Fiamme all’ospedale Sacco di Milano: evacuazione d’emergenza per i pazienti

Fiamme all'ospedale Sacco di Milano: evacuazione d'emergenza per i pazienti

Fiamme all'ospedale Sacco di Milano: evacuazione d'emergenza per i pazienti

Matteo Rigamonti

Gennaio 15, 2026

Milano, 15 gennaio 2026 – Un incendio è scoppiato questa mattina, poco dopo le 8, nel padiglione 16 dell’ospedale Sacco di Milano. A essere coinvolti sono stati l’Archivio Diagnostica e alcune stanze dove si stavano svolgendo esami e visite per decine di pazienti. Fortunatamente non ci sono feriti né intossicati, ma la paura tra chi era lì è stata forte. Il personale sanitario, insieme ai vigili del fuoco, ha gestito l’evacuazione e ha lavorato subito per spegnere le fiamme.

Incendio al padiglione 16: evacuazione rapida, nessun ferito

Le fiamme sono partite da una stanza dell’Archivio Diagnostica, al piano terra del padiglione. A raccontarlo sono i responsabili dell’ospedale. Erano circa le 8.10 quando un’infermiera ha visto il fumo uscire da una porta laterale. “Ho sentito odore di bruciato, poi il fumo ha invaso il corridoio”, ha detto Anna Rossi, in servizio al triage. In pochi minuti è scattato l’allarme: i pazienti in attesa sono stati fatti uscire fuori, mentre le visite sono state sospese.

Sul posto sono arrivati una trentina di vigili del fuoco con sette mezzi. Le operazioni di spegnimento sono durate circa un’ora. “Siamo riusciti a bloccare il rogo prima che si allargasse agli altri reparti”, ha spiegato il comandante provinciale Marco Bianchi. Nessuno, né pazienti né operatori, ha riportato danni fisici, anche se molti, soprattutto anziani, sono rimasti molto scossi.

Danni all’archivio: locali inagibili, si indaga sulle cause

Il fuoco ha colpito soprattutto l’Archivio Diagnostica, dove si tengono referti e documenti clinici. Secondo le prime valutazioni della direzione sanitaria, una parte dei fascicoli cartacei è andata distrutta o danneggiata dal fumo e dall’acqua usata per spegnere il rogo. I locali coinvolti sono stati chiusi e dichiarati temporaneamente inagibili.

Le cause dell’incendio sono ancora da accertare. I vigili del fuoco stanno controllando se si è trattato di un cortocircuito o di un guasto a qualche apparecchio elettrico. “Al momento non escludiamo nessuna pista”, ha detto Bianchi. Intanto, la direzione dell’ospedale ha avviato un controllo interno sugli impianti elettrici e sulle misure di sicurezza.

Il racconto del personale: emergenza gestita con prontezza

La rapidità d’intervento del personale sanitario ha evitato guai peggiori. “Abbiamo seguito il protocollo passo passo”, ha spiegato il dottor Luigi Ferrara, responsabile del reparto coinvolto. “I pazienti sono stati fatti uscire in modo calmo e ordinato, senza creare panico”. Alcuni operatori hanno aiutato chi aveva difficoltà a muoversi, mentre altri hanno messo in sicurezza le apparecchiature più delicate.

Fuori dal padiglione, poco dopo le 9, una ventina di pazienti aspettavano notizie. “Ero venuta per un controllo, ho visto il fumo e ho avuto paura”, ha raccontato Maria, 67 anni, di Quarto Oggiaro. “Per fortuna ci hanno fatto uscire subito”.

Attività sospese e prossimi passi

Le visite e gli esami nel padiglione 16 sono stati cancellati per tutta la giornata. La direzione ha assicurato che gli appuntamenti saranno riprogrammati appena possibile, compatibilmente con la disponibilità degli altri reparti. “Stiamo lavorando per limitare i disagi ai pazienti”, ha detto la direttrice sanitaria Paola Galli.

Nel frattempo, proseguono le operazioni di pulizia e messa in sicurezza dei locali danneggiati. I vigili del fuoco rimarranno sul posto fino alla fine delle verifiche. Solo allora si potrà fare un bilancio preciso dei danni all’Archivio Diagnostica e capire quando si potrà tornare alla normalità.

L’incendio riporta sotto i riflettori il tema della sicurezza negli ospedali milanesi, spesso alle prese con impianti vecchi e problemi strutturali. “Serve un piano straordinario di manutenzione”, ha commentato un rappresentante sindacale della Cgil sanità, presente davanti all’ingresso del Sacco. Una richiesta che oggi, dopo quanto accaduto, sembra trovare più ascolto anche tra i vertici dell’ospedale.