L’Aquila, 16 gennaio 2026 – Ieri sera la Corte d’Assise dell’Aquila ha inflitto 5 anni e 6 mesi di carcere a Anan Yaeesh, cittadino palestinese, accusato di associazione con finalità di terrorismo. La sentenza, letta dal presidente Giuseppe Romano Gargarella dopo circa sei ore di camera di consiglio, è arrivata poco dopo le 19. In aula si respirava un’aria tesa: tra il pubblico c’erano anche alcuni manifestanti pro Palestina, che hanno reagito con forza alla decisione dei giudici.
Condanna per Yaeesh, assolti gli altri due imputati
Il verdetto ha riguardato tre persone: oltre a Yaeesh, erano sotto processo Ali Irar e Mansour Doghmosh, entrambi assolti. Yaeesh, che si trova in carcere a Melfi, ha seguito la lettura della sentenza in videocollegamento. Irar e Doghmosh invece erano presenti in aula, seduti accanto ai loro avvocati. Al momento della lettura del dispositivo, alcuni sostenitori palestinesi hanno protestato ad alta voce, definendo la condanna una “sentenza politica”. Uno di loro è stato poi allontanato dalla polizia.
Le richieste dell’accusa e la difesa che punta all’assoluzione
Durante il processo, il pubblico ministero aveva chiesto pene molto più pesanti: 12 anni per Yaeesh, 9 per Irar e 7 per Doghmosh. Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe avuto legami con ambienti estremisti e progettato azioni riconducibili al terrorismo internazionale. Le difese, invece, hanno contestato tutto, sostenendo che non c’erano prove concrete e chiedendo l’assoluzione piena. “Non ci sono elementi che colleghino i miei assistiti a organizzazioni terroristiche”, ha detto l’avvocato di Irar, Maria Grazia D’Angelo.
Chi è Yaeesh e come sono andate le indagini
Dagli atti emerge che Yaeesh sarebbe stato il punto di riferimento dell’organizzazione al centro dell’inchiesta. Le indagini, partite nel 2023 grazie alla Digos dell’Aquila e alla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, hanno portato all’arresto dei tre dopo mesi di intercettazioni e pedinamenti. Gli inquirenti hanno raccolto materiale informatico e documenti considerati sospetti, ma – come ribadito dalla difesa – non sono mai saltati fuori piani concreti per attentati in Italia.
Sentenza in arrivo: i prossimi passi
Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni. Solo allora si potrà capire nel dettaglio perché Yaeesh è stato condannato e gli altri due assolti. “Aspettiamo di leggere le motivazioni per valutare un possibile ricorso in appello”, ha detto l’avvocato di Yaeesh, Paolo Rinaldi. La procura si è detta soddisfatta per la conferma dell’accusa nei confronti del principale imputato, pur prendendo atto delle assoluzioni.
Fuori dal tribunale, tensione e solidarietà
Nel tardo pomeriggio, fuori dal tribunale, una ventina di persone si sono radunate con bandiere palestinesi e cartelli contro quella che hanno definito la “criminalizzazione della solidarietà”. C’è chi ha espresso delusione per la condanna di Yaeesh e chi invece ha accolto con sollievo le assoluzioni. “Non ci fermiamo qui”, ha detto una giovane attivista ai giornalisti, “continueremo a chiedere giustizia per chi viene accusato senza prove”. La questura ha seguito la situazione senza segnalare problemi.
Un caso che fa discutere a livello nazionale
Il processo ha attirato l’attenzione non solo in Abruzzo ma anche tra associazioni per i diritti civili e comunità straniere in Italia. Nei prossimi giorni sono previste reazioni da parte delle principali organizzazioni umanitarie. La vicenda resta aperta: questa sentenza della Corte d’Assise dell’Aquila è solo il primo capitolo di un caso che, tra accuse di terrorismo e rivendicazioni politiche, continua a far discutere.
