2022. È quanto emerge dalla seconda edizione dell’indagine sul settore orafo-argentiero gioielliero realizzata dall’Area Studi Mediobanca, che ha analizzato i bilanci delle aziende con ricavi superiori ai 19 milioni ciascuna. Nonostante il buon andamento, i margini di guadagno non hanno seguito lo stesso trend, come sottolineano gli esperti.
Mercato internazionale e concentrazione: i numeri che contano
Il rapporto mette in luce una forte presenza di gruppi stranieri: dodici aziende a capitale estero hanno fatturato nel 2024 quasi 2,4 miliardi di euro, pari al 26,7% del totale del settore. La differenza tra le dimensioni delle imprese è netta: quelle straniere hanno una media di ricavi di 199 milioni di euro, più del doppio rispetto alle italiane, ferme a 73,6 milioni. “Il settore attira ancora molto gli investitori esteri, attratti dal know-how e dalla tradizione”, spiega un analista di Mediobanca.
Bulgari guida la classifica, Morellato e PGI inseguono
Sul podio dei grandi nomi, Bulgari Gioielli si conferma leader con 846 milioni di euro di ricavi nel 2024. A seguire, Morellato con 723 milioni e PGI a 637 milioni. Più distanziati, ma sempre sopra i 150 milioni, ci sono Damiani (368 milioni) e UnoAerre Industries (283 milioni). In totale, tredici aziende hanno superato la soglia dei 150 milioni. “La concorrenza è forte – racconta un manager del settore – ma chi punta su brand e distribuzione internazionale riesce a restare competitivo”.
Lavoro in aumento, margini sotto pressione
L’occupazione nel settore è in crescita: nel 2024 si contano quasi 17.100 dipendenti, con un aumento del 12,5% rispetto al 2022. Il settore continua quindi ad attirare lavoratori qualificati, soprattutto nelle aree storiche come Valenza, Arezzo e Vicenza. Però, nonostante i ricavi in crescita, i margini hanno subito una battuta d’arresto. “L’aumento dei costi di materie prime ed energia ha pesato sui risultati”, ammette un imprenditore di Arezzo. Le aziende hanno dovuto rivedere prezzi e strategie per far fronte alla situazione.
2025: crescita prevista ma attenzione ai profitti
Per il 2025, l’Area Studi Mediobanca prevede un aumento dei ricavi del 5,8%. Le prospettive restano buone, spinte dalla domanda estera e dalla capacità delle imprese di rinnovarsi su design e sostenibilità. Ma non mancano i segnali di cautela. “Le tensioni geopolitiche e l’incertezza sui cambi potrebbero complicare le cose”, avverte una fonte vicina agli esportatori.
Export e sostenibilità, due pilastri del settore
Le esportazioni sono fondamentali: oltre il 70% della produzione italiana di gioielli va all’estero, con Stati Uniti, Emirati Arabi e Cina in cima alla lista dei mercati. “Senza l’export non parleremmo di crescita”, riconosce un dirigente di VicenzaOro. Intanto cresce anche l’attenzione verso la sostenibilità ambientale e la tracciabilità delle filiere, temi ormai decisivi per i grandi marchi e richiesti dai clienti internazionali.
Tradizione e innovazione: la sfida del settore orafo-argentiero
Il comparto italiano si trova in una fase di cambiamento. Da un lato la forza della tradizione artigiana, dall’altro la spinta a investire in tecnologia e nuovi materiali. Solo così si potrà capire se la crescita dei ricavi riuscirà a trasformarsi in margini più solidi. Per ora, il settore naviga tra sfide globali e nuove opportunità, mantenendo la rotta.
