Milano, 16 gennaio 2026 – Piccole vibrazioni simili a micro-terremoti, generate da un laser su un chip, potrebbero cambiare per sempre il modo in cui funzionano gli smartphone e molti altri apparecchi elettronici. La scoperta, pubblicata su Nature, arriva da un team guidato dall’Università dell’Arizona e dall’Università del Colorado a Boulder. Matt Eichenfield, che ha coordinato lo studio, spiega che questa tecnologia potrebbe portare a telefoni più piccoli, più veloci e più efficienti. Ma non solo: anche telecomandi, ricevitori GPS e radar potrebbero trarne vantaggio.
Onde acustiche di superficie: cosa sono e perché fanno la differenza
Al centro della ricerca ci sono le cosiddette onde acustiche di superficie. Sono vibrazioni che, a differenza delle onde sonore comuni, si muovono solo sulla superficie esterna di un materiale. “I terremoti producono onde di questo tipo che si propagano sulla crosta terrestre”, racconta Eichenfield. “Possono essere molto distruttive. Ma a scala microscopica, questo fenomeno è alla base di tante tecnologie moderne”. Nei smartphone, per esempio, queste onde vengono usate come filtro: trasformano i segnali radio in vibrazioni minuscole, aiutando i chip a eliminare rumori e interferenze quando si manda un messaggio o si fa una chiamata.
La novità: un laser su chip più piccolo e semplice
La vera rivoluzione è nel modo in cui queste onde acustiche vengono create. Finora servivano due chip separati e una fonte di energia dedicata. Ora, invece, i ricercatori hanno messo a punto un dispositivo lungo appena mezzo millimetro: un laser che produce queste micro-vibrazioni direttamente su un solo chip, alimentato da una semplice batteria. Nei primi test, le onde si sono mosse a velocità incredibili, miliardi di volte al secondo. “E possiamo aumentare ancora questa velocità”, aggiunge Eichenfield durante la presentazione.
Cosa cambia per smartphone e dispositivi wireless
Le possibilità pratiche sono tante. Se la tecnologia entrerà in produzione – e i primi esperimenti sono incoraggianti – gli smartphone potranno diventare ancora più compatti e performanti. Ma non solo: anche telecomandi per garage, ricevitori GPS e sistemi radar potrebbero migliorare. “L’idea è semplificare l’interno dei dispositivi”, spiega uno dei ricercatori del Colorado, “riducendo il numero di componenti e consumando meno energia”.
Prospettive e sfide davanti a noi
Al momento, la tecnologia è ancora in fase di prova. I dati pubblicati su Nature arrivano da test fatti in laboratorio, con chip creati apposta e condizioni controllate. Però gli scienziati sono sicuri che la produzione su larga scala è solo questione di tempo. “Ci sono ancora problemi tecnici da risolvere”, ammette Eichenfield, “ma la direzione è chiara”. Le prime stime parlano di prototipi commerciali che potrebbero arrivare entro pochi anni.
Un salto in avanti per l’elettronica di consumo
Le onde acustiche di superficie non sono una novità, ma il metodo del team americano segna un passo avanti importante. Mettere tutto su un unico chip, senza bisogno di componenti extra, potrebbe rivoluzionare non solo gli smartphone, ma anche tanti altri dispositivi elettronici. “È un modo diverso di fare le cose rispetto al passato”, conclude uno degli autori, “e apre nuove strade per l’elettronica del futuro”.
Per ora, la comunità scientifica segue con attenzione. E mentre le aziende cominciano a guardare con interesse alle possibili applicazioni, nei laboratori dell’Arizona e del Colorado si continua a lavorare per migliorare la tecnologia. Un passo alla volta, tra micro-vibrazioni e laser invisibili.
