Caccia in volo per un allarme bomba: l’atterraggio d’emergenza rivela un falso allerta

Caccia in volo per un allarme bomba: l'atterraggio d'emergenza rivela un falso allerta

Caccia in volo per un allarme bomba: l'atterraggio d'emergenza rivela un falso allerta

Matteo Rigamonti

Gennaio 16, 2026

Barcellona, 16 gennaio 2026 – Un aereo della Turkish Airlines in viaggio da Istanbul a Barcellona ha dovuto fare ieri, lunedì 15 gennaio, un atterraggio d’emergenza all’aeroporto El Prat dopo che a bordo è scattato un allarme bomba. L’episodio, confermato dall’ente di gestione aeroportuale Aena con una nota sui social, ha coinvolto il volo TK1853. Sono intervenute le forze di sicurezza spagnole e due caccia militari. Solo dopo i controlli si è scoperto che si trattava di uno scherzo.

Allarme in volo: paura a bordo e atterraggio d’emergenza

Il volo, un Airbus A321, era partito da Istanbul alle 8.45 ora locale e si avvicinava a Barcellona quando, poco prima delle 11.30, è stata segnalata una “minaccia in volo”. Il comandante ha ricevuto la notizia di un possibile ordigno a bordo. A bordo si è subito sentita la tensione: qualcuno aveva visto un messaggio sospetto sullo schermo di uno smartphone e ha avvisato il personale di cabina.

La Protezione Civile della Catalogna ha subito attivato il piano Aerocat, previsto per le emergenze negli aeroporti. Nel frattempo, due caccia militari sono decollati dalla base di Saragozza per scortare l’aereo negli ultimi minuti di volo. “Abbiamo seguito le procedure di sicurezza”, ha spiegato un portavoce dell’Aeronautica spagnola, “per proteggere passeggeri ed equipaggio”.

Atterraggio e evacuazione sotto controllo

L’aereo è atterrato senza problemi sulla pista principale di El Prat alle 11.52. I passeggeri sono stati fatti scendere uno alla volta, con la supervisione della Guardia Civil e della polizia catalana. “Non c’è stato panico”, ha raccontato Anna R., una viaggiatrice italiana a bordo. “Ci hanno chiesto di lasciare tutto sui sedili e uscire con calma”.

Sul piazzale, squadre specializzate hanno controllato l’aereo e i bagagli. Nessun ordigno è stato trovato. “Abbiamo seguito il protocollo standard per questi casi”, ha confermato un funzionario della polizia aeroportuale. Dopo oltre un’ora di verifiche è arrivata la conferma: nessun pericolo.

Uno scherzo che poteva costare caro

Secondo le prime indagini, l’allarme è partito da un messaggio scritto per gioco da un giovane passeggero sul suo telefono. La frase, che parlava di una bomba, è stata vista da un altro viaggiatore accanto, che ha subito avvisato l’equipaggio. Da lì è partita la catena di segnalazioni e l’attivazione del protocollo d’emergenza.

“Non pensavo che qualcuno avrebbe preso sul serio quella frase”, ha detto il ragazzo durante l’interrogatorio. Le autorità stanno valutando se prendere provvedimenti contro di lui: “Anche uno scherzo può avere conseguenze penali”, ha ricordato una fonte della polizia catalana.

Ritardi e reazioni tra i passeggeri

L’allarme ha provocato ritardi a catena a El Prat, con almeno sei voli in partenza spostati tra mezzogiorno e le 14. I passeggeri del volo Turkish Airlines sono stati assistiti dal personale e hanno potuto ripartire solo nel pomeriggio.

Sui social, molti hanno espresso sollievo per il lieto fine, ma anche fastidio per quanto accaduto. “Non si scherza su queste cose”, ha scritto un utente su X (ex Twitter), mentre altri hanno chiesto pene più dure per chi scatena falsi allarmi.

La compagnia aerea ha annunciato che farà una relazione interna sull’episodio: “La sicurezza viene prima di tutto”, hanno detto da Turkish Airlines, “ma serve anche responsabilità da parte dei passeggeri”.

Minacce in volo, un problema che non si ferma

L’episodio riporta al centro del dibattito le minacce in volo e come si gestiscono le emergenze negli aeroporti europei. Nel 2025, secondo l’Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA), sono stati segnalati oltre 40 falsi allarmi bomba su voli commerciali in Europa.

La procura di Barcellona ha aperto un fascicolo conoscitivo. Le autorità mantengono alta la guardia: “Non possiamo permetterci leggerezze”, ha detto un funzionario del Ministero dell’Interno spagnolo. Ma come dimostra questa storia, basta poco – anche una frase scritta per gioco – per far scattare un’intera macchina di emergenza, costosa e complessa.