Milano, 16 gennaio 2026 – Un incendio è scoppiato questa mattina nel padiglione 16 dell’ospedale Sacco di Milano, costringendo medici, infermieri e vigili del fuoco a evacuare in fretta 130 pazienti e a bloccare tutte le visite nella zona colpita. Le fiamme, secondo i responsabili dell’ospedale, hanno colpito soprattutto l’Archivio Diagnostica, causando danni pesanti e distruggendo una buona parte delle cartelle cliniche conservate lì. Fortunatamente, nessuno è rimasto ferito o intossicato, ma la situazione ha richiesto un intervento immediato, partito poco dopo le 10 del mattino.
Evacuazione veloce, nessun ferito
L’allarme antincendio è scattato poco dopo le 10. Nel padiglione 16 c’erano decine di persone in attesa di visite o esami. Il personale sanitario – medici, infermieri, operatori – ha fatto il suo dovere alla svelta. “Abbiamo seguito il protocollo d’emergenza e fatto uscire tutti in pochi minuti”, ha raccontato una caposala che ha preferito restare anonima. I vigili del fuoco, arrivati con una trentina di uomini e diversi mezzi, hanno trovato già in corso l’evacuazione. Nessuno, né pazienti né dipendenti, ha riportato danni fisici. Qualche momento di paura, soprattutto tra gli anziani, come hanno raccontato alcuni testimoni.
Danni gravi all’archivio cartaceo
Le fiamme si sono propagate in fretta nell’Archivio Diagnostica, dove erano conservate migliaia di cartelle cliniche cartacee. Secondo le prime stime della direzione sanitaria, quasi metà dei documenti è andata distrutta o gravemente compromessa. “Stiamo cercando di capire bene l’entità della perdita – ha detto il direttore sanitario, dottor Marco Bellini – ma si tratta di un danno serio per la memoria clinica dell’ospedale”. L’archivio si trova al piano terra, vicino agli ambulatori dove si fanno le visite. Alcuni operatori hanno raccontato di aver visto uscire il fumo dalle porte poco prima dell’allarme.
Cause dell’incendio ancora da chiarire
Al momento non si sa ancora cosa abbia causato l’incendio. Le indagini sono aperte e nessuna pista è esclusa. Da fonti vicine ai vigili del fuoco filtra però che potrebbe trattarsi di un guasto elettrico. “Non ci sono segnali chiari di dolo”, ha spiegato uno degli ufficiali impegnati nelle operazioni di bonifica. I tecnici stanno lavorando per mettere in sicurezza l’area e controllare la stabilità delle strutture danneggiate. Nel frattempo, gli ambulatori del padiglione 16 restano chiusi e il personale sta organizzando il trasferimento temporaneo delle attività in altri reparti.
Disagi e gestione delle visite sospese
La chiusura degli ambulatori ha fatto saltare tutte le visite programmate per oggi. Il Cup dell’ospedale, il centro prenotazioni, ha cominciato a chiamare i pazienti per informarli e riprogrammare gli appuntamenti. “Ci scusiamo per il disagio, ma la sicurezza viene prima di tutto”, ha detto una dipendente del centralino. Alcuni utenti arrivati stamattina per controlli fissati da tempo hanno mostrato comprensione, ma anche un po’ di preoccupazione per i tempi di recupero.
Operazioni di bonifica e tempi di recupero
Verso mezzogiorno, i vigili del fuoco erano ancora al lavoro per mettere in sicurezza i locali colpiti dall’incendio. L’odore acre del fumo si sentiva anche fuori dal padiglione. La direzione sanitaria ha spiegato che serviranno alcuni giorni per valutare i danni e riportare tutto alla normalità. Nel frattempo, l’obiettivo principale resta assicurare la continuità delle cure e ricostruire, per quanto possibile, la documentazione clinica andata persa.
Reazioni e prossimi passi
La notizia dell’incendio all’ospedale Sacco si è diffusa in fretta nel quartiere nord-ovest di Milano. Alcuni parenti sono corsi in ospedale per sapere come stavano i loro cari. “Ho visto il fumo da lontano e mi sono preoccupata molto”, ha raccontato una donna in attesa di notizie sulla madre ricoverata in un altro padiglione. La direzione ha assicurato che prenderà tutte le misure necessarie per evitare che succeda di nuovo e che verrà fatta una verifica approfondita degli impianti elettrici in tutta la struttura.
Mentre si attendono i risultati delle indagini, resta alta l’attenzione sulla sicurezza degli ospedali milanesi e sulla protezione dei dati sanitari dei pazienti.
