Roma, 15 gennaio 2026 – Le grandi associazioni di categoria italiane – Confindustria, Confcommercio, Confartigianato e Confesercenti – hanno scritto insieme al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, per chiedere un’accelerata sull’approvazione di un decreto che fissi i massimali tariffari per l’ingresso di autobus e mezzi per le merci nelle Ztl urbane. Le associazioni avvertono: senza un sistema di pagamento chiaro e coordinato, si rischia di mettere un freno allo sviluppo delle attività economiche nelle città.
Ztl, serve un sistema di pagamento unico e chiaro
Nel testo congiunto, firmato dai vertici delle quattro associazioni, si insiste sulla necessità di un sistema di pagamento equo e condiviso per entrare nelle zone a traffico limitato. “Occorre una normativa chiara e uniforme – si legge – che permetta agli operatori del trasporto merci e passeggeri di organizzare il lavoro senza sorprese o costi extra”. Oggi, spiegano i rappresentanti, ogni Comune ha regole e tariffe diverse. Chi lavora a livello nazionale deve districarsi tra permessi, scadenze e costi differenti.
“L’assenza di un sistema unico di pagamento frena lo sviluppo delle attività”, scrivono i firmatari. Fonti di Confcommercio dicono che il problema è particolarmente sentito nelle grandi città come Milano, Roma e Firenze, dove le Ztl esistono da tempo e le tariffe cambiano anche del 40% da un Comune all’altro.
Costi in aumento e problemi per le imprese
Il problema non riguarda solo le grandi società. Anche piccole imprese artigiane e commercianti che fanno consegne nei centri storici si trovano a dover affrontare spese extra spesso imprevedibili. “Per chi ha margini stretti, ogni euro conta”, ha raccontato ieri pomeriggio un rappresentante di Confartigianato Trasporti. “Se non si sa quanto si paga e come, diventa difficile organizzare il lavoro”.
Secondo Confindustria, nel 2025 il costo medio per entrare nelle Ztl con un mezzo commerciale è salito del 12% rispetto all’anno prima. Un aumento che, secondo le associazioni, rischia di pesare sui prezzi finali per i cittadini.
Il decreto Mit: quando arriverà e cosa prevede
Al centro della richiesta c’è il famoso decreto Mit sui massimali tariffari, atteso da mesi. Il provvedimento dovrebbe mettere un tetto alle tariffe che i Comuni possono applicare per l’accesso di mezzi commerciali e autobus nelle Ztl, portando più uniformità in tutto il Paese. “Ci servono regole chiare – ha detto ieri sera un portavoce di Confesercenti – perché così com’è ora, la confusione danneggia imprese e consumatori”.
Dal Ministero delle Infrastrutture fanno sapere che il decreto è quasi pronto, ma non c’è ancora una data per la pubblicazione. “Stiamo cercando un punto d’incontro tra le esigenze dei Comuni e quelle degli operatori”, ha spiegato un funzionario del Mit.
Comune contro Comune: il nodo della flessibilità
Non tutti i Comuni sono d’accordo con l’idea di limiti nazionali sulle tariffe. Alcuni sindaci, soprattutto nelle città d’arte come Venezia e Firenze, temono che regole troppo rigide taglino le risorse per la manutenzione dei centri storici e la gestione del traffico. “Ogni città ha le sue esigenze”, ha detto ieri mattina il vicesindaco di Firenze, Alessia Bettini. “Serve flessibilità per proteggere sia l’economia locale sia la qualità della vita dei cittadini”.
Il settore aspetta, il confronto continua
Intanto, le associazioni aspettano segnali concreti dal governo. Nei prossimi giorni sono in programma nuovi incontri tra rappresentanti delle categorie e funzionari del Ministero. L’obiettivo è trovare un accordo entro la fine del trimestre. “Solo allora – ha confidato un dirigente di Confindustria – potremo davvero parlare di semplificazione”.
Nel frattempo, la questione resta aperta. Il dibattito sulle Ztl urbane si annuncia acceso nei mesi a venire, con imprese, Comuni e governo ancora in cerca di una soluzione condivisa.
