Magenta, 15 gennaio 2026 – Tragedia questa mattina all’ospedale di Magenta: è morto un uomo di 37 anni, Adamo Massa, lasciato davanti al pronto soccorso dai suoi complici. I carabinieri hanno ricostruito la dinamica: poco prima dell’alba, Massa era rimasto ferito in un tentativo di furto in una villetta a Lonate Pozzolo, nel Varesotto. Il proprietario dell’abitazione, Jonathan R., lo avrebbe colpito con un coltello durante una colluttazione. La vittima è spirata pochi minuti dopo essere arrivata in ospedale, senza che i medici riuscissero a operarlo.
Furto nella notte finito in violenza
Tutto è iniziato intorno alle tre di notte. Massa e un complice si sarebbero introdotti nella villetta di via delle Robinie, a Lonate Pozzolo, con l’intenzione di svaligiarla. Il proprietario, Jonathan R., era in casa e ha raccontato agli investigatori: “Mi sono svegliato di colpo, ho sentito rumori strani”. Sorpresi, i ladri avrebbero reagito con violenza. Jonathan ha riportato pugni al volto, un taglio profondo sulla fronte e il labbro gonfio, ferite curate all’ospedale di Gallarate.
A quel punto, secondo gli investigatori, Jonathan ha preso un coltello da cucina per difendersi. Un colpo al petto ha raggiunto Massa. “Non ho capito subito cosa fosse successo”, ha detto Jonathan, ancora sotto shock. I due ladri sono scappati in fretta, lasciando dietro di sé sangue e oggetti sparsi.
La fuga e l’abbandono davanti all’ospedale
Dopo la fuga dalla villetta, Massa e il complice sono saliti su un’auto guidata da un terzo uomo. La corsa verso l’ospedale di Magenta è durata circa venti minuti. Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso il momento: la macchina si ferma poco dopo le 11 davanti al pronto soccorso, uno degli uomini scende e trascina Massa – già privo di sensi – fino all’ingresso. Poi risale e scappa via velocemente.
I medici hanno subito tentato di rianimarlo, ma la ferita al torace era troppo grave. “Non c’è stato tempo di portarlo in sala operatoria”, ha detto uno dei chirurghi. Massa è morto pochi minuti dopo l’arrivo.
Indagini in corso tra Varese e Busto Arsizio
Le indagini sono affidate ai carabinieri di Varese e alla Procura di Busto Arsizio. Gli investigatori stanno cercando di scoprire chi erano i complici che hanno lasciato Massa davanti all’ospedale. Dalle prime informazioni, il 37enne aveva diversi precedenti per truffa e viveva in un campo rom nel Torinese.
Si stanno analizzando le immagini delle telecamere e ascoltando i testimoni che erano lì al momento dell’arrivo dell’auto. “Stiamo cercando di mettere insieme ogni pezzo della notte”, ha detto una fonte vicina alle indagini. Non si escludono sviluppi nelle prossime ore sull’identità dei complici.
Tensione fuori dall’ospedale: parenti e amici chiedono la salma
Nel primo pomeriggio, una folla di circa duecento persone – tra parenti e amici di Massa – si è radunata davanti all’ospedale di Magenta per chiedere la restituzione della salma. Polizia e carabinieri hanno rafforzato la presenza per evitare problemi. Alcuni familiari hanno protestato a voce alta, chiedendo chiarimenti su come è avvenuta la morte.
Fonti ospedaliere hanno spiegato che la salma resterà sotto sequestro per gli accertamenti medico-legali. Solo dopo l’autopsia si potrà chiarire con precisione come sono andate le cose.
Un fatto che riaccende il dibattito sulla sicurezza
La vicenda ha scosso anche i residenti della zona. “Non è la prima volta che sentiamo parlare di furti nelle villette”, ha raccontato una donna che abita vicino al luogo dell’aggressione. Il sindaco di Lonate Pozzolo ha chiesto un incontro urgente con le forze dell’ordine per discutere nuove misure di sicurezza.
Intanto, la comunità resta sotto shock per una notte segnata da violenza, paura e morte. Gli investigatori continuano a lavorare per ricostruire ogni passo e trovare i responsabili della fuga dopo il ferimento di Massa.
