Crew 11 lascia la Iss: inizia l’emozionante viaggio di ritorno sulla Terra

Crew 11 lascia la Iss: inizia l'emozionante viaggio di ritorno sulla Terra

Crew 11 lascia la Iss: inizia l'emozionante viaggio di ritorno sulla Terra

Matteo Rigamonti

Gennaio 16, 2026

Houston, 16 gennaio 2026 – La missione Crew 11 ha lasciato la Stazione Spaziale Internazionale nelle prime ore del 15 gennaio, anticipando il rientro a causa di un problema di salute che ha coinvolto uno degli astronauti. La navetta Crew Dragon Endeavour, costruita da SpaceX, si è staccata dal modulo Harmony alle 3:12 ora italiana, iniziando il viaggio verso la Terra. A bordo c’erano quattro astronauti: Zena Cardman (Nasa, comandante), Mike Fincke (Nasa, pilota), Kimiya Yui (Jaxa) e Oleg Platonov (Roscosmos).

Rientro anticipato: un problema di salute a bordo

La decisione di anticipare il rientro della Crew 11 è arrivata la sera del 14 gennaio, dopo che i medici della Nasa hanno notato un problema di salute non meglio precisato in uno degli astronauti. “Abbiamo valutato tutte le opzioni e deciso che tornare prima era la scelta più sicura”, ha spiegato Steve Stich, responsabile del programma Commercial Crew della Nasa, durante una conferenza stampa. Non sono stati forniti dettagli sulle condizioni dell’astronauta, ma fonti interne assicurano che la situazione è sotto controllo.

Ammaraggio tranquillo al largo della California

Il viaggio di ritorno della Crew Dragon Endeavour è durato poco più di sei ore. L’ammaraggio è avvenuto alle 9:41 ora italiana, nelle acque dell’Oceano Pacifico, a circa 50 chilometri dalla costa californiana. Le squadre di recupero della Nasa e di SpaceX erano già pronte sulle navi GO Navigator e Shannon, coordinate dalla base di Hawthorne. “Tutto si è svolto secondo i protocolli”, ha confermato un portavoce della Nasa. Appena usciti dalla capsula, gli astronauti sono stati subito sottoposti a controlli medici.

Un equipaggio che unisce quattro nazioni

La missione Crew 11 era partita a settembre dal Kennedy Space Center in Florida con un equipaggio internazionale: Zena Cardman, geologa e comandante alla prima esperienza spaziale; Mike Fincke, veterano con tre voli alle spalle; Kimiya Yui, ex pilota militare giapponese; e Oleg Platonov, ingegnere russo al suo debutto in orbita. Nei quattro mesi trascorsi sulla Stazione Spaziale Internazionale, hanno portato avanti esperimenti su materiali innovativi e fisiologia umana, oltre a numerose attività extraveicolari.

La Stazione ora con un equipaggio ridotto

Con la partenza della Crew 11, sulla ISS sono rimasti solo tre astronauti: il comandante russo Sergey Kud-Sverchkov, l’ingegnere di volo Sergei Mikaev (Roscosmos) e Christopher Williams (Nasa). È l’equipaggio ridotto della Expedition 74, che dovrà occuparsi della gestione quotidiana e della manutenzione fino all’arrivo della missione Crew 12, prevista tra circa un mese. “Non ci sono problemi operativi”, ha assicurato il centro di controllo di Mosca.

Il programma non cambia

Il rientro anticipato della Crew 11 non dovrebbe causare ritardi nelle attività della stazione. La Nasa ha confermato che gli esperimenti più importanti sono stati completati e che la rotazione degli equipaggi continuerà come previsto. “La sicurezza degli astronauti resta la nostra priorità”, ha ribadito Bill Nelson, amministratore dell’agenzia americana.

Reazioni e solidarietà

La notizia del rientro anticipato ha suscitato reazioni tra gli appassionati di spazio e nella comunità scientifica. Sui social, molti hanno espresso vicinanza all’equipaggio, augurando pronta guarigione all’astronauta coinvolto. “Sono professionisti pronti a ogni emergenza”, ha commentato l’astronauta italiana Samantha Cristoforetti su X.

In attesa di aggiornamenti sulle condizioni di salute dell’equipaggio, la missione Crew 11 si chiude con un rientro sicuro e senza incidenti. Un promemoria che lo spazio resta un ambiente difficile, dove preparazione e prontezza sono essenziali.