Indagini sulla catena organizzativa dopo la tragica morte dell’operaio Claudio Salamida all’Ex Ilva

Indagini sulla catena organizzativa dopo la tragica morte dell'operaio Claudio Salamida all'Ex Ilva

Indagini sulla catena organizzativa dopo la tragica morte dell'operaio Claudio Salamida all'Ex Ilva

Matteo Rigamonti

Gennaio 15, 2026

Taranto, 15 gennaio 2026 – Sono diciassette le persone indagate dalla Procura di Taranto per la morte di Claudio Salamida, operaio di 46 anni di Alberobello, residente a Putignano, deceduto lunedì scorso mentre lavorava nello stabilimento ex Ilva. L’inchiesta, che ipotizza il reato di omicidio colposo in concorso, coinvolge tutta la catena organizzativa di Acciaierie d’Italia, dal direttore generale ai responsabili della manutenzione. L’obiettivo è fare luce sulle responsabilità, sia individuali che collettive, dietro una tragedia che ha scosso l’intera comunità operaia e il territorio.

Tutti sotto indagine: dalla direzione ai tecnici

Dagli atti emergono i nomi del direttore generale Maurizio Saitta, del direttore di stabilimento Benedetto Valli, del capo dell’acciaieria Vincenzo Sardelli, ma non solo. Ci sono anche un capo area, un capo reparto, diversi capi turno, i responsabili e i tecnici della manutenzione meccanica, capi squadra e un preposto di una ditta dell’indotto. Come spiegano fonti giudiziarie, si tratta di “tutta la catena decisionale e operativa” dello stabilimento. Gli avvisi di garanzia sono stati notificati per permettere la nomina di consulenti tecnici in vista di accertamenti che non potranno più essere ripetuti.

La caduta fatale dal quinto piano

La mattina del 13 gennaio, intorno alle 8.30, Salamida era al lavoro nell’area del convertitore 3 dell’acciaieria 2. Secondo le prime ricostruzioni, stava chiudendo una valvola di ossigeno su un camminamento dove erano state posizionate delle pedane di legno. Proprio queste si sono improvvisamente rotte sotto il suo peso, facendolo precipitare dal quinto livello. Un volo di circa sette metri che non gli ha lasciato scampo. I colleghi, richiamati dal rumore sordo della caduta, hanno raccontato di aver trovato Claudio già privo di sensi. Sul posto sono arrivati subito i sanitari del 118 e i carabinieri.

L’autopsia nelle mani della dottoressa Innamorato

Sulla salma di Salamida è stata disposta l’autopsia, affidata alla medico legale Liliana Innamorato. L’esame dovrà chiarire le cause esatte della morte e fornire elementi utili alle indagini. Nel procedimento figurano come persone offese la moglie, il figlio minorenne, il fratello e i genitori della vittima. “Vogliamo solo sapere la verità”, ha detto uno dei familiari all’uscita dall’obitorio, visibilmente provato. Gli avvocati delle parti hanno già chiesto di nominare propri consulenti per seguire da vicino tutte le fasi degli accertamenti.

Sequestrata l’area dell’incidente, si cerca la verità

Dopo i primi rilievi dello Spesal (Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Asl), la Procura ha disposto il sequestro dell’area dove è avvenuto l’incidente. I sigilli sono scattati nel pomeriggio di lunedì. Gli investigatori hanno raccolto documenti tecnici e ascoltato testimoni tra operai e responsabili della sicurezza. Intanto, l’acciaieria 2 ha ripreso le attività utilizzando il convertitore 1. “Le indagini vanno avanti – ha detto una fonte della Procura – e non si escludono sviluppi nelle prossime settimane”.

La sicurezza sul lavoro torna al centro del dibattito

Questa tragedia riporta l’attenzione sulle condizioni di sicurezza negli stabilimenti industriali del Sud Italia. Solo nel 2025, dicono i dati Inail, in Puglia si sono verificati più di 30 incidenti mortali sul lavoro. I sindacati hanno chiesto un incontro urgente con la direzione e le istituzioni locali. “Non possiamo più accettare che si muoia così”, ha detto il segretario provinciale della Fiom Cgil, Giuseppe Romano. La vicenda di Salamida – ha aggiunto – “deve segnare un cambio di passo per tutti”.

Nel frattempo, Putignano si prepara a dare l’ultimo saluto a Claudio Salamida. Una vita spezzata mentre faceva il suo lavoro, in una fabbrica che da decenni è al centro di speranze e drammi per un intero territorio.