Astronauti della Crew 11 tornano a casa, ma una notte in ospedale li attende VIDEO

Astronauti della Crew 11 tornano a casa, ma una notte in ospedale li attende VIDEO

Astronauti della Crew 11 tornano a casa, ma una notte in ospedale li attende VIDEO

Matteo Rigamonti

Gennaio 16, 2026

Los Angeles, 16 gennaio 2026 – La navetta Crew Dragon Endeavour è tornata a terra ieri, con un atterraggio in mare perfetto al largo della California. A bordo, i quattro astronauti della missione Crew 11 – Mike Fincke, Zena Cardman, Kimiya Yui e Oleg Platonov – sono stati subito portati in ospedale per controlli. Il rientro è stato anticipato di circa un mese a causa di un problema di salute che ha colpito uno dei membri dell’equipaggio.

Rientro anticipato: la NASA spiega la scelta

La decisione di riportare a casa la Crew Dragon Endeavour è arrivata dopo che l’8 gennaio la NASA ha segnalato un problema medico a bordo. Non sono stati forniti dettagli sull’entità del disturbo né sull’identità dell’astronauta coinvolto, per tutelare la privacy. “Non è legato all’ambiente della Stazione Spaziale. Questo poteva succedere anche sulla Terra”, ha detto Jared Isaacman, capo della NASA, durante un briefing serale. Joel Montalbano, responsabile delle operazioni missione, ha aggiunto che si era già deciso prima del rientro di far visitare tutti gli astronauti, per assicurare la migliore assistenza.

Atterraggio e accoglienza sulla nave Shannon

L’ammaraggio è avvenuto poco dopo le 22 ora italiana. A recuperare gli astronauti c’era la nave Shannon. Il primo a uscire dalla capsula è stato Mike Fincke, 58 anni, veterano della NASA e il più esperto del gruppo. Fincke ha salutato i tecnici e si è subito sdraiato per i primi controlli, una prassi dopo una lunga missione in orbita. Poi sono scesi Zena Cardman, Kimiya Yui (JAXA) e Oleg Platonov (Roscosmos). Tutti hanno mostrato calma e serenità, riferiscono i tecnici presenti.

Una notte in ospedale, poi il trasferimento a Houston

Subito dopo l’ammaraggio, l’equipaggio è stato portato in elicottero a un ospedale locale per esami più approfonditi. “La NASA aveva già organizzato il trasferimento per usare al meglio le risorse mediche a terra”, spiega Montalbano. Dopo una notte di osservazione, i quattro saranno trasferiti al Johnson Space Center di Houston per i controlli post-missione di routine. Le condizioni di tutti sono stabili, assicurano i responsabili.

Un evento raro nella storia della ISS

Un ritorno anticipato per motivi medici dalla Stazione Spaziale Internazionale è una cosa che non si vede spesso. In 25 anni di attività della ISS, non era mai successo che un problema di salute costringesse a tornare prima del previsto. Gli ultimi casi risalgono agli anni Settanta e Ottanta: nel 1976 il cosmonauta Vitaly Zholobov sulla stazione Salyut-5; nel 1985 Vladimir Vasyutin sulla Salyut-7. Da allora, i controlli sanitari sono diventati molto più severi, con esami approfonditi e quarantene obbligatorie prima del lancio.

Equipaggio ridotto sulla ISS in attesa della Crew 12

Con il ritorno a terra della Crew 11, sulla ISS sono rimasti solo tre astronauti: il comandante Sergey Kud-Sverchkov e l’ingegnere di volo Sergei Mikaev, entrambi di Roscosmos, e l’ingegnere di volo Christopher Williams della NASA. La situazione tornerà alla normalità fra poche settimane, con l’arrivo della Crew 12. Nel frattempo, la stazione proseguirà le attività con un equipaggio ridotto.

Nessun allarme sulla salute degli astronauti

La NASA assicura che non ci sono motivi di particolare preoccupazione per gli astronauti rientrati. “Le condizioni sono stabili e non ci sono rischi immediati”, ha confermato Isaacman. Rimane riservata la natura del problema e l’identità dell’astronauta coinvolto.

La missione Crew 11 si chiude con un episodio raro nella storia dell’esplorazione spaziale. Ora tutti gli occhi sono puntati su Houston, dove nei prossimi giorni si completeranno gli esami medici sull’equipaggio.