Tokyo, 16 gennaio 2026 – Giorgia Meloni e Sanae Takaichi si sono incontrate oggi al Kantei di Tokyo, segnando un momento storico nelle relazioni tra Italia e Giappone: per la prima volta, entrambe le nazioni sono guidate da una donna. “Con Sanae condividiamo il fatto di essere le prime donne a guidare i nostri popoli. È un grande onore, ma anche una grande responsabilità”, ha detto la presidente del Consiglio italiano durante la conferenza stampa congiunta, poco dopo le 11 ora locale.
Leader donne, un segnale forte e una grande responsabilità
Nella sala stampa del palazzo del governo giapponese l’atmosfera era quasi familiare. Meloni e Takaichi si sono scambiate un sorriso prima di prendere la parola. “Questa responsabilità – ha aggiunto Meloni – la possiamo affrontare con un atteggiamento che nella cultura giapponese si riassume in una parola che trovo molto bella: ganbaru”. La premier italiana ha spiegato che questo termine non vuol dire solo “dare il massimo”, ma “andare oltre il massimo, cercare sempre di superare i propri limiti, senza accontentarsi mai”.
Un modo di vedere le cose che, per Meloni, vale tanto in politica quanto nella vita di tutti i giorni. “È questo l’approccio giusto – ha concluso – per lavorare per il bene dei nostri popoli, due grandi nazioni con storie importanti, che possono tornare protagoniste”.
Cooperazione e futuro al centro del confronto
Il faccia a faccia tra le due leader è iniziato poco dopo le 9 nella residenza ufficiale del primo ministro giapponese. Al centro del dialogo, cooperazione economica, innovazione tecnologica e sicurezza internazionale. Fonti diplomatiche italiane riferiscono che si è parlato anche di catene di approvvigionamento e della necessità di rafforzare i legami commerciali tra Europa e Asia.
“L’Italia guarda con interesse alle opportunità offerte dal Giappone nel settore tecnologico”, ha spiegato un funzionario presente all’incontro. Dalla sua, Takaichi ha sottolineato l’importanza di lavorare insieme anche su cultura e scienza, ricordando i numerosi scambi accademici tra università italiane e giapponesi.
Il valore simbolico di due donne al vertice
Non è passato inosservato il peso simbolico di questa visita. In Giappone, dove le donne ai vertici politici sono ancora un’eccezione, Sanae Takaichi – in carica da meno di un anno – rappresenta una novità. “Vedere due donne al comando di Paesi così diversi è un segnale importante”, ha detto una giornalista locale all’uscita dalla sala stampa.
Meloni ha voluto sottolineare il significato di questo momento storico. “Non è solo una questione di genere – ha spiegato ai cronisti italiani a Tokyo –. Essere le prime porta una responsabilità in più: dobbiamo dimostrare che il cambiamento è possibile e che può portare risultati concreti”.
“Ganbaru”, una lezione dalla cultura giapponese per l’Europa
Il richiamo a ganbaru non è stato casuale. Meloni ha raccontato di aver scoperto questa parola durante i preparativi per la visita. “Mi ha colpito perché racchiude uno spirito di perseveranza che penso possa essere utile anche a noi europei”, ha confidato la premier. Un invito a non fermarsi mai ai traguardi raggiunti, ma a puntare sempre più in alto.
Nel pomeriggio, Meloni visiterà il quartiere di Akihabara insieme a una delegazione di imprenditori italiani attivi nel digitale. Previsto anche un incontro con studenti universitari italiani che vivono a Tokyo.
Verso una collaborazione più stretta
Palazzo Chigi fa sapere che nei prossimi mesi Italia e Giappone lavoreranno insieme su una serie di progetti legati a transizione verde, intelligenza artificiale e sicurezza energetica. “Siamo convinti che questa collaborazione porterà vantaggi concreti ai nostri cittadini”, ha detto Meloni prima di lasciare il Kantei.
La giornata si è chiusa con una cena ufficiale all’ambasciata italiana. Tra piatti tradizionali e brindisi, l’atmosfera era rilassata. Ma la posta in gioco resta alta: rafforzare un’alleanza strategica in un momento delicato per gli equilibri globali.
