Germania in ripresa: il Pil torna a crescere nel 2025 con un +0,2%

Germania in ripresa: il Pil torna a crescere nel 2025 con un +0,2%

Germania in ripresa: il Pil torna a crescere nel 2025 con un +0,2%

Giada Liguori

Gennaio 15, 2026

Berlino, 15 gennaio 2026 – Dopo due anni di segni meno, la Germania vede finalmente un piccolo sorriso nell’economia. Nel 2025, il Pil è cresciuto dello 0,2% rispetto all’anno prima. Un dato tutt’altro che clamoroso, ma che indica una svolta, per quanto fragile. A fornire il quadro è l’Ufficio federale di Statistica tedesco, con la presidente Ruth Brand che ha descritto una ripresa ancora incerta, ma concreta. A spingere sono stati soprattutto i consumi delle famiglie e la spesa pubblica.

Consumi in ripresa e spesa pubblica al traino

Durante la conferenza stampa a Wiesbaden, Brand ha spiegato: “Dopo due anni di recessione, finalmente l’economia è tornata a muoversi, soprattutto perché le famiglie hanno ricominciato a spendere”. Un segnale atteso da tempo. Nel 2023 e 2024, la Germania aveva sofferto per la crisi energetica e il calo della domanda globale. Tenendo conto degli effetti di calendario, la crescita reale arriva allo 0,3%: una differenza piccola ma significativa per capire cosa sta succedendo.

L’aumento dei consumi si è visto soprattutto in ristoranti, negozi e servizi alle persone. “Le famiglie spendono di nuovo, anche se con cautela”, ha aggiunto Brand. Non va sottovalutata la spesa pubblica: investimenti in infrastrutture e aiuti mirati hanno mantenuto viva la domanda interna.

Esportazioni in calo, industria ancora in difficoltà

Non tutto però è oro quel che luccica. Le esportazioni, che per la Germania sono da sempre un motore fondamentale, sono calate nel 2025. Brand ha ammesso: “La crescita è stata spinta soprattutto da consumi privati e pubblici. Le esportazioni, invece, sono scese”. Questo riflette le difficoltà sui mercati internazionali e la pressione crescente delle economie emergenti.

L’industria manifatturiera, cuore dell’economia tedesca, resta sotto stress. Costi energetici alti e domanda estera debole pesano ancora. A soffrire di più sono stati i settori dell’auto e della chimica. “Il comparto industriale è ancora sotto pressione”, ha commentato un analista della Commerzbank nel pomeriggio.

Inflazione sotto controllo, ma l’incertezza non molla

Sul fronte prezzi, l’inflazione si è mantenuta su livelli gestibili per buona parte del 2025. Il tasso medio annuo è stato intorno al 2,1%, ben lontano dai picchi degli anni scorsi. Questo ha aiutato i consumi a ripartire, anche se le famiglie restano prudenti.

Il governo di Olaf Scholz ha più volte ribadito la necessità di sostenere la crescita con politiche fiscali espansive e investimenti pubblici. Ma l’incertezza resta alta. Tra guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, tensioni in Europa orientale e rallentamento globale, il futuro economico tedesco è ancora appeso a molti fattori esterni.

Reazioni: ottimismo cauto tra imprese e analisti

Le imprese guardano al futuro con un misto di speranza e prudenza. Markus Kerber, a capo della BDI (la Confindustria tedesca), ha detto: “La crescita è modesta, ma è un segnale positivo dopo due anni difficili. Ora serve continuità nelle riforme”. Anche gli analisti sono in attesa: “La Germania resta vulnerabile agli shock esterni”, ha avvertito Claudia Kemfert dell’Istituto DIW di Berlino.

Nei telegiornali serali, il dato sul Pil è stato accolto con moderata soddisfazione. Nei bar di Kreuzberg e nei caffè di Monaco si commenta con realismo: “Meglio poco che niente”, ha detto un commerciante del centro storico di Francoforte.

2026: tra sfide e qualche spiraglio

Guardando avanti, gli economisti invitano a non abbassare la guardia. Le previsioni per il 2026 dipendono molto dall’andamento delle esportazioni e dalla capacità del governo di far ripartire gli investimenti privati. “Serve uno sforzo comune per rafforzare la competitività”, ha concluso Brand.

Così la Germania chiude il 2025 con una crescita timida, ma significativa. Un piccolo passo avanti che interrompe una lunga fase negativa.