Vendite al dettaglio negli Usa: un sorprendente aumento dello 0,6% supera le aspettative

Vendite al dettaglio negli Usa: un sorprendente aumento dello 0,6% supera le aspettative

Vendite al dettaglio negli Usa: un sorprendente aumento dello 0,6% supera le aspettative

Giada Liguori

Gennaio 15, 2026

New York, 15 gennaio 2026 – A novembre le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono salite dello 0,6%, un passo in più rispetto alle attese degli esperti che puntavano a un +0,5%. Il dato, diffuso ieri dal Dipartimento del Commercio, mostra che i consumi reggono nonostante l’inflazione e le tensioni sull’economia continuino a pesare sulle famiglie.

Vendite al dettaglio, un rialzo che sorprende

Secondo il report ufficiale, il giro d’affari delle vendite al dettaglio – comprensivo di negozi tradizionali e vendite online – ha toccato i 709,9 miliardi di dollari a novembre. Il portavoce del Dipartimento ha spiegato che questo dato “indica una domanda ancora forte da parte dei consumatori americani, nonostante i tassi d’interesse alti e prezzi ancora elevati in diversi settori”. Per fare un confronto, a ottobre la crescita era stata quasi nulla (+0,1%), mentre a settembre aveva segnato un +0,7%.

I consumi spinti dalle festività

Novembre è da sempre il mese cruciale per il commercio al dettaglio negli Stati Uniti. Con l’arrivo del Black Friday e del Cyber Monday, milioni di americani si mettono in fila per fare acquisti, sia per sé sia per i regali di Natale. Quest’anno, secondo la National Retail Federation (NRF), gli acquisti durante il Black Friday sono saliti del 7% rispetto al 2024. A trainare la crescita sono stati soprattutto elettronica e abbigliamento. “Abbiamo visto più gente del previsto nei nostri negozi”, ha raccontato John Miller, responsabile vendite di una catena di elettronica a Chicago. “Molti hanno approfittato delle offerte lanciate in anticipo”.

Inflazione e tassi: consumatori più attenti ma non mollano

Anche se le vendite al dettaglio crescono, gli esperti mettono in guardia. L’inflazione resta sopra l’obiettivo della Federal Reserve: a novembre il tasso annuo era al 3,2%. I tassi d’interesse, dopo i rialzi del 2025, sono ancora alti. “I consumatori stanno scegliendo bene dove mettere mano al portafoglio”, spiega Sarah Klein, economista dell’Università del Michigan. “Si preferiscono beni di prima necessità e sconti”. I dati del Census Bureau confermano: a novembre sono cresciuti soprattutto i supermercati (+1,1%) e le farmacie (+0,9%), mentre le vendite di auto sono rimaste ferme.

Mercati in rialzo, ma restano le incognite

Wall Street ha reagito subito. Dopo i dati sulle vendite al dettaglio, l’S&P 500 ha aperto in leggero rialzo, +0,4% nelle prime contrattazioni. Gli investitori vedono nel dato un segnale di forza dell’economia americana, anche se resta l’incertezza sui prezzi e sulle mosse future della Federal Reserve. “Il rischio di un rallentamento dei consumi c’è ancora”, ammette Mark Evans, analista di JP Morgan. “Tutto dipenderà da come andrà il mercato del lavoro e dal costo del denaro nei prossimi mesi”.

La sfida per i grandi della distribuzione

Per giganti come Walmart e Amazon, la partita resta quella di tenere margini sostenibili in un mercato sempre più competitivo e incerto. Nel 2025, secondo la NRF, le aziende hanno puntato soprattutto su logistica e digitale per seguire i nuovi modi di comprare. “I clienti vogliono consegne veloci e offerte su misura”, spiega Linda Torres, manager di una catena di supermercati in Texas. “Chi resta indietro rischia di perdere terreno”.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Guardando al futuro, gli economisti prevedono una crescita più lenta delle vendite al dettaglio all’inizio del 2026. Le famiglie americane, secondo la Conference Board, mostrano fiducia ma restano caute sugli acquisti non indispensabili. Il vero banco di prova saranno i saldi invernali e i dati sull’occupazione di febbraio. Solo allora si capirà se la spinta dei consumi riuscirà a durare anche nella seconda metà dell’anno.