Roma, 15 gennaio 2026 – Oggi, nella sala Aldo Moro del Ministero dell’Istruzione e del Merito, si sono ritrovati esperti di scuola, accademia e associazioni per fare il punto sull’inclusione scolastica degli alunni con disabilità in Italia. Davanti a oltre 200 insegnanti e dirigenti, il convegno “Educare all’inclusione, 50° anniversario del documento Falcucci” ha messo sotto la lente il percorso fatto finora. Tra i protagonisti, il sottosegretario Paola Frassinetti, delegata al tema, e diversi relatori di rilievo.
Italia in prima linea per il diritto allo studio degli studenti con disabilità
Durante l’incontro, organizzato da Eurosofia, si è ripercorsa una tappa fondamentale: la fine delle classi differenziate nel 1977, una decisione che ha cambiato la scuola italiana. Quel passo ha aperto la strada alla Legge 104 del 1992, ancora oggi la colonna portante dell’inclusione. Da allora, il Parlamento non ha mai smesso di lavorare sul tema, arrivando fino al decreto delegato della legge 107 del 2015, che ha valorizzato il ruolo del docente specializzato nel sostegno.
“L’Italia è stata tra le prime a credere davvero nel diritto allo studio per tutti”, ha detto il rettore Pier Paolo Limone dell’Università telematica Pegaso. “Ma la sfida resta aperta: ogni generazione deve aggiornare strumenti e risorse”.
Sempre più studenti con disabilità, ma pochi insegnanti stabili
I numeri parlano chiaro. Secondo Marcello Pacifico, presidente dell’Accademia del Cesi, oggi ci sono oltre 350 mila studenti con disabilità certificata su una popolazione scolastica di circa 7 milioni. Un dato in crescita continua. Dall’altra parte, i docenti specializzati sono più di 60 mila, molti però precari o arrivati dall’estero.
Il problema dei cosiddetti “posti in deroga” – incarichi temporanei assegnati ogni anno senza garanzie di stabilità – resta irrisolto. “Troppi insegnanti lavorano in supplenza: nell’ultimo anno sono stati circa 120 mila i posti di sostegno in deroga, con quasi 50 mila supplenti confermati su richiesta delle famiglie”, ha spiegato Pacifico. “Lo Stato deve intervenire per trasformare questi incarichi in posti fissi”.
Continuità didattica e nuove tecnologie, un binomio essenziale
Al centro del dibattito anche la necessità di garantire una continuità didattica per ogni studente. Per riuscirci, secondo i partecipanti, serve il coinvolgimento di tutto il Consiglio di classe, non solo del docente di sostegno. “Non basta il singolo insegnante: serve una vera comunità educativa che lavori insieme”, ha sottolineato la professoressa Evelina Chiocca.
Si è parlato anche di nuove tecnologie e intelligenza artificiale come strumenti utili per favorire l’inclusione. “Non dobbiamo avere pregiudizi”, ha detto il professor Michele Todino dell’Università di Salerno. “Per i docenti, la formazione continua deve passare anche da queste innovazioni”.
Formazione, risorse e giurisprudenza: le sfide ancora aperte
Negli ultimi anni, diverse sentenze hanno ricordato quanto sia urgente garantire davvero il diritto allo studio agli alunni con disabilità. Un ulteriore sprone è arrivato dal reclamo collettivo presentato da Anief nel 2021, accolto dal Comitato europeo dei diritti sociali. “Le famiglie chiedono certezze”, ha spiegato l’avvocato Miceli Walter. “E le scuole hanno bisogno di strumenti adeguati”.
Cristina Ferrara di Eurosofia ha sottolineato l’importanza di una formazione “continua e aggiornata”, senza dimenticare il confronto tra esperienze diverse. Solo così si potrà mettere in pratica la legge e rispondere alle nuove esigenze delle classi.
Inclusione: un cammino ancora lungo
Il convegno si è concluso con un appello condiviso: “L’inclusione non è un traguardo che si raggiunge una volta per tutte”, ha ricordato Frassinetti. “È un percorso che richiede ascolto, investimenti e coraggio”. Poco dopo le 13, i partecipanti hanno lasciato la sala Aldo Moro, tra scambi di contatti e promesse di nuovi incontri. La sensazione comune, tra chi ogni giorno insegna e chi scrive le regole, è che la scuola italiana abbia ancora tanta strada da fare per essere davvero aperta a tutti.
