Omicidio di Franca Ludwig: compagno e amica arrestati per un piano di truffa da tre milioni di euro

Omicidio di Franca Ludwig: compagno e amica arrestati per un piano di truffa da tre milioni di euro

Omicidio di Franca Ludwig: compagno e amica arrestati per un piano di truffa da tre milioni di euro

Matteo Rigamonti

Gennaio 15, 2026

Firenze, 15 gennaio 2026 – Emiliano Milza e Simona Hirsch sono stati arrestati nella notte dai carabinieri con l’accusa di omicidio volontario premeditato per la morte di Franca Ludwig, avvenuta il 2 luglio scorso nei boschi di San Godenzo, in provincia di Firenze. Secondo la procura, i due avrebbero messo in scena un incidente stradale per incassare le polizze assicurative sulla vita della vittima, per un valore che supera i tre milioni di euro.

Un piano studiato nei minimi dettagli, la ricostruzione della procura

Le indagini, guidate dalla Procura di Firenze, hanno preso una piega decisiva dopo più di sei mesi di lavoro e l’audizione di oltre 140 testimoni. Gli inquirenti sono certi che Milza, compagno di Franca, abbia architettato tutto, mentre Hirsch, sua amica, avrebbe materialmente eseguito il piano. Con gli arresti sono scattate anche perquisizioni domiciliari e informatiche a carico di un consulente del lavoro fiorentino, indagato per concorso in frode assicurativa. Secondo gli investigatori, avrebbe aiutato Milza a scegliere le compagnie e gli agenti più adatti per la truffa.

Il corpo ritrovato nei boschi e i primi dubbi

La mattina del 2 luglio, poco dopo le 7, il corpo di Franca Ludwig è stato trovato lungo una strada sterrata, Del Castagno, in una zona isolata vicino a San Godenzo. Aveva ferite profonde alla testa e a un braccio. In un primo momento si era pensato a un incidente: forse la donna era caduta dall’auto per una distrazione o un errore di guida. Ma con il passare dei giorni, grazie ai rilievi dei carabinieri e alle testimonianze raccolte – alcuni abitanti avevano notato movimenti strani nelle ore prima – l’ipotesi dell’incidente ha cominciato a scricchiolare.

Il movente: soldi e polizze sulla vita

Gli investigatori hanno messo al centro della vicenda il movente economico. Milza aveva conosciuto Franca Ludwig nel 2016. Con lei aveva costruito una relazione, ma anche un forte legame di dipendenza psicologica. Nel 2025 l’uomo avrebbe convinto Franca a avere un figlio con ovodonazione eterologa, una scelta che, secondo gli inquirenti, non sarebbe stata guidata da veri desideri familiari, ma da interessi personali. Un mese dopo la nascita, Milza ha stipulato cinque polizze sulla vita della compagna, versando la prima rata semestrale e inserendo una clausola che triplicava l’importo in caso di morte accidentale. Il valore complessivo superava i tre milioni di euro.

L’autopsia che cambia tutto

La svolta è arrivata con l’autopsia effettuata all’ospedale di Careggi. Nel sangue di Franca sono state trovate alte concentrazioni di un farmaco ipnotico della famiglia delle benzodiazepine. Una scoperta che ha confermato i sospetti degli investigatori: la vittima era stata sedata prima di essere uccisa. “L’uso di sostanze ha reso Franca incapace di difendersi”, ha spiegato una fonte vicina all’inchiesta. Gli esami tossicologici hanno permesso di ricostruire le ultime ore di Franca e di scartare definitivamente la pista dell’incidente.

Il paese sotto choc e cosa succede adesso

La notizia degli arresti ha sconvolto la comunità di San Godenzo. Franca era conosciuta per il suo impegno nel volontariato e molti la ricordano come una persona speciale. Qui si parla di una tragedia che lascia senza parole. Intanto, gli inquirenti stanno approfondendo il ruolo del consulente del lavoro, il cui nome non è ancora stato reso pubblico, e stanno cercando eventuali altri coinvolgimenti nella gestione delle polizze.

Il procuratore aggiunto di Firenze ha detto che “le indagini vanno avanti per chiarire ogni dettaglio”, sottolineando come il lavoro congiunto tra carabinieri e magistratura abbia portato ai primi risultati concreti. Nei prossimi giorni sono previsti nuovi interrogatori e ulteriori controlli su telefoni e computer sequestrati durante le perquisizioni.

Solo allora si potrà forse mettere insieme tutti i pezzi di questa vicenda che ha sconvolto non solo una famiglia, ma un’intera comunità.