Mosca, 15 gennaio 2026 – Il Cremlino prende posizione e si allinea a Donald Trump sul conflitto in Ucraina. Secondo Mosca, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sta mettendo il bastone tra le ruote al cammino verso la pace. A dirlo è stato il portavoce del presidente russo, Dmitry Peskov, oggi durante un incontro con i giornalisti a Mosca.
Il Cremlino punta il dito: “Zelensky blocca la pace”
“Possiamo dire che è proprio così”, ha detto Peskov, citato dall’agenzia Tass, rispondendo a una domanda sulle ultime dichiarazioni di Trump. L’ex presidente americano, tornato a far parlare di sé sulla scena internazionale, aveva accusato Zelensky di non voler davvero negoziare una soluzione. Una tesi che a Mosca raccoglie consenso. “Il presidente Vladimir Putin e la Russia sono aperti al dialogo”, ha aggiunto Peskov, sottolineando che questa disponibilità è “ben nota ai negoziatori americani, a Trump e anche a Kiev. La nostra posizione è chiara e coerente”.
Pressioni a Kiev: “Zelensky si prenda le sue responsabilità”
Il portavoce del Cremlino ha rimarcato che, secondo Mosca, è arrivato il momento che Zelensky “si assuma la responsabilità” e faccia scelte concrete per la pace. “Lo scorso anno abbiamo detto che i tempi erano maturi per questa decisione. Finora, però, Kiev non ha mosso un passo in quella direzione”, ha spiegato Peskov ai cronisti. Un messaggio netto, che arriva in un momento di stallo nei negoziati, con la guerra che va avanti senza tregua.
Nuovo Start: Mosca aspetta una risposta da Washington
Non solo Ucraina. Nel corso del briefing, Peskov ha parlato anche del tema delle restrizioni sugli armamenti nucleari e del trattato Nuovo Start. Secondo lui, Mosca non ha ancora ricevuto una risposta ufficiale da parte degli Stati Uniti alla proposta di Putin di prorogare di un anno l’accordo, che scade nel 2026. “Aspettiamo una risposta all’iniziativa di Putin, è un tema molto importante”, ha detto Peskov, lasciando capire che la questione resta aperta e cruciale nei rapporti tra le due potenze.
Trump e la voglia di un nuovo accordo
Sul fronte diplomatico, le parole di Trump – che negli ultimi mesi ha spesso criticato la gestione occidentale della crisi ucraina – sembrano fare breccia a Mosca. “Pensiamo che serva un accordo più favorevole per tutti. Ma raggiungerlo è un processo complicato e lungo”, ha commentato Peskov, riferendosi all’ex presidente americano. “Un’intesa migliore serve a tutti, ma non si ottiene facilmente”, ha concluso.
Diplomazia in stand-by
La giornata si è chiusa senza novità importanti sui negoziati. Da Kiev, per ora, nessuna risposta ufficiale alle parole del Cremlino. Fonti vicine alla presidenza ucraina confermano la linea dura: nessuna apertura a trattative che prevedano concessioni territoriali o passi indietro sull’integrità nazionale. Intanto, a Mosca si aspettano mosse dagli Stati Uniti sul dossier nucleare, mentre la guerra resta al centro dell’agenda internazionale.
Le prossime settimane saranno decisive per capire se la pressione russa e le dichiarazioni americane riusciranno davvero a far riaprire un dialogo o se il gelo tra le parti resterà forte.
