Roma, 15 gennaio 2026 – Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha lanciato un avviso chiaro oggi: l’Italia ha invitato tutti gli italiani che non risiedono stabilmente in Iran a lasciare il Paese. Nel frattempo, la presenza diplomatica sarà ridotta all’osso. La notizia è arrivata nel corso di una conferenza stampa alla Farnesina, in un momento di crescenti tensioni nel Medio Oriente, con un’attenzione particolare alla sicurezza dei nostri connazionali.
Italia, l’allarme: via dall’Iran chi non è residente
“Abbiamo chiesto a tutti gli italiani non stanziali di lasciare l’Iran il prima possibile. Li abbiamo invitati con forza a tornare a casa”, ha detto Tajani rispondendo ai giornalisti intorno alle 11.30. L’appello riguarda soprattutto chi si trova a Teheran o in altre città iraniane per lavoro temporaneo, studio o turismo.
Fonti della Farnesina confermano che l’avviso è stato inviato attraverso i canali ufficiali già ieri sera. “La situazione è delicata, la priorità è la sicurezza dei nostri cittadini”, ha spiegato un funzionario del ministero, senza entrare nei dettagli.
Ambasciata: solo il personale essenziale resta in Iran
La decisione di tenere in Iran solo il personale “indispensabile” dell’ambasciata italiana segue scelte simili prese da altri Paesi europei nelle ultime settimane. Secondo fonti diplomatiche, a Teheran rimarranno soltanto l’ambasciatore e alcuni funzionari chiave, per garantire i servizi minimi e mantenere i contatti con le autorità locali.
Non sono stati forniti numeri precisi, ma la riduzione sarà notevole rispetto alle solite 25-30 persone tra diplomatici e personale amministrativo. “È una misura temporanea, legata a come si evolverà la situazione”, ha detto una fonte interna, lasciando aperta la possibilità di un ritorno alla normalità appena possibile.
Forza Italia e la solidarietà all’Iran
Interrogato su una possibile partecipazione di Forza Italia alle manifestazioni di solidarietà per l’Iran, Tajani ha ricordato: “Ieri abbiamo già preso parte a una manifestazione”. L’iniziativa si è svolta lunedì pomeriggio davanti all’ambasciata iraniana a Roma, con la presenza di alcuni parlamentari e rappresentanti di associazioni per i diritti umani.
“Volevamo mostrare vicinanza al popolo iraniano in questo momento difficile”, ha raccontato un deputato azzurro presente all’evento. Tra i cartelli, richieste di rispetto dei diritti civili e appelli alla comunità internazionale per una soluzione diplomatica alla crisi.
Un quadro internazionale teso e la sicurezza dei nostri
La scelta italiana si inserisce in un contesto regionale sempre più teso, con l’Iran al centro di forti tensioni con vari attori internazionali. Nelle ultime settimane, proteste e instabilità interna hanno spinto molti governi occidentali a rivedere le loro presenze sul territorio iraniano.
Secondo le prime ricostruzioni, negli ultimi giorni sono aumentati i controlli vicino alle sedi diplomatiche straniere a Teheran. Intanto, alcune compagnie aeree europee hanno sospeso o modificato i voli verso l’Iran. La Farnesina segue la situazione con l’Unità di crisi e invita i nostri connazionali a registrarsi sul portale “Dove siamo nel mondo”.
Gli italiani in Iran: incertezza e prudenza
Tra gli italiani ancora in Iran – circa 200 secondo le ultime stime – domina un clima di incertezza. “Dall’ambasciata ci hanno chiamato, ci hanno chiesto di stare attenti e di pensare a tornare”, racconta Marco B., ingegnere milanese che lavora a Isfahan da mesi. Alcuni hanno già prenotato il volo, altri aspettano per capire come si evolve la situazione.
“Non è facile, ma ci affidiamo alle indicazioni delle autorità italiane”, confida una ricercatrice universitaria contattata ieri sera. La comunità si tiene in contatto con gruppi WhatsApp e aggiornamenti continui sulle misure prese.
Cosa accadrà ora: monitoraggio e prudenza
Il ministero degli Esteri continuerà a seguire da vicino l’evolversi della situazione, coordinandosi con le altre ambasciate europee. “Siamo pronti a prendere altre misure se serve”, ha assicurato Tajani, ribadendo che la sicurezza degli italiani resta la priorità.
Per ora, la parola d’ordine è prudenza. E occhi aperti per quello che succederà nelle prossime ore.
