Gualtieri dà il via libera al termovalorizzatore: un passo decisivo per la sostenibilità energetica

Gualtieri dà il via libera al termovalorizzatore: un passo decisivo per la sostenibilità energetica

Gualtieri dà il via libera al termovalorizzatore: un passo decisivo per la sostenibilità energetica

Matteo Rigamonti

Gennaio 16, 2026

Roma, 16 gennaio 2026 – Il commissario straordinario di governo Roberto Gualtieri ha firmato oggi l’ordinanza che chiude, con esito positivo, la conferenza dei servizi sul progetto del termovalorizzatore di Roma. Un passaggio atteso da mesi, sia nei palazzi della politica che nei quartieri coinvolti, che segna una svolta importante nella gestione dei rifiuti della Capitale.

Ok al termovalorizzatore: cosa cambia davvero

Con la firma di stamattina, il provvedimento autorizzatorio unico regionale/commissariale (PAUR) è diventato ufficiale. Insieme, sono state rilasciate la valutazione di impatto ambientale (VIA) e l’autorizzazione integrata ambientale (AIA), due passaggi tecnici essenziali per far partire i lavori. La notizia è arrivata poco dopo le 10, quando dal Campidoglio è uscita una nota che ha subito catturato l’attenzione degli addetti ai lavori e dei residenti della zona.

Il progetto, che prevede la costruzione dell’impianto a Santa Palomba, nella parte sud della città, ha animato un acceso dibattito pubblico negli ultimi mesi. Le opposizioni avevano messo in dubbio l’impatto ambientale e la reale utilità dell’impianto. Ma la conclusione positiva della conferenza dei servizi è vista dagli esperti come un punto di svolta.

Gualtieri: “Un passo decisivo per Roma”

“Oggi facciamo un passo importante verso il termovalorizzatore, che permetterà a Roma di gestire i propri rifiuti in autonomia”, ha detto il commissario e sindaco Roberto Gualtieri. Secondo lui, l’impianto ridurrà la dipendenza dagli impianti di altre regioni e taglierà i costi legati al trasporto fuori regione.

Le associazioni ambientaliste non hanno tardato a rispondere. Nel primo pomeriggio, Legambiente Lazio ha diffuso un comunicato: “Seguiremo con attenzione ogni fase, chiedendo trasparenza e garanzie sulla salute pubblica”. Anche vari comitati di quartiere hanno espresso preoccupazione per il possibile aumento del traffico e per la qualità dell’aria nel sud della città.

Un percorso lungo e travagliato

Il via libera non è arrivato senza difficoltà. La conferenza dei servizi, partita nel 2025, ha raccolto osservazioni da enti locali, cittadini e associazioni. Sono serviti diversi incontri tecnici e sopralluoghi, alcuni anche in orari serali per coinvolgere i residenti. Solo così si è arrivati al parere favorevole.

Dal Campidoglio fanno sapere che il termovalorizzatore potrà trattare circa 600mila tonnellate di rifiuti all’anno. L’impianto dovrebbe entrare in funzione entro il 2028, a meno di ritardi dovuti a ricorsi o imprevisti tecnici. “Abbiamo lavorato per rispettare tutte le norme ambientali europee”, ha spiegato un tecnico comunale coinvolto nel progetto.

Cosa succede adesso?

Con le autorizzazioni pronte, parte la fase operativa. Nei prossimi mesi si terranno le gare per affidare i lavori e scegliere le imprese che costruiranno l’impianto. L’obiettivo dell’amministrazione è chiaro: ridurre di molto il ricorso alle discariche e agli impianti fuori regione, che oggi pesano ancora per oltre il 30% nella gestione dei rifiuti romani.

Il tema resta caldo anche in Consiglio comunale. Alcuni consiglieri di opposizione hanno chiesto un controllo continuo sull’avanzamento dei lavori e sull’impatto occupazionale. “La città deve essere informata passo dopo passo”, ha detto in aula la consigliera Francesca Del Vecchio (PD).

Una sfida che Roma deve affrontare

Il termovalorizzatore è una delle sfide più grandi per la Capitale degli ultimi anni. Solo quando sarà operativo si potrà capire se davvero risolverà il problema dei rifiuti o se lo sposterà altrove. Nel frattempo, tra speranze e dubbi, Roma guarda ai prossimi mesi con molta attenzione.