M5s lancia una risoluzione per l’Iran: basta con le azioni militari unilaterali

M5s lancia una risoluzione per l'Iran: basta con le azioni militari unilaterali

M5s lancia una risoluzione per l'Iran: basta con le azioni militari unilaterali

Matteo Rigamonti

Gennaio 15, 2026

Roma, 15 gennaio 2026 – Il Movimento 5 Stelle ha depositato oggi in Commissione Esteri della Camera una risoluzione firmata dal leader Giuseppe Conte e appoggiata da Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi e Sinistra. L’obiettivo è chiaro: chiedere al governo italiano di evitare “azioni militari unilaterali al di fuori del diritto internazionale” e di spingere per “iniziative diplomatiche e sanzioni” da parte della comunità internazionale.

Iran, il punto cruciale per i Cinque Stelle

La crisi iraniana domina le agende diplomatiche europee e proprio ora arriva questa mossa dei pentastellati. Ieri, in Senato, si erano astenuti sulla risoluzione riguardante l’Iran. Oggi, invece, chiariscono la loro posizione: “Siamo con le proteste iraniane, ma diciamo no a un intervento militare esterno”, spiegano fonti del Movimento. Il messaggio è netto: sostegno alle istanze democratiche interne, ma rifiuto totale di una escalation armata.

Diplomazia e sanzioni: la strada indicata dal M5S

Nel testo consegnato alla Commissione Esteri si chiede al governo di evitare “azioni militari unilaterali” e di muoversi “nel rispetto del diritto internazionale”. La risoluzione, firmata da Conte e Fratoianni, punta a rafforzare il ruolo di organismi multilaterali come l’ONU e l’Unione Europea. “Serve una risposta coordinata, fatta di diplomazia e sanzioni mirate”, confida un deputato vicino al dossier, restando anonimo. Niente passi affrettati, insomma. Solo così, spiegano dal Movimento, l’Italia potrà avere una posizione credibile a livello internazionale.

Perché l’astensione in Senato

La decisione di non votare la risoluzione sull’Iran a Palazzo Madama ha scatenato qualche malumore tra gli altri partiti. Ma i pentastellati si difendono: “Non potevamo appoggiare un testo che lasciava aperta la porta a possibili azioni militari”, dicono fonti parlamentari. La linea è chiara: sì al sostegno delle proteste civili, no a qualunque intervento armato. Una posizione condivisa anche dall’opposizione di sinistra, con Fratoianni che ha firmato la risoluzione insieme a Conte.

Il quadro internazionale e le reazioni

La crisi iraniana si inserisce in un contesto internazionale molto teso. Negli ultimi giorni, le proteste in Iran sono tornate sotto i riflettori, mentre le cancellerie occidentali discutono su come rispondere alle violazioni dei diritti umani denunciate dalle organizzazioni internazionali. Fonti diplomatiche italiane raccontano che la posizione del M5S rispecchia una certa prudenza tra i partner europei: “C’è molta cautela sull’ipotesi di un coinvolgimento militare diretto”, ammette un funzionario del Ministero degli Esteri. Ma la pressione per una risposta concreta resta alta.

Cosa succederà in Parlamento

La risoluzione sarà discussa nei prossimi giorni in Commissione Esteri. Non è escluso che altri gruppi presentino emendamenti o proposte alternative. L’atmosfera è tesa. Nei corridoi di Montecitorio si rincorrono voci di possibili alleanze trasversali, anche se per ora non ci sono conferme ufficiali. “Ci aspettiamo un confronto serio, senza pregiudizi ideologici”, dice un esponente M5S poco prima dell’inizio dei lavori pomeridiani.

Una linea che divide ma segna un confine netto

In sintesi, la mossa del Movimento 5 Stelle, appoggiata da Avs, segna una posizione chiara nel panorama politico italiano. Sì alle proteste iraniane, ma no all’intervento militare. Una posizione che potrebbe trovare consensi anche oltre i confini italiani, mentre la crisi in Medio Oriente resta una preoccupazione per governi e opinione pubblica.