Catania, 15 gennaio 2026 – L’Ente Nazionale Aviazione Civile (Enac) e la Sac, la società che gestisce l’aeroporto di Catania Fontanarossa, hanno messo nero su bianco il nuovo Contratto di Programma per il periodo 2024-2027. L’intesa, firmata questa mattina negli uffici della direzione generale Enac a Roma, stabilisce la “pianificazione sostenibile degli investimenti infrastrutturali” per lo scalo etneo, con un impegno economico che supera i 340 milioni di euro. Un passo importante, che punta a migliorare i servizi, la sicurezza e l’impatto ambientale.
Oltre 340 milioni per servizi e sicurezza: il piano di investimento
La cifra, resa nota da Enac in una nota, è tra i più consistenti piani di investimento mai visti per l’aeroporto siciliano. “La pianificazione infrastrutturale della Sac prevede investimenti per oltre 340 milioni di euro”, si legge nel comunicato. “Un impegno chiaro del gestore per migliorare costantemente la qualità dei servizi, rafforzare la sicurezza operativa e ridurre l’impatto sull’ambiente”.
Gran parte dei fondi sarà dedicata a interventi che alzeranno i livelli di servizio. Tra i progetti spiccano la valorizzazione del Piano di Utilizzo dell’Aerostazione e la riorganizzazione e ampliamento del Terminal C, che negli ultimi anni ha visto crescere il numero di passeggeri, soprattutto d’estate. Non solo. Una quota importante sarà destinata al potenziamento e all’adeguamento dell’impianto BHS (Baggage Handling System) del Terminal A, fondamentale per la gestione dei bagagli.
Sostenibilità e sicurezza: un piano in linea con l’Europa
Il nuovo Contratto di Programma si inserisce in un quadro più ampio di adeguamento agli standard europei. “Gli investimenti rispettano le Linee Guida Enac e gli obiettivi di sostenibilità dell’Unione Europea”, ha spiegato il direttore generale Enac, Alexander D’Orsogna, che ha firmato il documento insieme all’amministratore delegato Sac, Nico Torrisi.
Tra le priorità ci sono anche interventi per aumentare la sicurezza e migliorare la resistenza sismica delle strutture aeroportuali. Un punto cruciale in Sicilia, dove il rischio terremoti è alto. “Solo così possiamo garantire ai passeggeri livelli di sicurezza adeguati e un uso più efficiente dell’energia”, ha sottolineato Pierluigi Di Palma, presidente Enac, parlando di “grande soddisfazione per il risultato raggiunto”.
Un modello da replicare: è il decimo accordo di questo tipo
Quello firmato oggi è il decimo Contratto di Programma adottato seguendo lo schema-tipo approvato dal Consiglio di Amministrazione Enac. Il primo del 2026, precisano dagli uffici romani. “Questo strumento si sta dimostrando efficace per pianificare investimenti che portino gli aeroporti italiani agli standard europei”, ha ribadito Di Palma.
Il modello prevede obiettivi triennali e verifiche periodiche sui risultati. Un sistema che, dicono dalla Sac, garantisce più trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche e private investite nei grandi scali italiani.
Reazioni dal territorio: “Una spinta per tutta la città”
La firma dell’accordo ha raccolto consensi anche tra le istituzioni locali. Il sindaco di Catania, Enrico Trantino, raggiunto telefonicamente nel primo pomeriggio, ha parlato di “un’opportunità concreta per tutto il territorio”. “Rafforzare l’aeroporto significa più collegamenti, più turismo e più lavoro per i catanesi”, ha spiegato.
Anche alcune associazioni di categoria si sono dette soddisfatte. Confcommercio Catania ha apprezzato la scelta di puntare su sostenibilità e tecnologia. “Ci aspettiamo ricadute positive sull’indotto”, ha commentato il presidente Riccardo Galimberti.
Cantieri in arrivo: lavori al via entro l’estate
Secondo fonti interne alla Sac, i primi cantieri dovrebbero partire entro l’estate 2026. Le priorità sono l’ampliamento del Terminal C e l’adeguamento degli impianti tecnologici. I lavori saranno organizzati in modo da non disturbare le operazioni quotidiane dello scalo, che nel 2025 ha superato gli 11 milioni di passeggeri.
“L’obiettivo – ha concluso Torrisi – è consegnare ai viaggiatori un aeroporto più moderno, sicuro e sostenibile”. Un traguardo che ora sembra davvero a portata di mano.
