Washington, 16 gennaio 2026 – Il Dipartimento di Stato americano ha alzato la voce con il Messico, chiedendo risultati concreti e verificabili nella lotta al traffico di droga e al narcoterrorismo. La richiesta, arrivata ieri sera con una nota ufficiale, segue una telefonata tra il segretario di Stato Marco Rubio e il ministro degli Esteri messicano Juan Ramón de la Fuente, poche ore dopo il recente incontro tra i presidenti Donald Trump e Claudia Sheinbaum.
Washington spinge per azioni immediate contro i cartelli
Nel comunicato diffuso dal Dipartimento di Stato, gli Stati Uniti hanno definito “inaccettabili i progressi graduali” fatti finora dal Messico sulla sicurezza alla frontiera. Il riferimento è chiaro: il traffico di fentanyl e le attività delle reti criminali lungo il confine. “Vogliamo vedere risultati concreti, non solo parole”, si legge nel testo diffuso nella notte. Dietro queste parole c’è la crescente preoccupazione della Casa Bianca per l’impatto del narcotraffico sulla salute pubblica americana.
Telefonata tesa tra Rubio e de la Fuente
Il colloquio tra Rubio e de la Fuente, andato in scena ieri pomeriggio, è stato descritto da fonti di Washington come “franco e diretto”. Il comunicato congiunto, però, ha mantenuto un tono istituzionale, parlando di rispetto reciproco e volontà di collaborazione. Ma la nota a parte degli Stati Uniti non lascia spazio a interpretazioni: “Non possiamo più accettare progressi lenti”, ha detto un portavoce del Dipartimento di Stato. Dall’altra parte, il Messico insiste sulla necessità di “soluzioni condivise” e sottolinea il rispetto della sovranità nazionale.
Due appuntamenti chiave per la cooperazione
Per dare seguito alle richieste americane, sono stati fissati due incontri importanti nelle prossime settimane. Il primo è la riunione del gruppo operativo bilaterale, prevista per il 23 gennaio. Il secondo, più politico, sarà un vertice ministeriale di alto livello a Washington, in programma a febbraio. L’obiettivo è chiaro: “intensificare la cooperazione” per fermare i cartelli della droga e il traffico illegale di armi e stupefacenti. Secondo fonti vicine al dossier, gli Stati Uniti porteranno una lista dettagliata di richieste operative, tra cui più sequestri e estradizioni.
Il fentanyl resta il nodo centrale
Al centro delle tensioni c’è il traffico di fentanyl, una sostanza sintetica che ha fatto migliaia di vittime per overdose negli Stati Uniti negli ultimi anni. I dati dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) parlano chiaro: nel 2025 sono state oltre 80mila le morti legate agli oppioidi sintetici. Le autorità americane ritengono che gran parte del fentanyl passi attraverso il confine messicano, spesso nascosto in carichi commerciali o veicoli privati. “Il tempo delle mezze misure è finito”, ha detto un funzionario statunitense coinvolto nei negoziati.
Messico sotto la lente internazionale
La presa di posizione di Washington mette il governo messicano sotto una nuova luce a livello internazionale. Nei mesi scorsi, la presidente Sheinbaum aveva promesso un giro di vite contro i cartelli, ma per analisti indipendenti i risultati sono ancora limitati. “La pressione americana rischia di irrigidire i rapporti bilaterali”, ha commentato ieri sera l’analista politico Rafael Martínez, intervistato da El Universal. Eppure, solo una collaborazione reale può portare a risultati concreti sul campo.
Prossimi passi e clima diplomatico
Il clima resta teso, ma nessuno sembra voler chiudere il dialogo. Nei prossimi giorni sono attese nuove dichiarazioni ufficiali sia da Washington sia da Città del Messico. Intanto, nelle strade di Tijuana e Ciudad Juárez – dove i cartelli sono più presenti – le forze dell’ordine continuano a pattugliare senza sosta. Un agente della polizia federale, contattato alle prime luci dell’alba, ha ammesso: “La situazione è complicata, ma non possiamo abbassare la guardia”.
