Takaichi ringrazia l’Italia per Osaka e punta al Green Expo 2027

Takaichi ringrazia l'Italia per Osaka e punta al Green Expo 2027

Takaichi ringrazia l'Italia per Osaka e punta al Green Expo 2027

Matteo Rigamonti

Gennaio 16, 2026

Tokyo, 16 gennaio 2026 – Il Giappone ha voluto ringraziare l’Italia per il ruolo decisivo nell’Esposizione universale di Osaka, terminata lo scorso ottobre. A dirlo questa mattina è stata la prima ministra giapponese, Sanae Takaichi, durante l’incontro ufficiale con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella residenza del primo ministro, il Kantei, nel cuore di Tokyo.

L’Italia brilla all’Expo di Osaka

Appena iniziato il colloquio, poco dopo le 9 del mattino ora locale, Takaichi ha sottolineato il valore del Padiglione Italia all’Expo di Osaka, definendolo “un grande successo”. Ha ricordato il riconoscimento più importante ottenuto: il premio assoluto per lo sviluppo del tema assegnato dal Bureau International des Expositions (BIE). “Il padiglione italiano ha conquistato molti visitatori”, ha detto la premier giapponese, con un tono che, secondo chi era presente, tradiva soddisfazione e ammirazione per il lavoro fatto dagli italiani.

Il premio del BIE, massimo organismo internazionale per le esposizioni universali, ha confermato l’apprezzamento per l’Italia. Nei sei mesi di apertura, il padiglione ha accolto più di 2 milioni di visitatori, secondo i dati ufficiali. Un flusso costante, attirato tanto dall’architettura quanto dai contenuti esposti.

Italia e Giappone, un legame che cresce

Durante l’incontro, Meloni ha ribadito la volontà dell’Italia di rafforzare i legami con il Giappone, non solo sul piano culturale, ma anche su quello economico e tecnologico. “La nostra partecipazione all’Expo ha mostrato la voglia di lavorare insieme su progetti innovativi”, ha spiegato la presidente del Consiglio, sottolineando come i rapporti tra i due Paesi siano cresciuti molto negli ultimi anni.

Non è mancato un riferimento al prossimo grande evento internazionale: il Green Expo 2027 di Yokohama, a cui l’Italia ha già confermato la partecipazione. “Sarà un’altra occasione per mettere in mostra le eccellenze italiane e rafforzare il dialogo sulle sfide ambientali”, ha aggiunto Meloni. Fonti diplomatiche rivelano che l’Italia punterà molto su tecnologie sostenibili e innovazioni nelle energie rinnovabili.

Il significato della presenza italiana

Alla chiusura dell’Expo di Osaka, lo scorso ottobre, la delegazione italiana aveva già avuto un ruolo da protagonista. Il commissario generale per l’Italia, Paolo Glisenti, aveva definito il padiglione “un punto d’incontro tra culture”, capace di attrarre non solo giapponesi, ma turisti da tutto il mondo. “Abbiamo voluto raccontare l’Italia di oggi, con le sue radici profonde e la voglia di guardare avanti”, aveva detto Glisenti ai media locali.

I dati del BIE mostrano che l’edizione 2025 dell’Expo ha totalizzato oltre 28 milioni di visitatori, con una partecipazione straniera superiore a quanto previsto. Il padiglione italiano, progettato dallo studio milanese Carlo Ratti Associati, si è distinto per l’uso di materiali riciclati e installazioni interattive dedicate alla biodiversità.

Uno sguardo al futuro della collaborazione

L’incontro tra Takaichi e Meloni si inserisce in un quadro più ampio di rapporti che vedono Italia e Giappone impegnate su più fronti: dalla ricerca scientifica alla sicurezza alimentare, passando per la promozione delle industrie creative. “Crediamo che questa collaborazione possa portare vantaggi concreti a entrambe le società”, ha confidato una fonte vicina al governo italiano.

La partecipazione al Green Expo 2027 sarà un passo avanti in questa partnership sempre più stretta tra Roma e Tokyo. Le delegazioni stanno già lavorando ai dettagli logistici e ai contenuti da esporre. “Vogliamo portare a Yokohama il meglio della nostra ricerca sulla sostenibilità”, ha assicurato Meloni prima di lasciare il Kantei.

In attesa del prossimo grande appuntamento, resta forte il messaggio arrivato oggi da Tokyo: l’Italia è riconosciuta come un interlocutore chiave nel dialogo culturale e tecnologico con il Giappone. Un rapporto che, almeno nelle intenzioni dei due governi, promette di crescere ancora nei prossimi anni.