Lollobrigida: la nostra qualità conquista i mercati internazionali

Lollobrigida: la nostra qualità conquista i mercati internazionali

Lollobrigida: la nostra qualità conquista i mercati internazionali

Matteo Rigamonti

Gennaio 16, 2026

Bologna, 16 gennaio 2026 – Il governo italiano ha ottenuto garanzie importanti per l’agricoltura durante i negoziati sull’accordo con il Mercosur. A dirlo è stato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, intervenuto oggi a Marca by BolognaFiere & Adm, la fiera internazionale dedicata alla Marca del Distributore. L’evento, inaugurato questa mattina nei padiglioni di BolognaFiere, è ormai un appuntamento imprescindibile per chi lavora nel mondo della Private Label e ha richiamato tanti operatori del settore agroalimentare.

Export in crescita: il sistema Italia resiste

Secondo Lollobrigida, il sistema agroindustriale italiano sta dimostrando di saper imporre la qualità italiana sui mercati esteri, smentendo le previsioni negative diffuse nei mesi scorsi. “I dati sono piuttosto rassicuranti – ha detto – non vediamo il calo netto che ci aspettavamo”. Il riferimento è alle stime del 2025, che prevedevano una flessione dell’export agroalimentare a causa delle tensioni geopolitiche e dell’incertezza sui dazi.

Il ministro ha spiegato che questa crescita è frutto di un lavoro condiviso tra istituzioni, imprese e associazioni di categoria. “Il governo sostiene un modello di collaborazione tra pubblico e privato”, ha dichiarato, sottolineando come l’Italia abbia ripreso a giocare un ruolo da protagonista sia sul piano commerciale che in quello delle scelte strategiche a livello europeo.

Dazi, dollaro debole e cosa aspettarsi nel 2026

Durante il suo intervento, Lollobrigida ha ricordato che il sistema dei dazi nel mondo resta molto complesso. “Basta guardare ai dazi americani e alla debolezza del dollaro”, ha osservato. Nel 2025 molte aziende italiane hanno fatto scorte di materie prime e prodotti finiti, riempiendo i magazzini in vista di possibili cambiamenti tariffari. Questo potrebbe pesare sull’export nel 2026, ma – ha aggiunto il ministro – “nel biennio ci aspettiamo comunque una crescita delle esportazioni, anche verso gli Stati Uniti”.

La strategia del governo punta a mantenere i mercati già conquistati, consolidandoli, e ad aprirne di nuovi. Un approccio che si riflette anche nel modo in cui si sta lavorando sull’accordo con il Mercosur.

Mercosur: accordo rivisto e garanzie per gli agricoltori

Lollobrigida ha spiegato che l’accordo con il Mercosur non è quello che si immaginava un anno fa. “L’Italia ha chiesto e ottenuto garanzie precise per l’agricoltura”, ha detto. In pratica, si passa da un possibile taglio del 23% delle risorse per il settore a un aumento dei fondi destinati agli agricoltori italiani. “È un segnale concreto che mette al sicuro il sistema rispetto alle paure che circolavano”, ha aggiunto.

Il ministro ha poi rimarcato l’importanza di avere regole chiare a tutela degli agricoltori italiani, soprattutto in un quadro di accordi internazionali che puntano a rafforzare la presenza sui mercati esteri. Il Sudamerica è considerato un mercato “importante e strategico” per l’Italia, soprattutto per prodotti come vino, formaggi e olio.

Protezione delle indicazioni geografiche e battaglia contro l’italian sounding

Un punto chiave dell’accordo riguarda la difesa delle indicazioni geografiche e la lotta all’italian sounding. “L’industria e il mondo agricolo sono favorevoli perché così si garantiscono meglio le nostre eccellenze e si combattono le imitazioni”, ha spiegato Lollobrigida. Un esempio concreto: con l’accordo, il ‘Parmesan’ prodotto negli Stati Uniti non potrà più entrare nei mercati sudamericani.

Regole chiare e controlli severi sui prodotti importati

Il ministro ha infine messo l’accento sulla necessità di regole di reciprocità tra Europa e paesi terzi. “Non è possibile imporre norme rigide in Europa se poi chi importa non le rispetta”, ha detto. Ha assicurato che saranno fatti controlli rigorosi sull’uso di fitofarmaci e antibiotici vietati in Europa, anche sui prodotti importati. Tutto questo per proteggere sia le imprese italiane che i consumatori.

In sintesi, la posizione italiana sull’accordo con il Mercosur sembra aver trovato un equilibrio tra apertura ai mercati internazionali e difesa delle specificità dell’agricoltura nazionale. Un risultato che, nelle intenzioni del governo, dovrebbe rafforzare la competitività dell’agroalimentare italiano nei prossimi anni.