Milano, 16 gennaio 2026 – Amazon conquista per il sesto anno di fila la certificazione Top Employer 2026 in Italia, un premio che arriva dall’Istituto Top Employers, presente in 131 Paesi e tra i più autorevoli nel riconoscere le migliori pratiche di gestione del personale nel mondo. La notizia è stata diffusa questa mattina dalla sede milanese del colosso americano, che oggi conta 19.000 dipendenti a tempo indeterminato in Italia. Un risultato che l’azienda attribuisce al suo impegno nel garantire benessere, crescita e inclusione sul posto di lavoro.
Amazon e il premio che premia le persone
La certificazione Top Employer si basa su un’indagine dettagliata che valuta sei aspetti fondamentali: strategia sulle persone, ambiente di lavoro, selezione dei talenti, formazione, diversità e inclusione, benessere. Adrian Seligman, ceo del Top Employers Institute, ha spiegato: “Ottenere la certificazione Top Employer 2026 in Italia conferma l’impegno costante di Amazon nel costruire un ambiente di lavoro di qualità, capace di sostenere una crescita stabile e duratura”. Seligman ha evidenziato come la cura delle persone sia ormai parte centrale della strategia dell’azienda e come questo abbia portato a pratiche innovative riconosciute anche a livello internazionale.
Numeri e investimenti dietro il riconoscimento
In Italia, la certificazione copre tutte le attività di Amazon: dalla rete logistica agli uffici, dal centro assistenza clienti ai poli di ricerca e sviluppo. Giorgio Busnelli, country manager di Amazon Italia, ha commentato: “Essere Top Employer per il sesto anno di fila è un traguardo di cui siamo davvero orgogliosi. Dimostra il nostro impegno a mettere le persone al centro”. Busnelli ha aggiunto che l’azienda continua a investire in retribuzioni competitive, sicurezza, formazione e opportunità di crescita professionale. “Questo riconoscimento conferma che stiamo andando nella direzione giusta”, ha concluso.
Un impatto globale e locale
Nel 2025, il Programma Top Employers ha certificato più di 2.500 aziende in tutto il mondo, coinvolgendo oltre 14 milioni di dipendenti. Le imprese certificate hanno accesso a confronti globali, consigli basati sui dati e valutazioni di esperti. Amazon, presente in Italia da oltre 15 anni, afferma di aver generato benefici per oltre 25 miliardi di euro nel Paese. Dai vertici dell’azienda sottolineano che la loro visione punta a mettere le persone al centro dell’innovazione, unendo tecnologia, benefit e attenzione alla sicurezza.
Formazione e nuove competenze con Career Choice
Tra i programmi più noti c’è Career Choice, un’iniziativa che aiuta i dipendenti idonei a pagare interamente i corsi di formazione in settori come IT, trasporti e professioni tecniche. In Europa, questo progetto ha già permesso a migliaia di lavoratori di acquisire nuove competenze. Amazon spiega che l’uso crescente di intelligenza artificiale e automazione sta modificando i ruoli nei centri logistici: alcune figure tecniche si rafforzano, altre cambiano, mentre emergono nuove professioni. Per stare al passo con questi cambiamenti, l’azienda promuove percorsi di aggiornamento e riqualificazione.
Sicurezza al primo posto
La sicurezza resta una priorità. Solo nel 2024, Amazon ha investito 15 milioni di euro in progetti dedicati a migliorare la sicurezza nei siti logistici italiani: nuove attrezzature, presidi sanitari attivi 24 ore su 24 e formazione continua. I dati interni mostrano che negli ultimi due anni sono state fatte oltre 270 mila ore di formazione sulla sicurezza per i dipendenti. Oggi, nei siti italiani, sono più di 3.200 gli operatori addetti al primo soccorso e alla prevenzione incendi.
Guardando avanti
La certificazione Top Employer arriva in un momento in cui il mercato del lavoro in Italia sta cambiando profondamente. Amazon, con la sua presenza capillare da Castel San Giovanni a Passo Corese e i poli tecnologici di Milano, si propone come modello per la gestione delle risorse umane nelle grandi aziende. “Lavoriamo ogni giorno per migliorare l’esperienza dei nostri dipendenti”, ha ribadito Busnelli. Un impegno che, a giudicare dai parametri dell’Istituto Top Employers, trova conferma anche nel 2026.
