Milano, 16 gennaio 2026 – Un antibiotico di ultima generazione è stato messo a disposizione dei medici dell’ospedale Niguarda di Milano per curare i giovani gravemente feriti nell’incendio di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. La decisione, arrivata nelle ultime ore da Regione Lombardia, segue giorni di lavoro senza sosta degli specialisti, preoccupati dal rischio di infezioni che mettono a rischio la vita dei pazienti ustionati. Il farmaco, non ancora disponibile in Italia, è stato ottenuto grazie a una collaborazione tra più regioni e strutture sanitarie.
Antibiotico sperimentale, una risposta urgente
La notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio un incendio ha distrutto un edificio a Crans-Montana, ferendo gravemente diversi giovani italiani. Da quel momento, i medici del Niguarda, guidati dalla professoressa Alessandra Bandera e dal professor Giacomo Grasselli, sono in una corsa contro il tempo. “I pazienti con ustioni gravi sono molto esposti al rischio di infezioni, soprattutto ai polmoni, quando hanno inalato fumo”, spiega Guido Bertolaso, assessore regionale al Welfare. In questi casi, la pelle non fa più da barriera ai batteri, e ogni ora che passa aumenta il pericolo di complicazioni.
La risposta delle istituzioni: un lavoro di squadra tra regioni
Per far fronte all’emergenza, Regione Lombardia ha contattato direttamente la casa produttrice del nuovo antibiotico e ha attivato una rete di ospedali italiani per la ricerca. Nel frattempo, dalla Liguria è arrivato un primo aiuto concreto: il Policlinico San Martino di Genova, dove lavora l’infettivologo Matteo Bassetti, ha fornito il farmaco sperimentale richiesto dai colleghi milanesi. Si tratta del Sulbactam-durlobactam (nome commerciale Xacduro), un antibiotico innovativo pensato per combattere infezioni gravi da Acinetobacter baumannii resistente ai carbapenemi (Crab).
Un’arma contro i batteri più resistenti
Come ha spiegato Bassetti sui social, “il farmaco è stato messo a disposizione dopo la richiesta della professoressa Bandera e del professor Grasselli del Policlinico di Milano, che volevano usarlo su uno dei pazienti ricoverati”. Il caso riguarda un’infezione da Acinetobacter baumannii resistente a tutti gli antibiotici disponibili in Italia. “Le infezioni sono la complicanza più temuta per chi ha ustioni gravi – aggiunge Bassetti – perché la pelle danneggiata non protegge più da batteri, funghi e altri agenti infettivi”.
Sanità pubblica e ricerca, un legame vitale
Secondo Bassetti, questa vicenda “dimostra quanto sia importante continuare a investire nella sanità pubblica, nella ricerca e nella collaborazione tra territori e regioni”. In situazioni come questa, la rapidità nel trovare farmaci innovativi può fare la differenza tra la vita e la morte. Il Sulbactam-durlobactam, già approvato negli Stati Uniti ma non ancora in commercio in Italia, è una delle poche armi efficaci contro batteri multiresistenti come l’Acinetobacter baumannii.
Condizioni stabili, ma la battaglia continua
Al momento, fonti ospedaliere confermano che le condizioni dei ragazzi ricoverati sono gravi ma stabili. Il nuovo antibiotico sarà somministrato nelle prossime ore, sotto stretto controllo medico. “Siamo in costante contatto con le famiglie – riferisce una fonte interna al Niguarda – e aggiorniamo tutti sugli sviluppi”. L’obiettivo è contenere l’infezione e dare ai giovani una reale possibilità di ripresa.
Quando la sanità fa rete, la risposta è più forte
L’incendio di Crans-Montana mette in luce le sfide che il sistema sanitario deve affrontare di fronte a batteri resistenti ai trattamenti tradizionali. Ma proprio la capacità di lavorare insieme, tra ospedali e regioni, ha permesso di superare ostacoli burocratici e agire con rapidità. È in momenti come questo che la medicina mostra il suo volto migliore: quello della collaborazione e della ricerca condivisa.
