Scopri la pista di prova per la rivoluzione dell’internet quantistica

Scopri la pista di prova per la rivoluzione dell'internet quantistica

Scopri la pista di prova per la rivoluzione dell'internet quantistica

Matteo Rigamonti

Gennaio 16, 2026

Napoli, 16 gennaio 2026 – Un laboratorio all’avanguardia per mettere alla prova fotoni e qubit, le unità di informazione che promettono di rivoluzionare la rete: ieri è stato inaugurato il Quantum Internet Testbed all’Università Federico II di Napoli. Un progetto unico in Europa che punta a trasformare la ricerca quantistica in servizi concreti per cittadini e imprese. L’obiettivo è semplice: creare un ponte tra università e aziende, offrendo uno spazio dove sperimentare comunicazioni ultra-sicure basate sulle leggi della fisica quantistica.

Il banco di prova della comunicazione quantistica

Nel cuore del campus, tra laboratori e aule piene, il nuovo Quantum Internet Testbed si presenta come una vera e propria pista di prova per soluzioni innovative nella comunicazione criptata. “Non si tratta solo di testare prodotti e sistemi per la sicurezza,” spiega Angela Sara Cacciapuoti, responsabile scientifica del progetto insieme a Marcello Caleffi. “Vogliamo collegare tra loro due o più computer quantistici, usando la connettività fornita dai quanti”. Secondo Cacciapuoti, questa interconnessione potrebbe superare i limiti attuali dei computer quantistici e aprire nuove strade.

Il progetto si basa sui fotoni entangled, particelle di luce strettamente collegate, capaci di garantire comunicazioni praticamente inviolabili. A questi si affianca una nuova generazione di ripetitori quantistici, pensati per migliorare l’integrazione tra reti quantistiche e tradizionali. “Qui possiamo testare la trasmissione dei qubit,” aggiunge Caleffi, “e capire come queste tecnologie possano dialogare con le infrastrutture che già usiamo”.

Ricerca e industria: un’alleanza necessaria

Il Quantum Internet Testbed nasce grazie ai fondi del PNRR e alla collaborazione con la Fondazione Restart. L’obiettivo è chiaro: trasformare l’eccellenza scientifica italiana in capacità industriale. “Abbiamo scelto tecnologie già pronte per essere usate in ambito produttivo,” sottolinea Caleffi durante la giornata inaugurale. Tra i partner ci sono nomi importanti come IBM, TIM, Leonardo e Thales Alenia Space, segno di un interesse crescente da parte del settore privato.

Nel corso dell’evento si è parlato molto dell’importanza di un dialogo continuo tra ricerca e impresa. “Solo così possiamo velocizzare il passaggio delle innovazioni dal laboratorio al mercato,” ha detto un rappresentante di IBM. Si è discusso anche di formazione e della necessità di definire standard condivisi.

Le istituzioni al fianco del progetto: investimenti e regole chiare

A sottolineare il valore strategico dell’iniziativa è intervenuto, con un video messaggio, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per l’Innovazione, Alessio Butti. “Quando parliamo di quantum, parliamo di protezione delle comunicazioni, difesa delle infrastrutture critiche, gestione delle catene del valore digitali e fiducia in una società basata sui dati,” ha detto Butti. Passare dalle reti tradizionali a quelle quantistiche richiede investimenti mirati, sia nelle infrastrutture sia nella ricerca, e una collaborazione stabile tra pubblico e privato.

Butti ha insistito sull’importanza di “creare un linguaggio comune” tra fisici, ingegneri, legislatori e gestori di rete. Solo così si potrà costruire una vera comunità nazionale del quantum, capace di lavorare con lo spirito europeo e trasformare i risultati della ricerca in standard e buone pratiche condivise. “Il Testbed – ha concluso – deve diventare una piattaforma nazionale di apprendimento”.

Verso una rete ultra-sicura tutta italiana

L’avvio del Quantum Internet Testbed rappresenta un passo concreto verso la nascita di una internet quantistica italiana, dove sicurezza delle comunicazioni e protezione dei dati saranno priorità assolute. Nei prossimi mesi, ricercatori e aziende potranno usare questa infrastruttura per sviluppare soluzioni che potrebbero cambiare il modo in cui ci connettiamo e comunichiamo.

Per ora, nei corridoi della Federico II si respira un cauto ottimismo. “Siamo solo all’inizio,” ammette Cacciapuoti. Ma la sensazione è che Napoli abbia conquistato un ruolo centrale nella corsa europea alla quantum internet. E che da qui possa partire una nuova stagione per l’innovazione digitale italiana.