Getti galattici: il loro impatto sorprendente sulla formazione delle stelle

Getti galattici: il loro impatto sorprendente sulla formazione delle stelle

Getti galattici: il loro impatto sorprendente sulla formazione delle stelle

Giada Liguori

Gennaio 15, 2026

Los Angeles, 15 gennaio 2026 – I getti di gas sparati dai nuclei galattici attivi – quelle zone incandescenti e piene di energia attorno a un buco nero supermassiccio che sta crescendo – possono influenzare la nascita delle stelle. Lo rivela uno studio pubblicato su Science, frutto di una collaborazione internazionale guidata dall’Università della California a Irvine. La scoperta riguarda la galassia attiva VV 340a e apre nuove strade per capire come si evolvono le galassie.

Uno sguardo a più frequenze con strumenti d’avanguardia

Il team guidato da Justin Kader ha messo insieme osservazioni in infrarosso, ottico, radio e submillimetrico per studiare i getti di gas in VV 340a. Per farlo, ha utilizzato alcuni tra i telescopi più potenti a disposizione: il James Webb Space Telescope, il terrestre Keck-II alle Hawaii, il radiotelescopio Jansky Very Large Array nel New Mexico e l’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) in Cile. Kader spiega: “Solo unendo dati così diversi siamo riusciti a vedere il quadro completo”.

Un getto radio che non va dritto e plasma la galassia

Dalle analisi emerge che il getto radio a bassa potenza dal centro della galassia non segue una traiettoria lineare. Oscilla mentre si espande, spingendo gas a velocità capaci di cambiare il ritmo con cui nascono le stelle nella galassia. “Non solo trasporta energia lontano dal buco nero, ma interagisce con il gas intorno, rallentando o accelerando la formazione stellare”, spiega Kader. Questo dettaglio può aiutare a capire perché certe galassie smettono di fare stelle mentre altre continuano.

Come i getti influenzano la vita delle galassie

La ricerca mostra che i nuclei galattici attivi non stanno a guardare, ma giocano un ruolo chiave nel plasmare le galassie. “Questi getti possono bloccare o stimolare la nascita di stelle, a seconda di come si trovano a interagire con l’ambiente”, aggiunge Kader. Nel caso di VV 340a, il getto sembra regolare direttamente la quantità di gas a disposizione per creare nuove stelle. Un meccanismo che, dicono gli autori, potrebbe essere comune anche in altre galassie con buchi neri supermassicci attivi.

Un tassello nuovo nel grande puzzle dell’universo

Queste osservazioni sono la prima prova diretta che i getti radio a bassa potenza possono influenzare la formazione stellare in una galassia attiva. Finora, questo legame era solo ipotizzato sulla base di modelli e simulazioni. Ora, grazie a dati raccolti con strumenti come il James Webb e ALMA, gli scienziati possono finalmente vedere questi processi in azione. “Un passo avanti fondamentale per capire meglio l’universo”, commenta Kader.

Cosa ci aspetta e le sfide future

Nonostante i risultati, restano molti punti da chiarire. Gli studiosi vogliono estendere le osservazioni ad altre galassie simili per capire se quello visto in VV 340a è la norma o un caso a sé. “Ogni nuova osservazione ci aiuta a mettere insieme i pezzi del puzzle cosmico”, confida Kader. Nel frattempo, la comunità scientifica attende con interesse le prossime campagne osservative, con la speranza di chiarire il ruolo dei buchi neri supermassicci nell’evoluzione delle galassie.

Un risultato che, come spesso accade in astronomia, apre nuovi interrogativi e spinge avanti la ricerca. Ma una cosa è chiara: i getti di gas lanciati dai nuclei galattici attivi non sono solo effetti spettacolari. Sono i veri motori del cambiamento nell’universo.